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“HIC OBIIT STUPOR MUNDI”

Scritto da redazione il 8/2/2014


“HIC OBIIT STUPOR MUNDI”

“HIC OBIIT STUPOR MUNDI”
Il grande imperatore Federico II di Svevia finì i suoi giorni a Fiorentino in terra di Capitanata, sito archeologico e monumentale, storico e ambientale nel territorio di Torremaggiore.

Sabato 1 febbraio nell’Aula Magna del Castello Ducale di Torremaggiore, gremita da un folto pubblico di studenti, studiosi e appassionati di storia, è stato presentato l’ultimo lavoro dello storico della Capitanata Mario A. Fiore, “Hic obiit Stupor Mundi”, Roma 2013,    a margine della vicenda giudiziaria, che ha visto contrapposti il comune di Lucera e quello di Torremaggiore, pertinente il sito storico-archeologico di Fiorentino in Capitanata.
Ha introdotto la serata il sindaco di Torremaggiore, dott. Costanzo di Iorio, ha proseguito la dirigente alla cultura Maria A. De Francesco e quindi l’Assessore alla cultura Marcella Bocola. L’autore, avv. Mario A. Fiore ha deliziato il pubblico con un suo ampio e documentato intervento.
Prima di presentare il lavoro dell’avvocato Fiore, mi corre l’obbligo di introdurre brevemente la figura di Federico II, sovrano tanto amato, che ha affascinato moltissimo le numerose generazioni di studenti con i quali ho vissuto la mia esperienza scolastica come docente. A causa della mancanza di notizie sui libri di testo di Storia, decisi di scrivere nel 2001, per i tipi delle Edizioni del Poggio, una breve biografia dell’Imperatore Svevo, “Federico II Terzo Vento di Soave”, in veste epistolare,    frutto di studi personali e dedicata ai giovani lettori che avrebbero voluto conoscere più approfonditamente questo carismatico personaggio, ancora vivo nel nostro territorio.
I consensi a quella pubblicazione da parte dei ragazzi, dei giovani e dei docenti sono stati molteplici e gratificanti.
Oggi, grazie al lavoro dell’avv. Fiore e dopo aver ricevuto, con mio sommo piacere, la copia n. 49 delle sole n. 99 stampate, mi ritrovo a scrivere ancora sul fulvo imperatore    e precisamente mi soffermerò sulla conclusione della diatriba legale tra le civiche amministrazioni di Lucera e Torremaggiore, con esiti positivi per quest’ultima.
“Hic obiit Stupor Mundi” cioè a Castel Fiorentino finì i suoi giorni lo Stupore del Mondo, Federico II.

Allegato:

Tanti sono gli appellativi attribuiti al grande imperatore svevo Federico II, oltre a Stupor Mundi, anche Puer Apuliae, Sol justitiae, Terzo vento di Soave, vero imperatore europeo, abile diplomatico, politico accorto, stratega e cosmopolita, mecenate, colto letterato, astronomo, sovrano illuminato. Fu un personaggio mitico e controverso che finì i suoi giorni nel nostro territorio di Capitanata, a Fiorentino, per cui le luci non potranno mai spegnersi e il sipario non potrà mai calare su questo personaggio entrato ormai nella leggenda, anche perché la letteratura si è impossessata della sua storia trasformandola in mito.
L’avv. Mario A. Fiore ha seguito la vicenda giudiziaria del sito storico-archeologico di Fiorentino, territorio preteso dalla città di Lucera e nel libro riporta sia la vicenda legale sia la ricerca storica.
Per vari lustri le civiche amministrazioni di Torremaggiore contrastarono le mire ambiziose di quelle di Lucera per il possesso di “ … un sito cospicuo per valore storico, monumentale e archeologico, intriso di sacertà tale da poter essere a ragione riguardato qual patrimonio dell’umanità, ove finì il suo peregrinare terreno, l’astro fulgente dell’immarcescibile Puer Apuliae.”
A Castel Fiorentino e “… non a Firenze doveva avverarsi l’oracolo che egli sarebbe morto sub flore” riporta lo studioso tedesco Hernst Kantorowicz, autore della più completa biografia dell’Imperatore. Le ultime volontà nel testamento fridericiano, atto normativo che, insieme alle Costituzioni di Melfi rappresenta uno dei documenti di maggior momento per la storia dell’Occidente europeo, furono dettate “ … Apud Florentinum in Capitinata”.
La contesa legale tra le città di Lucera e quella di Torremaggiore è andata avanti per svariati lustri per “ … la proprietà, il possesso di un sito storico monumentale e archeologico, quasi sconosciuto ai profani, (che) rappresenta per gli specialisti e gli addetti, e per molteplici istanze, un riferimento ragguardevole per la conoscenza dei podromi del vissuto presente.”
I numerosi giudizi legali affrontati    sono finiti tutti con verdetti favorevoli al comune di Torremaggiore, ultimo quello della Corte d’Appello di Bari.
L’introduzione del libro chiarisce il ruolo svolto dall’autore per un ventennio,     gravato dall’onere ma anche gratificato dall’onore di assistere e rappresentare la comunità della borgata dauna di Torremaggiore “… sia nelle Curie di Giustizia sia in incontri e simposi storico- giuridici.”
L’autore si rammarica per la rivendicazione materiale di quelle gloriose rovine e auspica di coltivare e favorire la ricerca di un’armonia fra le popolazioni in nome del fulvo Svevo.
A Fiorentino in Capitanata, un ermo poggio a cavaliere del Tavoliere di Puglia, si realizzò una pagina di storia alla quale l’Europa odierna e i cittadini delle diverse Nazioni che la costituiscono “ … devono moralmente sentirsi appartenere ed essere tributari.”
Federico II, alla continua ricerca del giusto, del bello, e dell’armonia tra i popoli, con la sua lungimiranza concepì l’idea dello Stato unitario in cui dovevano convivere le diverse caratteristiche dei popoli.
La pubblicazione riporta, oltre alle disposizioni testamentarie del nostro, anche il valore storico del “testamento” dal diritto giustinianeo, alla legislazione longobarda e a quella normanno-sveva. L’incipit – protocollo del testamento fissa l’etica fridericiana, “ ribadendo sotto il profilo escatologico, la corruttibilità ontologica della natura umana”, concetto della dottrina di S. Agostino.
L’autore riporta quindi un’analisi storica del territorio di Torremaggiore. Il “ viaggio storico nei tempi andati …” per presentare lo Stupor Mundi, ci vede procedere “ … verso il futuro non cessando mai di guardare al passato”.
Dopo la morte dell’imperatore, Fiorentino decadde lentamente secondo alcuni storici, mentre secondo altri, presa d’assedio e disfatta dalle truppe papaline, la città fu declassata e abbandonata da molti abitanti che si rifugiarono a Torremaggiore.
La storia di Fiorentino prosegue con i de Sangro e quindi con l’interesse mostrato dagli studiosi per questo sito archeologico e la denuncia per l’abbandono: “ … a vivere nel deserto, diventa deserto anche la fantasia! ”.
Belle e preziose pagine di storia e di giurisprudenza quelle dell’avv. Mario A. Fiore!
Auspichiamo che Fiorentino sia riportata allo splendore del suo reale valore storico e che divenga patrimonio dell’umanità.
Non dobbiamo mai permettere che si cancellino vestigia e reperti e che si impedisca la ricerca della verità storica perché se sparirà il passato, non sapremo più progettare un futuro migliore e sarà veramente faticoso ripartire da zero.
Poggio Imperiale 3 febbraio 2014

a cura di: Antonietta Zangardi


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