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Arcigay Foggia in una lezione di civiltà

Scritto da redazione il 30/1/2012


Arcigay Foggia in una lezione di civiltà

Esistono platee che non puoi ingannare!
I politici lo sanno molto bene e per questo cercano di evitare quei luoghi.
Mi riferisco agli adolescenti che sono pieni di sogni, aspettative, ambizioni.
Ricchi di quel potere magico che solo l'età può concederti: essere in grado di cambiare il mondo.
Bene, quando uno dei rappresentanti del Liceo Scientifico Statale "Guglielmo Marconi" di Foggia, Valerio L'Arab, ha contattato noi di Arcigay Foggia chiedendo di intervenire alla loro Assemblea d'istituto, sapevamo del compito impegnativo e della grande disponibilità e fiducia che la comunità scolastica ci offriva.
Parlare di omosessualità a migliaia di studenti non è cosa semplice, soprattutto se sai che dovrai affrontare stereotipi e luoghi comuni. In modo particolare se sei consapevole che il nome di Arcigay fa più rumore di quello che racconterai.
Ma la platea dei giovani, per quanto variegata possa essere, è sorprendentemente accogliente e anche le inevitabili perplessità e riottosità di molti si sono mescolate come mazzi di carte. Gli sguardi meno favorevoli sono stati assorbiti da quante e quanti invece hanno dimostrato una sensibilità che i nostri politici locali, di destra ma soprattutto di sinistra, dovrebbero interiorizzare.
Abbiamo descritto e discusso di Foggia, ci siamo domandati il perchè di questo ritardo nell'istituzione di un circolo arcigay, ma in modo particolare abbiamo raccontato di pratiche escludenti, dei luoghi comuni che spingono ad utilizzare i sinonimi con cui l'omosessualità viene letta in modo dispregiativo e di come l'amore non deve conoscere forme di allontanamento.
Mi ha sorpreso la maturità di certi interventi che hanno posto sullo sfondo alcuni sorrisi inevitabili propri di coloro che ritengono che un omosessuale dal vivo sia un marziano tutto rosa e paillettes.
Non abbiamo imposto o inculcato nulla ma abbiamo parlato di "rispetto", "dignità", "inclusione" e rispetto delle regole del gioco perché discriminare una persona appartenente alla comunità LGBT (lesbica, gay, bisessuale e transessuale) significa perpetrare la vergogna dell'omocausto (anch'esso taciuto per ovvi motivi di opportunità) oltre che commettere un reato.
Un team di rappresentati responsabili e maturi ed una scuola che si apre alla discussione e al confronto, vero sale della democrazia.
Sì, mi piacerebbe che i politici locali o di destra e sinistra fossero presenti a queste lezioni di vita, capirebbero che questi temi sono pedagogicamente oggetto di discussione "sempre" e non utili al momento elettorale personale...
Grazie Valerio e grazie a tutte e tutti gli alunni del Liceo Marconi.
Avete fatto molto più di quello che sono stati capaci di fare altri con capelli grigi.
Siete il futuro, non sciupate questa occasione e chissà che se una sola persona su mille si sia sentita meno sola, sapendo della nostra presenza, allora vorrà dire che avremo fatto molto più di quello che ci eravamo prefissi.
Gianfranco Meneo
Portavoce Arcigay Foggia com prom (in foto)


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