Lorenzo Scillitani il Sindaco gentiluomo

Scritto da redazione il 3/5/2011


Lorenzo Scillitani il Sindaco gentiluomo

Sicuramente i cittadini di Foggia, anche i più giovani, avranno sentito almeno una volta questo nome, senza però rendersi conto di cosa ha fatto
per la nostra città o, perlomeno,di chi fosse.
Lorenzo Scillitani nacque a Foggia il 28 novembre del 1827 da Saverio Scillitani e Nicoletta Pedone, cioè , nel periodo di restaurazione della monarchia borbonica nel Mezzogiorno, subito dopo la sconfitta di Napoleone Bonaparte.
Condizioni di arretratezza economica e sociale regnavano indisturbate in uno dei centri del vicereame spagnolo,Foggia.
Era il tempo in cui per lo sviluppo di Foggia si richiedevano le costruzioni di strade ferrate e carrozzabili, l’apertura dei commerci, di attività artigiane
ed industriali, per le quali usufruivano di antichi privilegi la classe dei potenti, mentre il proletariato versava in condizioni di miseria e sottosviluppo; quest’ultimo non aveva la possibilità di associarsi e di far valere i propri diritti.
Qualche alternativa? Il lavoro nei campi, perché non si erano iniziate le grandi migrazioni verso il Nuovo Mondo, una valvola di sfogo alla miseria
che aveva dilaniato l’Italia di fine Ottocento e inizi Novecento.
I primi studi Scillitani li compì nel Collegio dei Maddaloni presso i Padri                                            delle Scuole Pie, manifestando, contrariamente alle aspettative paterne, una naturale predilezione per le materie umanistiche; per questa motivazione si trasferì all’età di quindici anni a Napoli dove studiò sotto la sapiente guida dell’Abate don Antonio Mirabelli e conobbe i coetanei appartenenti all’alta borghesia napoletana, destinati a ricoprire le posizioni
chiave della politica italiana.
Compiuti gli studi, tornò a Foggia in seno alla famiglia ma , nonostante
l’autorità paterna l’avrebbe voluto a dirigere le attività commerciali ed industriali , costui volle soggiornare nelle maggiori capitali europee per
perfezionare la conoscenza delle principali lingue vive.
La morte del padre determinò la fine di questo suo girovagare    e lo                                                                     costrinse al definitivo ritorno in città per amministrare le attività paterne legate all’agricoltura; gli Scillitani possedevano diverse migliaia    di ettari                                                                 di terreni, di cui attualmente è in gran parte in possesso l’omonima                                                                                             fondazione.                                                                                                                                                                                                                                                        
Cos’è che spinse quest’uomo a dedicarsi alla vita politica attiva?                                            
Fu la sua passione per la città, il suo forte desiderio di sconfiggere l’analfabetismo che interessava il 90% della città.
Fu primo sindaco di Foggia, carica che mantenne per un anno(dal maggio 1861 al dicembre 1862), perché si dovette dedicare all’amministrazione
dei propri affari privati.
Gli stessi foggiani cinque anni dopo, nonostante fosse apertamente conservatore e che rappresentasse gli interessi della gente ricca, lo costrinsero a riacquisire il suo ufficio di sindaco per la sua probità, moralità e austerità.
Durante il suo non aspettato mandato egli indirizzò la sua azione soprattutto ai giovani istituendo il liceo classico “Vincenzo Lanza” e provvedendo affinché il governo non fosse d’intralcio nel dotare questa scuola superiore di locali adeguati, per tale motivazione    mise a disposizione l’edificio di ragione comunale di San Gaetano(l’attuale conservatorio U.Giordano).
La prima direzione fu affidata ad un uomo di profonda cultura come Vincenzo Capozzi.
Nel 1868 annunciò la creazione di “un istituto per civili fanciulle” al fine non solo di evitare che le figlie della borghesia foggiana e limitrofa non fossero costrette a recarsi in città come Napoli e Firenze per accedere all’istruzione superiore ma anche per dare tale possibilità alle fanciulle che
appartenevano a famiglie meno abbienti
Nel 1869 annunciò agli operai un miglioramento delle proprie condizione materiali e morali di vita poiché stava per inaugurare altre due strutture serali dove essi potessero apprendere il disegno geometrico e disegno applicato all’architettura.
Nella qualità duplice di Sindaco e di componente della commissione amministratrice dell’orfanotrofio “Maria Cristina di Savoia” si adoperò
per dotare di attrezzature adeguate le scuole tecniche(tra cui il laboratorio di fisica e di chimica).
Sempre nello stesso anno, il 1896, istituì per gli alunni dell’orfanotrofio,
un corso teorico pratico di tecnica agraria suscitando il plauso del Ministero delle politiche agricole attestato da lettere di encomio alla Municipalità foggiana ed alla Reale società di Capitanata.
Creò asili nido che si occupassero gratuitamente dei piccoli mentre le mamme erano impegnate al lavoro.
Il Sindaco stanziò di propria iniziativa la considerevole somma di 4250£ per rifondere la cosiddetta “campana della Madonna” , la più massiccia del
campanile della Chiesa Madre, che si era    incrinata il 21 Aprile del 1866 e lasciata a marcire da diversi mesi, infatti, l’enorme campana riporta, a sua insaputa, il suo nome.
Promosse anche un’esposizione ippica il 16 maggio del 1869 chiamando in
della Villa comunale una folla di forestieri,che assistettero alle esposizioni di cavalli.
L’appuntamento si ripeterà ogni anno diventando una tradizione poiché fece costruire l’attuale ippodromo che avrebbe poi ospitato l’appuntamento
Fieristico di ottobre e maggio.
Permise    l’ampliamento del nodo ferroviario,perché i terreni su cui sorge l’attuale stazione erano i suoi e introdusse un sistema di gasdotti    di ultima generazione, poiché col suo danaro e con la sua conoscenza delle lingue
si recò in Germania per stipulare con un’azienda tedesca la costruzione
di impianti per la fornitura di gas ai privati e a strade, edifici ecc… infatti
in quel periodo Foggia fu una delle città più illuminate d’Italia
I foggiani per ringraziarlo lo elessero a presidente della provincia e al parlamento nazionale al posto di Ricciardi, suo avversario politico e allora ministro della giustizia
del Regno di Napoli e uomo di profondissima cultura. Nei livelli più alti della politica non si fece raggirare dal suo aspetto seducente e, infatti, ricevette il plauso dei colleghi e dell’allora Presidente del Consiglio dei Ministri. Si preoccupò anche di problemi di piccola entità come l’istituzione di del Circolo daunio in cui la borghesia cittadina si doveva riunire per svagarsi e parlare delle questioni più accese per non parlare poi
dell’istituzione di una biblioteca molto fornita di libri per gli indigenti, sempre pagando di tasca propia.
In punto di morte egli predispose la costruzione dell’omonima fondazione
In via Lorenzo Scillitani.
Questa struttura doveva assicurare un’istruzione e pasti caldi agli orfani e ai poveri e l’insegnamento di un mestiere.
Infine predispose che tutto il suo patrimonio fosse dato agli orfanelli. A casa sua, nonostante fosse morto, gli orfanelli continuavano a chiedere un pasto caldo e aiuti di ogni tipo e, chi la abitava, non si rifiutò mai.
Morì all’età di 53 anni. Le esequie furono celebrate nella Chiesa di San Domenico. La città intera, donne uomini e bambini non riuscirono a trattenere le lacrime.
Questo    taglio, questo impegno, questa capacità organizzativa questa profonda umanità sono ancora vive nella coscienza collettiva dei foggiani che ancora oggi avvertono il fascino della sua nobile figura.
Lorenzo Bisceglia