‘’Raus” di Giovanni Presutti. Ricordi e sentieri per non dimenticare

Scritto da redazione il 23/9/2012


 ‘’Raus” di Giovanni Presutti. Ricordi e sentieri per non dimenticare

Raus (vattene) è il titolo di un racconto storico pubblicato nel 1983 dal Campogiovese Giovanni Presutti, sulle vicende che videro protagonista la gente di Campo di Giove e della Maiella all’epoca della seconda guerra mondiale, dopo l’armistizio e l’inizio della resistenza partigiana in contemporanea con l’arrivo degli alleati angloamericani. Presutti nasce a Campo di Giove, in provincia di Aquila, il 31 gennaio del 1937. Oggi vive in Sardegna presso l’isola della Maddalena (Olbia-Tempio), ma torna sulla Maiella ogni estate per ritrovare i luoghi della memoria a lui cari, gli amici e i parenti. Scrittore per vocazione sin dalla giovane età, e autodidatta, l’autore sente il dovere di rappresentare storie e sentimenti della sua terra natìa. La sua prima opera risale al 1979 e si intitola Primiano, dal nome di un brigante, Primiano Marcucci, che lottò per il risorgimento abruzzese con particolare successo. Nel 1981 Presutti pubblica la sua prima raccolta di poesie “In fondo al bicchiere”, e nel 1982 in occasione del centenario della morte di Giuseppe Garibaldi, scrive “Garibaldi a Caprera”. “Sapore di casa” è del 1999, ed è stato pubblicato con il patrocinio del Comune di Campo di Giove. Nel 2011, in occasione del centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia, Presutti ha poi ripubblicato il suo primo romanzo storico con il titolo di “Il Brigante Primiano”, presentato nel ciclo delle manifestazioni estive di quest’ultima estate appena trascorsa a Campo di Giove. Presutti, che ha conseguito il diploma IPS, è un appassionato cultore di studi patri che ha espletato un’intensa attività letteraria negli anni ’80, fino a diventare anche giornalista pubblicista. I suoi interessi spaziano dalla poesia agli studi storici sul brigantaggio post-unitario, a Garibaldi a Caprera alle vicende della seconda guerra mondiale. Presutti è anche autore di testi musicati dal maestro compositore Giovanni Abis. Redattore di alcuni periodici di cultura e collaboratore della terza pagina del quotidiano sardo “L’Isola”, ha ottenuto svariati riconoscimenti, tra i più prestigiosi il premio “Dio Pan 1981” a Firenze per la poesia e il “Premio della Cultura per il 1987” della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Raus chiude quasi un ideale ciclo storico dell’autore che vuole rappresentare le tristi vicende di Campo di Giove, paese che fu duramente colpito dalla furia delle armate tedesche alla fine del secondo conflitto mondiale. In Raus si narrano alcune delle vicende che vedono coinvolti i campogiovesi e gli alleati ricercati dai tedeschi, prima del loro allontanamento oltre la linea Gustav, di cui le montagne della Maiella costituiscono uno scenario divisorio naturale fino al Monte Amaro, e oltre, tragico teatro silenzioso della lotta per la sopravvivenza degli sfollati, fuggiti a Sulmona e poi tornati nel 1944 per combattere contro i nazisti, fino a quando le postazioni difensive della linea Gustav non vennero smantellate dagli angloamericani verso nord e la linea Gotica, da La Spezia a Rimini. Ma all’epoca di linee difensive ce n’erano parecchie. Dalla linea Barbara, più a sud della linea Gustav, ad altre postazioni tra la linea Gustav e la più nota linea Gotica. A Campo di Giove fuggirono anche gli ex prigionieri di Fonte d’Amore, il campo di concentramento della città di Sulmona. E molti furono gli eroi sconosciuti di quei giorni bui. Dal Parroco del paese, Don Virgilio Orsini, al Podestà Francesco Puglielli, ai fratelli Enzo e Torinto Sciuba, fino alla contadina Maria di Marzio, che rischiò la sua vita e quella dei suoi figli per nascondere in casa sua gli alleati, e che per questo motivo è stata poi insignita della “Medaglia della Riconoscenza Francese” per aver protetto il tenente Guglielmo ed i suoi valorosi compagni. Molti furono anche i caduti su quelle montagne, accoglienti d’estate ma terribili a causa del loro gelo invernale. E tanti, come il sottotenente Ettore De Corti, morirono trucidati dai tedeschi, o caddero feriti, ma si salvarono, come il Capitano Gianfilippo Cangini. Nell’intento di ripercorrere il cammino dei Partigiani verso le linee alleate, e la salvezza, sono ormai dodici anni che si ripropone nel mese di Aprile una traversata storica di tre giorni, detta “Il Sentiero della Libertà” (in foto), che da Sulmona va a Campo di Giove, Guado di Coccia e Casoli, passando per Taranta Peligna, e camminando sull’antico tragitto della Maiella. La tredicesima edizione si svolgerà quest’anno dal 26 al 28 Aprile 2013.
Antonietta Pistone