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A POGGIO IMPERIALE UNA SERATA ALL’INSEGNA DELLA MEMORIA E DELLA SPERANZA

Scritto da redazione il 31/5/2016


A POGGIO IMPERIALE  UNA SERATA ALL’INSEGNA DELLA MEMORIA E DELLA SPERANZA

A POGGIO IMPERIALE
UNA SERATA ALL’INSEGNA DELLA MEMORIA E DELLA SPERANZA
I BENI CULTURALI: RICCHEZZE DA CAUTELARE
di Antonietta Zangardi


Giovedì 26 Maggio 2016, nella sala multifunzionale sita in via Oberdan a Poggio Imperiale, il Centro Studi Territoriale, Simposio Culturale ha presentato la terza conferenza – evento del Secondo Anno di studio, dal titolo “I Beni Culturali, ricchezze da cautelare”, col Patrocinio morale dell’Amministrazione Comunale, le Edizioni del Poggio, il Club UNESCO di San Severo, l’AVIS comunale.



Come sempre sono stati i giovani a condurre la serata    e inizialmente hanno spaziato nel mondo, presentando il sito archeologico di Palmira, l’UNESCO e i Beni culturali Italiani, per poi rientrare nel nostro paese, alla ricerca della nostra identità culturale.
La serata ha avuto inizio e si è conclusa con due canzoni inserite nel repertorio del Coro “Santa Cecilia” diretto da don Giovanni Giuliani jr, don Nannino: la poesia di A. Aleardi: “Che cos’è Dio”, musicata, e    “Acqua siamo noi” di Giosy Cento.
Poggio Imperiale non possiede tanti gioielli d’arte ma ha pur sempre tradizioni e luoghi da tutelare, persone da ricordare, che hanno lasciato un’impronta ed hanno trasmesso valori.
Dopo le due Chiese, quella di San Placido e del Sacro Cuore di Gesù, è stato presentato il Santuario di San Nazzario, prendendo spunto dal libro dell’avv. Mario Fiore, storico e studioso del nostro territorio.
In modo simpatico ed accattivante è stato presentato al pubblico anche il busto marmoreo del fondatore, principe Placido Imperiale, le tradizioni, beni culturali consolidati nel tempo, da cautelare e tutelare.
A fine serata sono stai ricordati i nostri Parroci, nativi di Poggio Imperiale. In particolare don Giovanni Giuliani jr, don Nannino nel ventennale della sua dipartita. Antonio Giacò, suo collaboratore, ha delineato la figura dello studioso, dalla garbata ironia e del parroco, amico di tutti, presente nella sua comunità parrocchiale in modo    discreto, autorevole e lungimirante.



Non è stata una commemorazione di don Giovanni e don Nannino, ma un omaggio a due figure carismatiche: beni culturali che hanno condiviso con i loro parrocchiani i momenti della vita con i suoi ritmi naturali.    E la vita è un insieme di serio e faceto: sono stati i proverbi, i detti e le filastrocche in vernacolo che hanno disteso il clima e hanno fatto sorridere il pubblico presente in sala.



Il Sindaco, dr. Alfonso D’Aloiso, insieme ai saluti istituzionali ha riportato un ricordo personale di don Nannino. Don Paolo Lombardi, succeduto a don Nannino dopo la sua dipartita, è intervenuto, a fine serata, salutando il pubblico e i suoi ex parrocchiani.
Anche le canzoni e la musica hanno rispettato il tema scelto. La serata è stata allietata dalla voce di Stefania Cristino e la musica di Primiano Schiavone, Gino Maselli, Primiano Schiavone e Dino Vitale.
I giovani del Simposio e i loro coordinatori: Antonietta Zangardi, Antonio Giacò, Rossella Gravina, Giuseppe Izzo, Stefania Cristino, Titta Romano, Giusy di Summa, Mara Romano, Angela Chenet, Nicla Simeone, Luigi Cuccitto, Vincenzo Luigini, Bove Luciana, Maria Pia Abbatantuoni, hanno donato al pubblico presente il frutto dei loro studi, con uno stile incisivo ed essenziale, facendo vivere una fruttuosa, serena, gioiosa ed indimenticabile serata culturale.
    


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