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DONNA O UOMO, MA INNANZITUTTO PERSONA!

Scritto da redazione il 25/3/2016


DONNA O UOMO, MA INNANZITUTTO PERSONA!

DONNA O UOMO, MA INNANZITUTTO PERSONA!

Dott.ssa Rossella Gravina e Avv. Vincenzo Luigini

Il Centro Studi Territoriale di Poggio Imperiale, Simposio Culturale, il 16 marzo scorso ha tenuto la sua seconda Conferenza-Evento del II Anno di Studi dal titolo "Le donne: un dono o un danno?", in occasione del 70° Anniversario del D. Lgs. n. 74 del 10 marzo 1946, con il quale, dopo il voto, fu riconosciuto alle donne anche il diritto di eleggibilità in Italia.
Il giovane gruppo culturale, coordinato dalla prof.ssa Antonietta Zangardi e dal suo consorte Antonio Giacò, ha confermato lo stile delle proprie serate precedenti, con esposizioni originali, snelle e chiare.
La serata è partita con un breve excursus storico, presentando una figura femminile per ogni epoca: per il Medioevo Costanza d'Altavilla, madre di Federico II, raffinata e colta; per il Rinascimento e il Seicento, Artemisia Gentileschi, pittrice determinata; per il Settecento Eleonora de Fonseca Pimentel, intellettuale illuminista, giornalista e amante della libertà, e Olympe de Gouges, donna coraggiosa che scrisse La Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina, durante la Rivoluzione Francese.
Tutte donne dimenticate!
Le successive ricerche sono state sviluppate in aree tematiche: per la Letteratura Sibilla Aleramo, femme fatale, spudorata, eccentrica e fragile, alla quale il poeta Dino Campana dedicò “In un momento” (una delle più belle poesie del Novecento, egregiamente declamata da Luigi Cuccitto).
Tra le letterate sono state menzionate anche Charlotte ed Emily Bronte, scrittrici che con “Jane Eyre”e “Cime tempestose” si sono rese immortali.
Per la Scienza Roberta Benetti, biologa ricercatrice impegnata nella lotta contro il tumore; per la Medicina Maria Bonino, pediatra morta in Africa per salvare i bambini malati; per l’Imprenditoria Alberta Ferretti, stilista di classe ed eleganza; per la Politica Evita Peron, che concesse alle donne argentine il diritto al voto e Christine Lagarde, direttrice del fondo monetario internazionale. Un intervento è stato dedicato anche a MalalaYousafzai, pakistana, la più giovane vincitrice del premio Nobel per la pace.



Non potevano mancare le “maledette”, le ammaliatrici, che oltre alla già citata Aleramo, sono state rappresentate dalla maliarda Lina Cavalieri.
Un momento di forte commozione ha segnato la figura materna, con la declamazione dei mirabili versi di Edmondo De Amicis in “A mia madre”.
L’ultima donna presentata è stata la Samaritana che, in un coinvolgente dialogo con Gesù, ha fatto emergere la libertà di amare e rispettare tutte le donne senza giudicarle.
Dal sacro al profano, da vite illustri e ancora palpitanti a quelle estinte e affidate alla memoria storica, la ricca conferenza ha lasciato forti messaggi: la resistenza, l’intelligenza e la tenacia della donna l’hanno portata a cambiare il corso dell’umanità, senza trascurare l’uomo.
Hanno relazionato: Antonietta Zangardi, Rossella Gravina, Giuseppe Izzo, Stefania Cristino, Nicla Simeone, Giusy Di Summa, Titta Romano, Mara Romano, Angela Chenet, Luigi Cuccitto, Luciana Bove, Vincenzo Luigini.
Per il Simposio Culturale non c’è spazio per il femminismo e la promozione delle quote rosa, che pretendono una percentuale femminile, a prescindere dalla valutazione delle singole qualità. Spazio solo a chi merita.



Particolarmente alto il numero dei partecipanti, oltre centoventi persone, che da Poggio Imperiale, Lesina e Apricena hanno voluto essere presenti, malgrado la situazione meteorologica avversa.
Molto attento e soddisfatto il pubblico che, quasi come in un incontro tra amici nel “salotto di casa”, ha seguito partecipe la conferenza fino all’omaggio finale dedicato alle donne di Poggio Imperiale: una sorpresa di scatti in bianco e nero proiettati, per ricordare il Bicentenario dell'autonomia amministrativa del Comune.
Il tutto è stato allietato dal canto di Stefania Cristino, accompagnata dalla musica di Primiano Schiavone, Gino Maselli, Primiano Schiavone e Dino Vitale. “La Spagnola” di Lina Cavalieri ha coinvolto il pubblico, a dimostrazione che la musica, nelle conferenze del Simposio, non è mai stata considerata un riempitivo della serata, ma ha sempre rispettato il tema trattato. Sono stati apprezzati anche gli spiritosi proverbi in vernacolo terranovese sulle donne, letti da Luciana Bove.
Questa conferenza ha sfatato il mito della “donna danno”. Diciamo no, all’eccessivo maschilismo che annulla la donna e, no, all’eccessivo femminismo che annulla l’uomo.
La condizione femminile è stata da sempre caratterizzata: dall'esclusione, dalla considerazione di “oggetto di proprietà” e da uno stato d’inferiorità sul piano sociale. Tuttavia ciò non ha impedito alle donne più coraggiose di conquistare, nel corso della storia, luce e spessore, dignità e personalità, diritti di cui godiamo oggi.
Nel mondo, infatti, moltissime sono le donne protagoniste in tutti i campi e indiscussa è la loro importanza nella vita degli uomini, senza essere una figura subalterna, ma un dono prezioso per tutti.
L'uomo e la donna sono persone con pari dignità, libertà e uguaglianza. Arriveremo un giorno a non aver più bisogno di organizzare conferenze sulle donne?
    


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