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A Gianni Mongelli, Sindaco di Foggia

Scritto da redazione il 27/9/2011


A Gianni Mongelli, Sindaco di Foggia

Caro Sindaco, ieri mattina ho pagato la Tarsu. L’ho pagata per intero, non nella misura equivalente alla tassa corrisposta lo scorso anno. Forse sarò ingenua. Una sciocca credulona che pensa che il cittadino corretto debba contribuire al sovvenzionamento della cassa comune nei modi in cui gli viene chiesto, non in quelli in cui gli fa più comodo. O forse, come certamente penseranno i più, sono una di quelli troppo furbi per procedere in prima persona alla contestazione.
Ad ogni modo l’ho fatto. Cioè ho pagato. E spero non vogliano lapidarmi per questo. Sappia, comunque, che la mia è stata una decisione sofferta. A lungo. E meditata.
Mi sono confrontata con due avvocati che si stanno occupando della questione. E mi hanno assicurato che, mettendosi a disposizione gratuitamente per il bene della cosa pubblica, a chi avesse voluto presentare ricorso sarebbe toccato solo il costo del bollo, pari a circa ottanta euro. Più o meno la stessa somma per la quale avrei dovuto presentare ricorso alla commissione tributaria, facendo presente che chi paga per un servizio vuole poi di fatto essere soddisfatto. E chi, al contrario, soddisfatto non è, riduce il suo compenso al sessanta per cento (ma altrove leggo al quaranta per cento!) della tassazione dell’anno precedente. E se poi si dovesse perdere il ricorso? In quel caso si paga. Dopo tutto questo fastidio…e aggiungendo i soldi del bollo…
Mi sono perciò rivolta ad un’associazione dei consumatori, che intende fare ricorso al Tar. Le ragioni sono differenti. Non si ricorre per l’entità della tassa considerata ingiusta, ma per il fatto che il provvedimento di aumento del trenta per cento, rispetto alla tassazione fino allo scorso anno applicata, sarebbe stato emesso in periodo di vacanza, ai primi di agosto, senza aver sentito il consiglio comunale, come si sarebbe invece dovuto fare di prassi. Questo ricorso costa solo cinque euro. E se lo si perde saranno solo quei soldi in più a dover uscire dalla tasca del cittadino ricorrente. Solo quelli, gravati della tassa di iscrizione alle associazione dei consumatori, che agiscono in nome e per conto dei loro iscritti…ah…saranno perciò almeno quindici euro, alla fine, a voler stringere al massimo…
Entrambe le soluzioni mi sono sembrate infine insicure per molte ragioni. In primo luogo mi lascia perplessa l’impossibilità di fare un ricorso collettivo, che avrebbe notevolmente limitato le spese per tutti. Poi, mi dà da pensare il fatto che si ricorre per due diversi motivi a seconda che ci si rivolga agli avvocati disponibili o alle associazioni dei consumatori.
Mi balena che ci sia qualcuno che stia provando a cavalcare l’onda del dissenso, strumentalizzando la situazione di generale malcontento a fini politici. Molti vogliono mandare via il Sindaco e la giunta di sinistra e chiedono nuove elezioni nella speranza che la gestione del potere di questa città passi assai presto nelle mani della destra.
Ultima considerazione che mi viene in mente è che se tutti si lamentano per un servizio inefficiente che non viene più effettuato come dovrebbe proprio perché non ci sono i soldi indispensabili a pagare gli stipendi dei dipendenti, qualcuno dovrà pur sovvenzionare le casse comunali, ormai in alto mare.
Sono perciò andata a pagare. Ma non finisce qua, Signor Sindaco.
Come cittadina pretendo di sapere perché, se c’è qualcuno che ha rubato i soldi pubblici, le responsabilità dei singoli non sono ancora note.
Come cittadina pretendo di sapere i nomi dei responsabili del collasso generale della mia città.
Come cittadina pretendo di sapere perché mai per la riscossione dei tributi necessari alla gestione dei rifiuti urbani si è passati dalla molto più economica Gema all’attuale Aipa.
Come cittadina che si alza ogni mattina per andare a lavorare, come la maggior parte dei foggiani.
Come cittadina che paga le tasse sempre, anche quando sembra proprio che non sia giusto.
Come cittadina che è madre di due figli adolescenti, ai quali spesso non sa come giustificare il desiderio comprensibile di tenerli ancora in questa città, convincendoli che prima o poi le cose cambieranno, e che ci sarà un posto anche per loro nella stessa società che li sta trattando come rifiuti, inquinando i loro spazi aggregativi.
Come cittadina mi rivolgo a Lei, Signor Sindaco Mongelli, perché non debba essere troppo derisa domani per aver fatto semplicemente il mio dovere, nel pagare una tassa che è civiltà corrispondere al Comune che la chiede.
Come cittadina mi attendo che lei mi risponda, impegnandosi a parole e con i fatti affinché questa situazione di degrado generalizzato si risolva assai presto, e il suo ricordo aleggi su noi tutti come un incubo dal quale ci siamo finalmente risvegliati.
Glielo chiedo nel giorno in cui un dipendete dell’Amica, un padre di soli 47 anni, ha dato la vita lavorando per rendere pulita questa città.
Rendiamogli onore, in qualche modo!
Antonietta Pistone


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