Gastone Mazzanti ospite del liceo Marconi di Foggia narra gli eventi dei bombardamenti angloamericani del ’43 sulla città

Scritto da redazione il 9/10/2013


Gastone Mazzanti ospite del liceo Marconi di Foggia narra gli eventi dei bombardamenti angloamericani del ’43 sulla città

Il 7 Ottobre scorso il Liceo Scientifico G. Marconi di Foggia, in collaborazione con il Dipartimento di Storia e Filosofia, e nell’ambito del progetto Uomo-Mondo For Unity, ha ospitato lo scrittore pesarese Gastone Mazzanti, che ha presentato il suo libro Foggia sotto Attacco, pubblicato nel 2012 in occasione del settantesimo anniversario dei bombardamenti angloamericani del ’43 sulla città. Gastone Mazzanti si è recato personalmente presso l’archivio di stato americano per rintracciare foto e documenti storici che narrassero quella pagina oscura del secondo conflitto mondiale. L’attenzione alle vicende dei bombardamenti alleati sulla città di Foggia, sfata il pregiudizio che tutto il male sia venuto dai Tedeschi, responsabili del tragico olocausto del popolo ebraico, e vuole significare quanto sia crudele la guerra, da qualunque parte la si osservi. Il Liceo Marconi intende con forza respingere la violenza di matrice bellica, adoperata come mezzo di risoluzione dei conflitti, e vuole invece rimarcare il valore civico e politico dell’articolo 11 della Costituzione Italiana che cita espressamente “l’Italia ripudia la guerra”. Così apre il suo intervento di saluto la dirigente del liceo, professoressa Michelina Boccia, la quale ricorda il ruolo attivo del liceo Marconi nella diffusione della Cultura della Pace, simbolicamente assunto attraverso una cerimonia ufficiale dal 10 aprile del 2013, alla presenza di autorità civili e religiose della nostra provincia, mettendo a dimora ed adottando il Kaki di Nagasaki, emblema internazionale della pace. Il liceo ha scelto di piantare nel proprio cortile interno alla scuola    questo alberello, venuto da così lontano, per non dimenticare l’orrore della guerra, designando tutti gli alunni del liceo presenti e futuri, genitori adottivi dell’albero, con l’impegno di curarlo e farlo crescere forte e vigoroso. L’arboscello innestato, in pochi mesi, è cresciuto in altezza ed è già pieno di foglie, ed è, con la sua silenziosa presenza, una forte testimonianza della vita che continua, nonostante la barbarie disumana e distruttiva della guerra, e dell’impegno “a non dimenticare”.    Il professor Michele Quintana, referente del progetto “Uomo mondo for Unity”, ha poi ringraziato il Dipartimento di Storia e Filosofia per aver organizzato l’incontro con l’autore Mazzanti, perché ogni atto di ricostruzione della memoria storica è anche inevitabilmente un seme di pace che viene piantato nelle coscienze, e che prolifererà per dare frutto. Solo qualche anno fa furono ancora rinvenuti nel sottosuolo foggiano alcuni ordigni bellici inesplosi. Esemplare è il caso del cinema Flagella frequentato da tutti i cittadini per tanto tempo, senza che nessuno sospettasse che sotto la sua pavimentazione si nascondeva una bomba. Il professor Giuseppe La Porta ha ricordato, invece, che ogni giorno la cronaca ci riporta a vivere l’orrore della dimenticanza e della violenza. La strage degli immigrati africani di qualche giorno fa è un esempio eclatante in tal senso. Ricostruire la memoria storica delle vicende vissute dal nostro popolo è doveroso impegno di cittadinanza, a non dimenticare che anche gli italiani sono stati emigranti, in cerca di speranza, in paesi stranieri. La storia di Foggia e dei suoi bombardamenti è stata spesso obliata anche dai foggiani che ignorano la crudeltà degli efferati attacchi angloamericani sulla città, esordisce Mazzanti. Gli stessi documenti storiografici tacciono dei numerosi attacchi dei B17, i cacciabombardieri che distrussero la città, radendo al suolo Foggia tra il 28 Maggio, e per i tre giorni successivi iniziando dall’aeroporto Gino Lisa, e il 22 Luglio, dimenticando spesso di citare la data del 19 Agosto del ’43, in cui perse la vita la maggior parte dei concittadini bombardati nei pressi della zona stazione e dell’attuale centro città, tra viale XXIV Maggio, Piazza Cavour e la Villa comunale. Fu distrutto anche il cimitero, dove pareva si nascondessero i tedeschi. Ma non fu risparmiato nemmeno il sottopassaggio della stazione, ove ci fu una vera e propria carneficina che tutti i sopravvissuti ricordano come un inferno inenarrabile. Alquanto sottaciute sono state, perciò,    le azioni di mitragliamento a bassa quota, spesso riportate da testimonianze di superstiti ma ricordate solo un paio di volte (la prima
il 22 luglio, dopo il bombardamento vero e proprio) dai documenti ufficiali; le missioni dei B17 e B25 sono tutte regolarmente registrate nei rapporti degli equipaggi (che non si soffermano mai in maniera dettagliata sugli effetti subiti dagli obiettivi non strategici). Tutti i foggiani dovrebbero conoscere e amare la storia della propria città, perché l’oblio è il più infame dei delitti contro la memoria. Eppure è strano che siano proprio i foggiani a disprezzare il ricordo di quei tragici eventi bellici, che invece sono ricostruiti con dovizia e cura di particolari da autori non propriamente locali, come Antonio Guerrieri, Tommaso Palermo, Alfonso De Santis e lo stesso Gastone Mazzanti. L’evento del 7 Ottobre vuole, perciò, sottolineare il valore e l’importanza della conoscenza dei fatti storici per la formazione di una coscienza civica che ogni donna e uomo devono costruire e custodire, possedendola per esercitare correttamente e diligentemente la loro propria cittadinanza attiva. A cominciare dagli anni di scuola del liceo, dove la storia non può più essere appresa come una semplice narrazione, ma diventa finalmente vita reale, incarnazione del bene e del male, di cui soli responsabili rimangono gli esseri umani, liberi autori del loro proprio destino.
Comunicato stampa del Dipartimento di Storia e Filosofia del Liceo scientifico G. Marconi di Foggia