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IN RICORDO DI MONS. PADOVESE, MARTIRE IN TURCHIA

Scritto da redazione il 9/7/2010


                 IN RICORDO  DI  MONS.  PADOVESE,  MARTIRE  IN  TURCHIA

     E’ trascorso meno di un anno dall’accoglienza affettuosa di    Mons. Luigi Padovese, vicario apostolico in Anatolia (Turchia) ad un numeroso gruppo di amici    troiani    che partecipò nella prima settimana di luglio 2009 (Anno Paolino) al viaggio in Turchia sulle orme di San Paolo, unendosi al pellegrinaggio organizzato dalla Diocesi di Pozzuoli e presieduto dal suo vescovo, Mons. Gennaro Pascarella, che negli anni cinquanta ha frequentato il Seminario Comboniano    a Troia.
     La recente notizia della tragica    morte di mons. Padovese, assassinato crudelmente nella sua abitazione di Iskenderun    dal suo autista, ha lasciato tutti costernati, in special modo quanti lo hanno conosciuto personalmente    ed apprezzato le sue doti culturali, la sua bontà e la sua profonda umanità.
Milanese di nascita, contemporaneamente alla sua consacrazione episcopale, mons. Padovese ebbe dal Vaticano la nomina a Presidente della Conferenza Episcopale Turca. Celebrò nel 2006 i funerali di don Andrea Santoro, l’altro sacerdote ucciso in chiesa a Trebisonda, sempre in Turchia , ove viene garantita la libertà di culto ai pochi cattolici , i quali contribuiscono al benessere di quel Paese attraverso l’impegno nell’attività caritativa e nella sanità, cercando fraternamente e coraggiosamente di vivere il messaggio cristiano assieme ai loro fratelli ortodossi.
Abbiamo avuto l’opportunità di conoscere l’affabilità di Mons. Padovese il 3 luglio dello scorso anno, durante la concelebrazione della messa presso la Grotta di San Pietro, ove per la prima volta i discepoli di Gesù    furono chiamati “Cristiani”    e quel luogo santo divenne centro di propulsione apostolica nei primi ani della Chiesa e prima sede episcopale dell’Apostolo Pietro.    Il serata il Vescovo martire ci accolse festosamente presso il Convento dei Cappuccini, insieme alla piccola comunità dei Cattolici, offrendo dolci e bibite fresche. Per l’occasione ci parlò ampiamente della Turchia, che amava come seconda patria e la considerava un vero ponte di dialogo tra l’Islam e l’Occidente da poter offrire    un significativo contributo agli sforzi per la pace e la stabilità nel Medio Oriente. Era riuscito, con l’aiuto del Signore, a    far progredire il dialogo interreligioso    in uno spirito di mutuo rispetto e di amicizia.
Anche il giorno successivo mons. Padovese ci raggiunse a Tarso, città natale di San Paolo, e ci salutò affettuosamente dopo la Concelebrazione Eucaristica    nella chiesa intitolata all’Apostolo delle Genti.
    In seguito al suo brutale assassinio conserviamo tutti il suo ricordo nel cuore e nella preghiera, consapevoli che la sua morte costituisce, secondo le parole di Papa Benedetto XVI “la vera testimonianza di sangue che tutti i cristiani ammirano: testimonianza di coraggio di ciò che è buono, nobile e giusto”.
Scritto da: Gino Rotondo


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