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ARTE IN GUERRA

Scritto da redazione il 17/12/2014


ARTE IN GUERRA

Vi siete mai chiesti come hanno fatto le grandi opere d’arte ad arrivare sino ai nostri tempi superando i più tragici eventi della storia? I più bei capolavori come hanno superato la Seconda Guerra Mondiale? Negli ultimi anni l’argomento è tornato alla ribalta grazie al best seller di Robert M. Edsel e Bret Witter dal titolo Monuments men e al successivo film tratto da esso. Nello specifico, i Monuments erano persone appartenenti ad una sezione dell’esercito anglo-americano denominata MFAA, Monuments Fine Arts and Archives, con il preciso compito di salvaguardare il patrimonio artistico-culturale dei territori colpiti dalla guerra preservandolo dalle razzie dei nemici che, non tanto volevano distruggerlo, quanto impadronirsene.
A questo vero e proprio esercito di “protettori” del patrimonio, dobbiamo affiancare migliaia di persone che privatamente e di propria sponte si sono organizzate per tutelare opere importanti: è a queste che il giornalista Salvatore Giannella ha voluto dar voce nel saggio Operazione Salvataggio. Per citare solo alcuni di loro, ricordiamo Rodolfo Siviero che carpiva informazioni utili per anticipare le mosse dei nazisti, Palma Bucarelli che intraprese diversi viaggi notturni in treno per trasportare quadri e Pasquale Rotondi che salvò più di 6 mila opere italiane tra cui La Tempesta di Giorgione. La sua operazione salvataggio ha interessato la zona tra Pesaro e Urbino, in particolar modo la Rocca di Sassocorvaro che custodiva quadi del Tintoretto e di Tiziano. Nel suo diario si legge: “Inutile dire che mia moglie e io passiamo buona parte della notte in contemplazione della Tempesta e degli altri capolavori giunti così singolarmente in nostra privata custodia, né trovo parole adatte a esprimere le impressioni di quella straordinaria veglia nel silenzio del fabbricato, dove nessun altro conosceva o sospettava l'esistenza tra noi di cose tanto famose”.
Storie incredibili di italiani e non. Queste sono soltanto quelle che ci sono pervenute ma in tutti i conflitti, anche quelli che riguardarono la guerra civile spagnola, la Jugoslavia, l’Afghanistan, ci sono interessanti testimonianze. Anche oggi i venti di guerra sono sempre presenti e oggi come allora ci sono piccoli ‘custodi’ che operano per la tutela in zone critiche come l’Iraq, la Macedonia, la Siria. Ed è proprio in Siria che è stato girato un documentario diretto da Matteo Barzini con le musiche del maestro Ennio Morricone che mostra da un lato la distruzione del patrimonio artistico dall’altro i progetti di salvaguardia che si mettono in atto, non senza pericoli.
Che dire, la storia si ripete sempre. È ossimorico pensare come in un momento di distruzione totale, quale spesso è la guerra, ci siano stati e ci siano tuttora piccoli grandi eroi che hanno pensato a custodire il patrimonio dell’umanità.

Scritto da: Francesca Mobilio


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