GazzettaWeb.info
COLLABORA
corsi
ParlarePubblico
Sei qui: GazzettaWeb
Invia questa pagina ad un amico Versione stampabile

Benigni, la Costituzione Italiana e l’anno che verrà

Scritto da redazione il 31/12/2012


Benigni, la Costituzione Italiana e l’anno che verrà

Tempo fa scrissi un libretto per raccogliere le mie riflessioni sulla lettura della Politica di Aristotele. Ciò che mi è sempre piaciuto di quel testo di filosofia è il costante richiamo alla Costituzione, ritenuta la prima e fondamentale legge dello stato. Credo che Aristotele vada riletto e ripensato, proprio per questo semplicissimo motivo. Perché, negli ultimi tempi, abbiamo perso la stima nel valore delle norme che regolano la vita dei cittadini e della città. Qualche sera fa, come moltissimi italiani, mi sono seduta comodamente in poltrona per non perdere nemmeno una parola del bellissimo discorso di Roberto Benigni sulla Costituzione Italiana. Un plauso a lui per la capacità interpretativa, per la passione civile, per la sensibilità culturale che gli ha consentito di comprendere la grandezza del Dante della Divina Commedia e dei Padri della Patria con lo stesso ardore. Ineccepibile, appassionato. Avremmo dovuto invitarlo nelle nostre scuole a parlare di quegli articoli fondamentali, spesso ignoti ai più, ma quasi sempre offesi, perché non applicati nella realtà. Oggi noi insegnanti di storia abbiamo il compito grande di parlare, come ha fatto Benigni al pubblico televisivo, della Costituzione nelle scuole in cui insegniamo. Molti hanno avuto la capacità di dire male di Benigni che, in quanto attore, ha percepito bei soldoni per quella serata. Io credo che, se abbiamo il coraggio di pagare gente di spettacolo per farci ridere, o per farci sognare con le canzonette, possiamo spendere il denaro della rai per uno spettacolo di alto valore culturale come quello di Benigni sulla Costituzione. Parlare di temi come il lavoro, l’uguaglianza, la libertà, la laicità dello Stato, l’autonomia delle Regioni, sembra oggi una cosa banale e scontata. Ma ciò non è. Proprio perché spesso queste parole vengono solo abusate, senza che il loro effettivo significato sia stato prima compreso attraverso il peso che solo chi le ha vissute, prima come mancanze, e poi come conquiste di una civiltà democratica, può dare loro. Non dimentichiamoci tutti che la Costituzione è stata il prodotto del referendum del ’46, che ha scelto la Repubblica e denigrato la Monarchia, anche per i suoi trascorsi che l’avevano assimilata al fascismo di Mussolini. Bravo perciò Benigni, e ben vengano questi programmi meritevoli di attenzione da parte del popolo italiano. Un grande popolo che, come scrivevo da qualche parte, si perde troppo spesso sulle questioni di tipo ragionieristico, mentre dovrebbe tornare a recuperare quella grandezza umana e morale che solo i giganti del passato e della Costituente possono rammentarci. Nomi come quello di Alcide De Gasperi, Giuseppe Dossetti, Luigi Einaudi, Nilde Iotti, Giorgio La Pira, Aldo Moro non dovrebbero essere dimenticati dagli Italiani, insieme a quelli di molti altri Padri della Costituente e della Patria. Una memoria storica che deve essere necessariamente riscoperta, recuperata e fatta propria in tempi assai brevi. Per tentare di arginare e superare l’attuale crisi generalizzata che non apre con buone prospettive il nuovo anno 2013.

Antonietta Pistone


Gazzetta Web