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Ancora rifiuti e sporcizia in Piazza De Gasperi

Scritto da redazione il 29/5/2011


Ancora rifiuti e sporcizia in Piazza De Gasperi

È ricominciato il caldo afoso a Foggia, e con il caldo le nottate insonni dei nostri ragazzi, che si trattengono la sera tirando fuori fino a tardi, e sostando nei giardinetti attorno a casa. Abito in Viale Colombo e ammetto che se non lavorassi tutto il giorno, stancando la mente sui libri con letture e scritture senza sosta, nemmeno io riuscirei a prendere sonno facilmente la notte. Invece, saranno le chiacchiere sfatte dei miei alunni, sempre sistematicamente in ritardo con le loro verifiche, sarà la stanchezza di un intero anno di programmazioni e di lavoro che si sente sulle spalle, sarà, ma io quando vado a letto dormo subito serenamente, fino al giorno dopo, anche se non si respira e si annaspa nel sudore notturno. Al contrario, Piazza Padre Pio e Piazza Alcide De Gasperi (nella foto di Alberto Mangano), come la Piazzetta del centro città, prospiciente la cattedrale di Foggia, pullulano di giovani che trascorrono le loro notti insonni, celebrando la festa di un’estate in grande anticipo sui tempi canonici, che nelle ore mattutine fa segnare il termometro delle temperature urbane oltre i trenta gradi da già due giorni. Sarebbe bello che la goliardia delle nottate trascorse con gli amici potesse tranquillamente raccontarsi sorridendo il giorno dopo. Il problema è che le strade portano non meno delle Piazze urbane la memoria di segni profondi lasciati nelle ore trascorse al fresco delle verdi frasche ventose. Quando scendo per recarmi a scuola, e durante tutto il resto della giornata, osservo con costante tristezza e raccapriccio, il verde manto erboso delle piazze dietro casa, ricoperto di bicchieri di plastica, piatti, cartacce, che fanno il pieno con l’immondizia debordante dai cassonetti e maleodorante per il ristagno e l’elevata temperatura atmosferica. I nostri giovani sono abitanti di una giungla cittadina, evidentemente, piuttosto che di un’area urbana e civile. Mi chiedo come abbiamo potuto essere noi le madri e i padri di questa popolazione che sembra vivere al tempo delle clave. Come abbia fatto la scuola a dimenticare i suoi primi compiti educativi. Come abbiamo potuto tollerare fino ad ora nel silenzio le nostre strade ridotte a discariche a cielo aperto. E mi dico che tutti abbiamo una responsabilità nei fatti gravissimi che affliggono la cittadinanza foggiana da troppo tempo. Che sì, certamente, c’è stato chi ha rubato. Ma nel presente regnano sovrane la trascuratezza, l’incuria, la sbadataggine cieca, il lassismo ed il menefreghismo generalizzati, oltre che la mancanza di educazione personale e di senso civico. Perché certo chi non è educato a casa propria non potrà poi esserlo fuori. Se per giunta penso che stasera è sabato e che la nottata dei nostri rampolli di buona famiglia si allunga oltre il lecito nelle piazze qui attorno, non oso immaginare cosa si potrà vedere domani mattina per le strade. Eppure i cestini ci sono, proprio come esistono numerosi i cassonetti dei rifiuti solidi, che l’altro giorno, sotto casa mia, erano stati svuotati, mentre attorno ad essi c’era l’immondizia non raccolta che invadeva le strade, perché il servizio viene svolto solo a metà.
Antonietta Pistone

Allegato:

Piazza Padre Pio (foto di Alberto Mangano)


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