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ALLA CITTA' DI FOGGIA

Scritto da redazione il 26/5/2011


ALLA CITTA' DI FOGGIA

I MORTI ED I VIVI DELL'ESTATE DEL 1943

Meglio tardi che mai, dice il vecchio adagio.
Si misceli un po’ di coscienza civica, con un po’ di voglia di comunità e la volontà di riprendere memoria storica per ri-creare identità ed ecco la formula che fa nascere ed operare il gruppo degli amici della domenica (GADD).

Del progetto per un monumento per ricordare i nostri morti sotto le bombe del 1943 si discute da molti anni oramai, come pure si discute da altrettanto tempo tra storici di professione e cultori della materia del numero esatto di quei morti .

Il GADD, lasciando ad altri il gusto delle discussioni, animato dallo spirito del fare, ha fatto, considerando che si doveva fare e c’era la volontà per fare.
Durante i giorni dell’orrore dei bombardamenti, e dei corpi straziati per le strade, la comunità di allora non si arrese e si strinse intorno ad alcune figure che resero possibile la resistenza allo scoramento paralizzante del dolore.

Il GADD ha trovato tra gli eroi di quei giorni due figure da onorare per ricordare tutti quegli uomini e quelle donne che in quei giorni drammatici dimostrarono che l’idea di comunità non può e non deve morire durante i momenti di difficoltà, anzi devono essere quei momenti a ricreare identità e con essa la voglia di essere corpo unico nella collettività.

Sono quelli i momenti in cui l’individuo diventa persona tra ed insieme ad altre persone.
In quei giorni la carità cristiana, il senso forte della solidarietà tra gli uomini e il senso del dovere, valori fondanti della nostra comunità, spinsero uomini e donne ad aiutare chi era sotto le macerie , ognuno per come sapeva e poteva, per recuperare corti martoriati o vite ancora da salvare.

Impossibile ricordare i nomi di tutti, per cui il GADD ha pensato di ricordare due uomini simbolo di quelle giornate: il frate minore padre Odorico Tempesta, simbolo della carità cristiana, e il medico Dott. Diego de Mita, simbolo della solidarietà laica e del senso del dovere e del rispetto di un giuramento fatto, quello di Ippocrate.

Il GADD ha trovato un imprenditore di Apricena, il dott. Passalacqua, che ha regalato due pezzi di marmo ed un marmista di Foggia, la ditta Masullo, che ha lavorato gratuitamente la pietra e con loro ha creato due Stele, per ricordare i due personaggi simbolo di quei giorni di dolore e lutto.

Le due stele, abbiamo chiesto al sindaco, dovranno essere messe nelle due aiuole all’ingresso della Villa Comunale (in foto all'epoca dei bombardamenti del 1943), luogo di passaggio continuo di vecchie e soprattutto giovani generazioni, perché rimanga per sempre viva la testimonianza che la nostra comunità in quei giorni non si arrese, ma che le donne e gli uomini di allora si rimboccarono le maniche ed insieme sperarono e lottarono per ricostruire dalle macerie la città che avrebbero lasciato a noi,generazioni successive.

Ai deceduti sotto le bombe un monumento da troppo tempo atteso ed alla cui realizzazione il GADD si impegna e si impegnerà animato come sempre dal proprio motto che S POT FA’.
Agli eroi di quei giorni due Stele per ricordare che siamo comunità e con esse il monito che le difficoltà, come quelle attuali, devono rinsaldare i vincoli di comunità e l’orgoglio d’appartenenza.

Gli Amici della Domenica


Allegato:

La stazione di Foggia sventrata dalle bombe


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