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CHI COLTIVA SPERANZE .... NON MORIRA' MAI DISPERATO!

Scritto da redazione il 28/4/2012


CHI COLTIVA SPERANZE .... NON MORIRA' MAI DISPERATO!

(risposta del gadd all'arcivescivo di Foggia)

Carissimo Padre,
abbiamo letto, e ci siamo compiaciuti nel farlo, la tua missiva in risposta alla nostra sollecitazione, come amici della domenica (GADD), in riferimento alla riapertura della “chiesa dei morti”.
Ci siamo compiaciuti per l’attenzione che ci hai voluto mostrare, ci siamo compiaciuti per le parole che hai voluto usare, ci siamo compiaciuti per la messa in opera delle misure atte a mettere in sicurezza la chiesa, con i vetri e con i pluviali nuovi.

Abbiamo raccolto il tuo richiamo all’aiuto economico per la chiesa e ci adopereremo per sollecitare gli iscritti al GADD a donare il proprio 8 per mille nella direzione da te auspicata. Inoltre già buona parte del nostro 5 per mille viene donato ad associazioni di volontariato che fanno riferimento alla chiesa cattolica.
Vogliamo, Padre, tornare, però sulla questione che più ci sta a cuore: la riapertura al culto della Chiesa dei morti.

Di fronte al degrado ed al vandalismo la nostra città ci ha abituati all’indifferenza e, peggio ancora, alla rassegnazione.
Noi crediamo che stiamo andando verso un punto di non ritorno, quello in cui si perde perfino la speranza che le situazioni di degrado possano essere rimosse.
Con una metafora e, se si vuole, magari con un minimo di enfasi retorica, possiamo dire che la casa sta bruciando e che tutti, donne ed uomini di buona volontà, siamo obbligati a collaborare per spegnere l’incendio. Ognuno deve fare la sua parte, per come può e sa fare, cominciando a non girare più la testa da un’altra parte.

Noi del GADD ci siamo messi in gioco, per quello che può fare un gruppo nato sul virtuale e non ha velleità di diventare altro da quello che è: un gruppo di amici che si incontra nei luoghi del degrado per evidenziarlo, suggerendo possibili soluzioni.
Di fronte al degrado ed agli atti di vandalismo dilagante ognuno deve fare la sua parte.
Lo faccia lo Stato, con le sue articolazioni, garantendo la sicurezza del territorio, con tutti gli strumenti possibili, compresa la videosorveglianza dei luoghi a rischio.
Lo facciano le agenzie formative, famiglia e scuola in prima istanza, per i compiti che gli sono propri.
Lo può e lo deve fare la Chiesa, portatrice di valori e maestra di etica.
Una Chiesa riaperta al culto, quella dei morti, proprio per l’analisi del contesto a cui facevi riferimento, Padre, nella tua lettera di risposta, sarebbe un presidio su quel territorio: un presidio di valori etici, un momento di aggregazione positiva.

Il nostro gruppo è nato dall’idea che ogni spazio lasciato vuoto viene riempito ed i luoghi diventano degradati se lasciati all’incuria dei più o peggio alle incursioni dei pochi vandali.
Un presidio di valori etici è un segnale di speranza che tutti stiamo lavorando per spegnere l’incendio dell’indifferenza e della rassegnazione.

La riapertura della Chiesa dei morti sarebbe il segnale che non tutto è perduto in questa città.
Una goccia d’acqua in un mare, sicuramente, ma si dice da noi che a cece a cece si riempie la pignatta!
Tutti abbiamo l’obbligo di impegnarci perché i nostri figli non fuggano più da questa città per cercare altrove la speranza di un progetto di vita. Tutti abbiamo l’obbligo di portare la propria pietra per la costruzione di una casa nuova che prenda il posto di quella che è bruciata: la casa della speranza!
GLI AMICI DELLA DOMENICA

infocontatto: amicidelladomenica@gmail.com


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