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CELEBRAZIONE CENTENARIO PRIMA GUERRA MONDIALE

Scritto da Direttore il 28/5/2015


CELEBRAZIONE CENTENARIO PRIMA GUERRA MONDIALE

Ci sono momenti del passato la cui memoria non va dimenticata, anzi che va sollecitata perché dimenticare il proprio passato vuol dire ignorare l'esistenza dei pilastri essenziali della nostra storia che hanno contribuito alla costruzione del nostro presente, proiettato verso il futuro.
Uno di questi momenti è, indubbiamente, il primo conflitto mondiale.
Lo scrittore Moni Ovadia a proposito della memoria, affermò che questa è un progetto per il futuro per creare una società che non consenta mai un orrore simile (nel nostro caso la prima guerra mondiale ma anche la seconda ed ogni tipo di guerra), perché se la memoria non è accompagnata dalla lotta all’ingiustizia, allora diviene falsa coscienza.
Recentemente ho partecipato alla presentazione di un libro dedicato alla grande guerra, una raccolta di lettere scritte dal fronte. Tanto il pubblico presente. Devo ammettere che l'interesse per quel conflitto, considerato dagli italiani quale quarta guerra d'indipendenza per aver completato la nostra unità, è notevolmente lievitato in questi ultimi, anche perché reso attuale dal centenario dell'ingresso dell'Italia in guerra che oggi ovunque va celebrandosi.

Allegato:


Combattere per quattro anni nelle trincee, soffrire la lontananza dai propri cari e versare il proprio sangue fece comprendere ai soldati, settentrionali e meridionali, di essere fratelli, di essere veramente fratelli d'Italia che la forzata unità voluta dai Savoia del 1861 non era riuscita a realizzare. Non più quindi nord e sud, ma un popolo unito. Peccato che oggi qualcuno metta questo traguardo raggiunto col sangue in discussione.
Tante le manifestazioni che in questo periodo si svolgono in ogni parte d'Italia "per non dimenticare" la guerra assurda, costata tante vite umane.
Anche Poggio Imperiale, piccolo comune del foggiano, ha celebrato, mercoledì 27 maggio, il centenario della     grande guerra (dal maggio radioso alla guerra di trincea). La conferenza si è svolta nel salone del locale Istituto Scolastico Statale alla presenza di un nutrito numero di spettatori.

Allegato:


Ispiratrice e regista della manifestazione è stata l'eclettica prof.ssa Antonietta ZANGARDI, coadiuvata da un gruppo di giovani volenterosi del Centro Studi Territoriale che con le loro ricerche hanno ricostruito ogni aspetto delle vicende che avrebbero portato al conflitto mondiale, soffermandosi poi sugli avvenimenti tragici di quegli anni (1915-1918).
Si è parlato di generali, fanti-contadini, donne, poeti e intellettuali con un omaggio ai caduti di Poggio Imperiale i cui nomi sono stati scanditi dai giovani tra la commozione di tutti i presenti.
Alla kermesse del ricordo sono intervenuti Rossella Gravina, Giuseppe Izzo, Titta Romano, Giusy Di Summa, Stefania Cristino, Nicla Simeone, Maria Pia D'Aloiso, Deborah Chirò e Rossana Di Fronzo. Di Stefania Cristino voglio sottolineare le brillanti esibizioni canore, in particolare l'interpretazione del Canto degli Italiani (Fratelli d'Italia) eseguita in maniera davvero emozionante e coinvolgente.
Alla fine della manifestazione una commossa Antonietta Zangardi, motore del Centro Studi Territoriale, ha ringraziato il pubblico per la sua attenta partecipazione, promettendo per il futuro nuove importanti iniziative. Soddisfatto il sindaco dott. Alfonso D'Aloiso, una presenza costante in ogni avvenimento culturale.
Anche l'editore Peppino Tozzi nei suoi commenti ha ribadito che fare cultura è un biglietto da visita importante per il nostro territorio.

Non dimentichiamo che le edizioni del Poggio pubblicarono alcuni anni fa un “Omaggio al soldato Placido Malerba del 142^ Reggimento fanteria "Brigata Catanzaro" dal titolo "Un fante in rosso e nero" di Giovanni Saitto. Il fante morì il 16 aprile 1917 non per fuoco nemico, ma a seguito di una ribellione di suoi commilitoni. Una tragedia nella tragedia della guerra, una storia nella storia del ventesimo secolo.
Quante storie sconosciute potrebbero emergere dalla memoria dei più anziani, dai loro racconti, dal ritrovamento di una lettera, di una fotografia. Forse in ogni casa potremmo ritrovare una testimonianza del nostro ieri. Vi consiglio di non disperderlo e mi rivolgo soprattutto ai più giovani affinché custodiscano come reliquie quanto trovato, testimonianza viva della nostra storia e in particolar modo, microstoria.

Scritto da: GIUCAR MARCONE
    


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