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A CASTELLUCCIO VALMAGGIORE IN SCENA LA TARANTA CON GLI “ALLA BUA”

Scritto da redazione il 17/8/2010


A CASTELLUCCIO VALMAGGIORE IN SCENA  LA TARANTA  CON GLI  “ALLA BUA”

Il 15 agosto, il viaggio estivo della Rete Italiana di Cultura Popolare si ferma a Castelluccio Valmaggiore,    dove verrà allestito il Campus del Festival delle Province che viaggia in tutta Italia per scovare le differenze di cui ogni territorio è depositario e per portare al grande pubblico il patrimonio di tradizioni artistiche popolari a rischio d'estinzione. Si terranno, per tutto il giorno, in piazza e tra le strade letture, spettacoli, laboratori, incontri, approfondimenti condotti da docenti universitari e artisti. Saranno raccontate, attraverso la lingua, la poesia, la musica, la danza e il teatro, le tradizioni ancora vive nel centro-sud di Italia. Il Campus vuole essere il luogo di incontro dei saperi e delle tradizioni. Il luogo dove le culture dei territori vengono presentate, studiate, tramandate. Argomento principale sarà “ La taranta magica ed altri medicamenti “ che nella tradizione popolare, rappresentava il rimedio per sanare i “malanni dell'animo” dai “guaritori-musicanti”. Il Campus si concluderà, in serata, con il concerto del gruppo ALLA BUA che nasce dalle esperienze più tradizionali della cultura musicale salentina. Dalle ronde della storica festa di San Rocco a Torrepaduli, alle notti itineranti del canto a Santu Lazzaru, alle tipiche feste nelle corti. Alla Bua, che in griko significa medicina alternativa, o altra cura, ispira l'animo e il suono del gruppo. La cura: nel passato contro il morso velenoso della leggendaria taranta, oggi contro la piattezza della società moderna. Una cura a suon di pizzica-pizzica, danza forte, calda e liberatoria. Negli ultimi anni il repertorio si è arricchito di brani originali composti dagli stessi autori. I componenti del gruppo provengono da vari paesi del Salento ed hanno tutti la comune coscienza di sentire propria l'eredità della musica popolare con la grande voglia di suonarla, tramandarla e divulgarla, ma anche di farla evolvere in modo del tutto "spontaneo" e creativamente influenzato dalle loro varie radici musicali.
Scritto da: Antonella Mazzilli


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