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CHRISTINE HA: quando gli occhi assaporano

Scritto da redazione il 20/4/2015


CHRISTINE HA: quando gli occhi assaporano

Da anni, grazie ad alcuni fortunati programmi tv, tutti noi ci siamo ritrovati ai fornelli cercando di imitare, chi più chi meno, qualche famoso chef. La moda del cucinare a casa, del produrre da soli frutta e verdura, di tornare a mangiare ‘sano’, di imitare piatti di alta cucinare ha una pluralità di aspetti positivi.
La nobile arte del saper cucinare impazza ormai ovunque. Chef stellati, apprendisti o semplici amanti si cimentano in piatti più o meno complessi. Tra questi sicuramente Christine Ha che ha dimostrato di avere una marcia in più. Non perché sia una brava cuoca. Non perché abbia vinto l’edizione 2012 di Masterchef Usa. Non perché sia cieca. Ma perché ha riunito tutte e tre questi aspetti.
Che la cucina abbia una grande impronta di sensorialità, di gusto, di tatto, di olfatto non è cosa nuova, ma essere ciechi mostra obiettivamente delle problematiche pratiche. Eppure lei, con la sua caparbietà degna di un’eroina dei romanzi moderni, ha saputo rompere questo ‘scoglio’ di difficoltà dimostrando a tutti non solo la sua bravura, per la quale si è meritata la vittoria, bensì il coraggio di andare al di là. Christine vive a Houston, ha 34 anni, e dopo la sua vittoria a Masterchef non si è più fermata: nel suo libro di ricette semplici per ‘coccolare’ corpo anima ricalca anche le sue origini vietnamite. Christine non nasce cuoca, ovviamente. La sua è una formazione nel campo della finanza presso l’università di Houston a cui ha fatto seguire un corso di scrittura creativa con il quale ha aperto un blog dove si è iniziata ad interessare di cucina. Ed è nata così un po’ per gioco un po’ per sfida con se stessa l’idea di partecipare al talent, conscia di quelli che sarebbero stati i molti pregiudizi. Ma Christine è sempre stata una guerriera, fin da quando all’età di cinque anni, ha iniziato a vedere solo ombre: da quel momento ha imparato a cavarsela da sola come lei stessa racconta: “La prima volta che ho provato a prepararmi un panino con il burro di arachidi da sola ho pianto. E ho pensato che non ce l’avrei fatta. Ma ho deciso di usare la memoria dei colori e delle forme che avevo conservato. Oltre a tutti gli altri sensi, che mi rimanevano”.
Da qui è nata la sua forza nei sensi, di utilizzarli per cucinare e preparare piatti unici grazie ai quali è riuscita a vincere: “Mi immagino i colori di ogni alimento e capisco chi necessita di un po’ di verde, chi di un pizzico di rosso, faccio le decorazioni del piatto, lo rifinisco come si deve”.

Scritto da: Francesca Mobilio


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