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Che delusione!...

Scritto da antonietta pistone il 23/1/2019


Che delusione!...

Giovanni Presutti, di origini campogiovesi, vive da anni a La Maddalena, ma continua ad amare, da lontano, il suo paese natale, dove fa ritorno appena può, nel periodo estivo e delle feste comandate. Giornalista e scrittore, nei suoi libri emerge la nostalgia per i tempi andati e per Campo di Giove, il suo paesello, splendida località turistica montana, adagiata ai piedi della Maiella. Da questa riflessione intimistica, che pubblichiamo, si evince il ricordo a tinte forti degli inverni trascorsi in montagna, nella casa del padre, dove, come avveniva spesso nelle famiglie di un tempo, vi era anche la presenza del nonno, ad infondere dolcezza e sicurezza. Mentre fuori nevicava, dentro si restava al caldo, accanto al tepore del caminetto acceso, con gli affetti familiari. Ma La Maddalena, che ha il sapore dell'oggi, presenta un differente scenario, e sebbene faccia molto freddo la neve non compare. La sua assenza si tramuta così in una profonda delusione, che si scioglie tra i ricordi del tempo che fu.

Di Giovanni Presutti
Appena levato dal letto, mi sono affacciato alla porta di casa. C’era un’aria gelida, un venticello di tramontana e il cielo coperto. Aria di precipitazioni, mi sono detto. Ho sperato in una bella nevicata. Sarebbe stata evocatrice di antiche, nostalgiche memorie, come il ritorno all’infanzia con le persone care di un tempo attorno al focolare. Allora, in casa non era ancora entrata la TV, e davanti alle vampe zampillanti mio padre cacciatore raccontava con enfasi certi momenti esaltanti    della caccia, mentre accarezzava il fido ausiliare sempre a fianco a lui. Il cane sembrava capire e ricambiava con impeti passionali leccandogli le mani. Mi affascinavano gli aneddoti e le specifiche riviste sull’attività venatoria, che in casa non mancavano mai. Certe volte, nel raccontare, mio padre non si capacitava del bluff che gli aveva giocato una lepre. Ancorchè colpita dalla fucilata che le aveva fatto fare una capriola, si era rimessa in fuga scomparendo nella boscaglia. Che delusione! A questa storiella, anche mia madre era rimasta sconsolata. Infatti, come sempre aveva fatto dopo la cattura di una lepre da parte del marito, l’avrebbe portata alla solita signora della città vicina, la quale grata nell’accettarla, avrebbe offerto in cambio diversi tipi di legumi ed altri prodotti del suo vasto orto. Ma niente neve. Che delusione! L’azione mitigatrice del mare che circonda l’isola Maddalena ha fatto naufragare le speranze di una nevicata, e con essa l’illusione di riascoltare, proveniente dalla casa paterna in un borgo montano, lo sferruzzare dei ferri di mia madre che faceva calze di lana col filo di un vecchio indumento disfatto. Nella generale pace invernale, fuori oltre un metro di neve, nella cucina-soggiorno, noi bambini, in silenzio scaldavamo le mani sui cerchi roventi della stufa-cucina, mentre la sveglia sulla mensola del camino mandava il suo tic-tac che riempiva di suoni la stanza, con voce argentina, familiare. Ogni tanto qualche sospiro del nonno, forse per un’occasione perduta in gioventù. Chissà!…


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