GazzettaWeb.info
COLLABORA
corsi
ParlarePubblico
Sei qui: GazzettaWeb
Invia questa pagina ad un amico Versione stampabile

A proposito della fondazione di Poggio Imperiale ….

Scritto da Redazione Lombardia il 7/9/2012


A proposito della fondazione di Poggio Imperiale ….

La storia delle origini di Poggio Imperiale ha destato - soprattutto negli ultimi decenni, a partire da “Poggio Imperiale, Noterelle paesane” di Alfonso De Palma, Edizione “ il Richiamo” del settembre 1984 - l’interesse da parte di alcuni nostri insigni concittadini, in particolare Alfonso Chiaromonte e Giovanni Saitto, che hanno sapientemente effettuato al riguardo approfondite ricerche, consentendoci così di poter allargare i nostri orizzonti conoscitivi rispetto alle scarne e superficiali notizie tramandateci dai nostri avi.

Ora, Antonietta Zangardi (1) aggiunge un nuovo tassello al mosaico che nel tempo si è andato componendo, con l’apporto di ulteriori ed inedite informazioni sulla base di ben settantadue nuovi documenti che riguardano il periodo temporale che va dal 1751, anno dell’acquisto del feudo di Lesina da parte del Principe Placido Imperiale, al 1765, anno di sviluppo economico ed incremento demografico di Poggio Imperiale, colonia agricola fondata verosimilmente nel 1759.

Poggio Imperiale

Anno 1759

Nuovi documenti sulle origini e sulla fondazione

Edizioni del Poggio, maggio 2012

Questo è il titolo del nuovo ed interessante libro di Antonietta Zangardi.

A quanto pare, l’Autrice si è posta l’obiettivo di penetrare più efficacemente    nella fitta coltre di nebbia che per anni aveva offuscato la storia delle origini di Poggio Imperiale, anche se, in verità, tanto è stato già fatto dai nostri studiosi e ricercatori di storia patria poggioimperialesi.

E la lettura, l’analisi e il confronto degli ultimi documenti rinvenuti dalla Zangardi nella sua opera di ricerca, porterebbero ad intravedere nuovi spiragli di considerazione rispetto alla data effettiva della fondazione di Poggio Imperiale, che verrebbe fatta risalire al maggio del 1759 e non al cosiddetto “patto degli albanesi del 18 gennaio 1761”.

Tesi, quest’ultima, suffragata anche    dalla copia della relazione per la visita pastorale del vescovo di Lucera, Mons. Giuseppe Maria Foschi, dalla quale risulterebbe che, “al loro arrivo”, vi era impiantato un nucleo di abitanti cosiddetti regnicoli, cioè italiani, già dal maggio del 1759.

In via prudenziale, il condizionale è d’obbligo, anche se la documentazione reperita, analizzata e resa pubblica porta a ritenere attendibili sia le considerazioni svolte, sia le conclusioni alle quali l’Autrice è pervenuta.

Attendibilità avvalorata, peraltro, anche dall’autorevolezza del noto studioso e scrittore dauno Mario A. Fiore che ha curato la Prefazione del libro citato.

Orbene, alla luce di quest'ultimo contributo della Zangardi, la data di fondazione di Poggio Imperiale parrebbe ora risalire al 1759, risultando all’epoca già    “impiantato il primo agglomerato urbano”, piuttosto che al 1761, con ciò sfatando il mito secondo cui    furono gli albanesi, arrivati in quell’anno, a fondare la “nuova terra”, denominata per l’appunto “terranova” (in dialetto “tarranòve”).

Non v’è dubbio sul fatto che i recenti documenti portati alla luce dalla Zangardi siano meritevoli di considerazione per quanto attiene alla loro attendibilità e, non di meno, anche della dovuta attenzione per le novità addotte.

Ma, ad onore del vero, queste ultime novità denotano un fatto molto importante, che non può di certo sfuggire all’osservatore più attento, e cioè che la storia delle origini del nostro giovane paese è ancora “in fieri” e cioè in via di formazione, in divenire.

Risulta di indubbio pregio la portata delle informazioni reperite e rese pubbliche dagli odierni studiosi poggioimperialesi nel corso delle ricerche e degli studi sinora eseguiti, ma vi è ragione di ritenere che esistano ancora ampi margini di esplorazione possibili.

Ritengo, personalmente, che il culto delle tradizioni poggioimperialesi e l’amore della storia del nostro paese debbano prevalere, sempre, su qualsiasi    posizione preconcetta e rappresentare il vero collante    nella ricerca delle nostre comuni    radici.

E, dunque, in proposito ... perché non avviare, ad esempio, un dibattito costruttivo tra studiosi della materia al fine di individuare un percorso comune per “scrivere” insieme la storia delle origini di Poggio Imperiale?
di Lorenzo Bove


(1)     Antonietta Zangardi, laureata in materie letterarie, vive a Poggio Imperiale dove ha insegnato nella locale Scuola Secondaria di I grado per trent’anni ed è stata fiduciaria e responsabile per più di quindici anni. E’ abilitata all’insegnamento di Italiano e Storia negli Istituti Superiori. Ha diretto la collana di narrativa “il piacere di leggere”. Ha pubblicato “Federico II, Terzo Vento di Soave” per adolescenti e la silloge “Sottovoce, parole e versi in libertà”.    Si è sempre attivamente interessata alla storia di Poggio Imperiale ed allo studio dei documenti.



Gazzetta Web