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Cronaca di un pomeriggio ad Orsara di Puglia

Scritto da redazione il 3/2/2011


Cronaca di un pomeriggio ad Orsara di Puglia

I figli, si sa, soprattutto quando sono maschi e cominciano a diventare giovani non si possono contraddire più di tanto, soprattutto se la censura vorresti esprimerla su qualche loro uscita o programma di viaggio. “Uff, ma quanto sei vecchia…Ecco, tu e le solite idee antiquate” sono le frasi che spesso sentiamo opporre noi genitori ad un nostro rifiuto. Vabbé, che vuoi fare? Bisogna soccombere. Così, tornata dopo le tredici e trenta dalla mia giornata di lezione a scuola, ho trovato il “pargolo” che mi faceva la posta sotto casa, con le chiavi della macchina ben in vista, intimandomi che, non essendoci nulla di pronto per il pranzo, avremmo potuto fare una puntatina veloce al Mac Donald dell’Ipercoop di Foggia, per involarci (si fa per dire!) verso il Subappennino, in cerca di pomeridiane avventure sotto la neve,

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a caccia di paesaggi caratteristici da fotografare.
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Che vuoi dire? Io, in effetti, al pranzo non ci avevo pensato. Perciò, “Andiamo!”.
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La passeggiata è stata bella.    
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Rivivere l’emozione della neve da vicino non ha prezzo, direbbero se si trattasse di fare uno spot pubblicitario in tv. Siamo così giunti ad Orsara.
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Il sito è caratteristico e antico. Un vero e proprio borgo medioevale dell’anno mille, con le sue stradine strette e scoscese che si inerpicano e scendono giù per la valle. Sali e scendi. Questo fai a Orsara. E poi si respira un’aria deliziosa, tra quelle antiche mura di paese, in cui al gelido vento si mescola l’odore dei camini accesi nelle case con il fumo che sale lungo i viali. E la gente silenziosa, con le sue nonne tutte vestite di nero, rende l’atmosfera giusta di un inverno ancora tutto da vivere e respirare, nei suoi sapori antichi che molto poco noi cittadini conosciamo.
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Dopo una pausa caffè al bar del centro siamo ridiscesi lunga la strada stretta e lunga, tutta bagnata per la neve che si andava sciogliendo dalle montagne attorno al paese.    
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Il paesaggio è meraviglioso. E lo raccontano le foto.
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Ma la scoperta più bella è stata l’abbazia di S. Angelo
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con la sua struttura in roccia
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che nasconde la grotta dell’apparizione di S. Michele.
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Un luogo da visitare, a pochi chilometri da Foggia, che preserva la storia della Daunia e la tipica costruzione in pietra antica dei borghi di una volta.
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Alla cui scoperta, ancora oggi, è sempre bello riandare, per dimenticare appena lo stress della città,
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il fumo e i gas di scarico delle macchine, che rendono la nostra aria irrespirabile e la nostra vita, in certi casi, davvero impossibile.
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Articolo di Antonietta Pistone
Foto di Enzo Paolo Pignatiello
                            


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