GazzettaWeb.info
COLLABORA
corsi
ParlarePubblico
Sei qui: GazzettaWeb
Invia questa pagina ad un amico Versione stampabile

CONVEGNO PER LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO: L’ALBA DELLA POESIA

Scritto da redazione il 18/7/2010


CONVEGNO PER LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO: L’ALBA DELLA POESIA

Il 28 maggio 2010, nella palestra della scuola di Alberona, si è tenuto il Convegno per la presentazione dell’antologia, L’alba della poesia, contenente le poesie scritte dagli alunni della Scuola media di Alberona. Il volume, già alla seconda edizione, è il compendio degli incontri che il prof. Michele Urrasio, docente esperto del Progetto PON «Scrittura creativa», ha avuto con gli alunni durante l’anno scolastico 2008-2009.
Alla manifestazione, accuratamente preparata dalla prof.ssa Anna Maria Bianco, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo “P: Roseti” di Biccari, hanno partecipa-to il dott. Giambattista Forgione, sindaco di Alberona, il dott. Giuseppe De Sabato, dirigente ufficio scolastico provinciale di Foggia, l’avv. Leonardo De Matthaeis, vice sindaco di Alberona e Assessore alla Cultura e al Turismo, il prof. Vincenzo Meo-martino, dirigente scolastico I. C. “Savastio” di Volturino, il dott. Donato Dotoli, sin-daco di Volturino e la prof.ssa Santina Liturri, responsabile progetti PON MIUR Pu-glia.
Ha aperto l’incontro l’intervento della prof.ssa Anna Maria Bianco, che ha illu-strato gli scopi del PON e si è compiaciuta dei risultati raggiunti dagli alunni, sag-giamente guidati dal poeta Urrasio. Vi è stato poi il saluto delle Autorità che hanno sottolineato l’opportunità della manifestazione e l’eccezionalità dell’esito del Proget-to.
La professoressa Santina Liturri ha evidenziato come i progetti possono contribui-re efficacemente allo sviluppo delle competenze linguistiche ed espressive e come possono incidere felicemente sulla formazione totale degli alunni. Si è congratulata con il prof. Urrasio per la competenza e la discrezione con cui ha saputo sollecitare negli alunni l’urgenza del sentimento e per averli guidati a tradurre in parole la fre-schezza del loro sentire.
Gradevole ed esauriente, come sempre, l’intervento del prof. Francesco D’Episcopo, docente di letteratura italiana dell’Università di Napoli e del Molise. Egli ha attraversato le pagine dell’intera Antologia con tatto e profonda sensibilità, sof-fermandosi, con gradevolissimi rilievi, su quei passaggi e quelle soluzioni poetiche che rivelano una capacità di sintesi e di riflessione saggiamente sollecitata dalla premurosa guida dell’insegnante.
Nel pomeriggio, dopo la premiazione dei partecipanti al Progetto PON «Scrittura creativa», si è visitata la mostra dei lavori realizzati dagli alunni delle scuole di Albe-rona, Biccari e Volturino. Elaborati, il cui contenuto linguistico ha trovato una logica espressione nel segno grafico e nel dosato senso cromatico.
Il Convegno è stato impreziosito dal commento e dalla lettura, fatti dal prof. Urra-sio, di alcuni testi poetici, illustrati dalla proiezione di immagini di grande pregnanza: un momento di grande suggestione, velato di compiacenza e di serena commozione, che la professoressa Antonietta Iatalese ha saputo realizzare con quell’impegno che ne contraddistingue la professionalità e con quella misura con cui ha moderato i vari interventi e ha scandito le fasi dell’intero incontro.
Il progetto e il volume L’alba della poesia sono stati presentati dal poeta Michele Urrasio, del cui intervento riportiamo le fasi più salienti e significative.

«Ho accettato con entusiasmo, ma anche con un certo timore, l’incarico del pro-getto “Scrittura creativa”, perché è ormai convinzione diffusa che i ragazzi di oggi sono distratti e inclini soprattutto ad inseguire le indicazioni derivanti dalle proposte tecnologiche, tanto da trascurare del tutto i motivi e le occasioni che sollecitano il co-involgimento del sentimento. Ma ho dovuto ricredermi presto e il merito è da attribui-re interamente agli alunni della Scuola Media di Alberona.
Fin dal primo incontro, ho intuito che tra noi poteva esserci una solida intesa e ho impostato le mie lezioni sul dialogo, sulla confidenza, sulla possibilità di permettere agli alunni di esprimersi e di rivelare la propria indole. Ho compreso subito che il proposito di far vivere loro “poeticamente la scuola e la vita” poteva realizzarsi senza artifici e dare risultati confortanti. […]
Più che le lezioni accademiche, lunghe e noiose, finalizzate all’ascolto, ci si è sforzati di creare una collaborazione che potesse produrre effetti positivi per una cre-scita comune e una comune formazione. Ci siamo fatti piccoli e insieme a loro siamo cresciuti percorrendo le tappe di un cammino che ha avuto inizio dall’osservare «dalla soglia dell’anima” il nostro piccolo mondo, per proiettarlo, poi, in un universo dalle innumerevoli presenze e dalle molteplici sollecitazioni.
Con gradualità, esaminando i testi di autori noti e aderenti alla realtà del fanciullo, ci siamo inoltrati nella conoscenza di stili, di toni, di correnti, apprezzandone la levità di linguaggio, la riassuntività e l’uso appropriato delle figure retoriche e di quegli ac-corgimenti che rendono ogni parola un accordo, tale da contribuire alla completa ar-monia dell’intera composizione.
Ed è iniziato di qui il momento più delicato della nostra opera: invogliare gli alunni a guardarsi intorno e dentro con curiosità, a stupirsi e ad auscultarsi, per ritrovare nel loro intimo la rifrazione di quanto ci circonda. E non potevamo non partire dall’ambiente domestico, dal calore familiare, dalle presenze care che riempiono gli attimi di gioia e di conquista e attenuano quelli dello sconforto e dei primi turbamen-ti.[…]
Uscire dal proprio ambito domestico e guardarsi intorno, il passo non è stato diffi-cile, ma piuttosto breve e quasi consequenziale. I ragazzi, incoraggiati, sostenuti e guidati con affettuosa sollecitazione, hanno cominciato a guardarsi intorno con con-sapevolezza, cogliendo «i volti e gli umori del tempo», cioè la varietà della natura a-perta ai suggerimenti delle stagioni, la disponibilità del cuore a cogliere in ogni aspetto del tempo la proiezione della propria anima, dei propri sentimenti.
Inclinati alla riflessione e all’analisi, gli alunni hanno intinto la penna nel mondo di «sogni e visioni», ricavandone pensose riflessioni attraverso uno scavo profondo e deciso nel loro intimo, fino ad inoltrarsi nelle pieghe dell’invisibile, oltre i limiti dei nostri orizzonti ed a stupirsi della nostra fragilità e della nostra piccolezza rispetto al cosmo.
Si è pronti, ormai, a considerare, ad occhi aperti, «la vicenda della vita», per cer-carne il significato, per valutarne la labilità, ma anche per godere il privilegio di poterla sfogliare “come un libro / che il tempo sospirando / sfoglia”. Come un libro – dicono questi versi – che racchiude una nobile fiaba, quella che consente di realizzare le proprie aspirazioni, i propri desideri, quali, ad esempio, l’ardire di “poter volare” e la gioia di godere del respiro come dono da proteggere e da ringraziare per un così alto privilegio.
Superata del tutto la fase descrittiva, la confessione degli alunni si fa più ardita, meno velata: diventa più palese e diretto il coraggio di svelare l’urgenza dei propri sentimenti. Sentimenti d’amore, di fraternità, di sogni infranti. Sentimenti di ramma-rico e di speranza ché diventino presto soltanto ricordi i danni provocati da una natura inquieta. Sentimenti di auspicio di una quiete interiore, che possa realizzare le aspet-tative sognate e inseguite in un mondo, quello dei giovani, fatto di sogni piuttosto che di sofferte realtà.»

La manifestazione è stata un’esperienza esaltante, unica, che rivela l’infondatezza dei luoghi comuni. I nostri alunni sanno riflettere e commuoversi, Il sentimento – come asserisce il filosofo tedesco Herder – è «la misura della nostra sensibilità, la vera origine del vero, del buono, del bello». Basta sollecitare i nostri figli ad ascoltare la voce che ci parla dal di dentro ed essi renderanno il mondo migliore.

Scritto da: Giucar Marcone


Gazzetta Web