RECOVERY FUND

Scritto da antonietta pistone il 29/4/2021


RECOVERY FUND

Il Mezzogiorno Italiano ancora una volta scippato dal Nord

La pandemia ha ancor più allungato le distanze tra NORD E SUD. Dei circa 210 miliardi di risorse che arriveranno al nostro paese, quelle assegnate al Mezzogiorno saranno solo il 40%. Se si fossero tenuti in considerazione gli indici di suddivisione europei (ossia quelli che la comunità europea utilizza per finanziare gli investimenti nelle aree a forte disagio economico e sociale) il SUD AVREBBE AVUTO DIRITTO AL 70% DI DETTE RISORSE ALTRO CHE 40% Invece, il governo ha ottenuto dalla comunità europea il finanziamento in base anche a tali indici ma, poi, ha deciso di redistribuire le risorse in base a criteri individuati nel piano sottoposto all’approvazione del Parlamento. Nel piano approvato l’altro giorno, quindi, per suddividere le risorse si è tenuto conto del criterio demografico e non del reddito pro capite o del tasso di disoccupazione, cioè i criteri utilizzati    dall’Europa che, ripetiamo, proprio in virtù di tali indici ha assegnato all’Italia 210 miliardi (la cifra più alta rispetto agli altri stati, cioè oltre il 30% del totale dei fondi) proprio con l’obiettivo di colmare il gap nord/sud che divide il Paese. Per effetto, invece, del criterio utilizzato dal governo, solo il 34% delle risorse andrà al Mezzogiorno, nonostante che l’Europa sia stata chiara su quel 70% da destinare alla parte più debole del Paese.
IL GOVERNO HA SCIPPATO AL SUD L’ALTRO 30% DELLE RISORSE DEL PIANO E LO HA IMPUNEMENTE ASSEGNATO AL NORD.HA UTILIZZATO I PARAMETRI EUROPEI CHE PRIVILEGIAVANO LE REGIONI DEL SUD PER OTTENERE I FONDI E, POI, LI HA SOSTITUITI A LIVELLO NAZIONALE, CON PARAMETRI E INDICI CHE HANNO FAVORITO LE REGIONI DEL NORD.

Ma, a quanto detto, dobbiamo anche aggiungere che quel 40% dei 210 miliardi che saranno destinati al SUD (quindi circa 80 miliardi rispetto ai 140 spettanti – quasi la metà scippati) molti ritorneranno anche al Nord. Questo perchè le aziende del Sud, per migliorare strutture ed apparati produttivi, dovranno rivolgersi ad aziende del Nord che le producono, per cui circa    la metà dei fondi andrà soprattutto nelle “tasche” di aziende del Nord. Insomma altro che 140 miliardi al SUD, altro che 80 miliardi al SUD, a noi resteranno poco più di 40.

Ci direte cosa c’entra la scuola ?
C’entra eccome: è a tutti noto come le nostre scuole hanno necessità di interventi strutturali per ammodernare i fatiscenti palazzi (a volte anche condomini) che ospitano i nostri studenti;    è a tutti noto che la nostra rete stradale, con comuni isolati, obbliga a chiudere le scuole dei piccoli comuni; è a tutti noto che la banda larga e la connettività in molti comuni è del tutto assente, per cui grandi sono i problemi per le scuole in tema di collegamento; è a tutti noto che le nostre scuole mancano di palestre e spazi all’aperto; è a tutti noto che le nostre scuole mancano di laboratori; è a tutti noto che la dispersione scolastica nel SUD è fra le più alte d’Europa, e potremmo andare avanti ancora per molto. Ma possiamo anche fermarci qui per dire ed affermare senza ombra di smentita che ANCHE LA SCUOLA È STATA SCIPPATA. CON BUONA PACE DI QUEI PARLAMENTARI, SOTTOSEGRETARI E MINISTRI DEL SUD CHE SONO PRESENTI NEL GOVERNO.

Dal Comunicato Stampa del Sindacato FLP SCUOLA FOGGIA