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DOPO AVER CAMBIATO MOGLIE, VOGLIONO CAMBIARE PURE L’ “AMICA”

Scritto da redazione il 27/11/2012


DOPO AVER CAMBIATO MOGLIE, VOGLIONO CAMBIARE PURE L’ “AMICA”

Non se ne parla più da tempo, a volte il tavolo della trattativa è a Bari, pezzi pesanti: Assessore regionale, Sindacati nazionali, ecc.
Non se ne parla più, ci accontentiamo che vuotino i cassonetti e che per la fretta e la carenza di personale addetto lascino per terra quello che è stato depositato anche perché i cassonetti risultano pieni, le pedaliere non funzionano, la gente si schifa ad alzare con le mani i relativi coperchi.
Non se ne parla più e fra non molto ci ritroveremo con la m…unnezza in strada.
“Ve ne accorgerete quando arrivano i baresi!!!”. Così diceva, io l’ho sentito di passaggio, un operatore ecologico, ramazza in mano, ad un passante-conoscente con cui si intratteneva per due chiacchiere mattutine.
E così passa la cosa (ad arte!?), l’intervento ed il subentro dell’AMIU barese, come un ennesimo scippo-esproprio-occupazione dei baresi nei confronti di Foggia. E sempre lì torniamo: baricentrismo o foggianesimo!? Propendo decisamente per il secondo.
Solo altri due elementi da valutare. Raphael Rossi è andato via, finalmente, per molti come una liberazione. Pagato, e non se ne sa più niente, né di lui, è il minimo, avrà pure una sua vita privata e professionale che va rispettata, né del lavoro da lui svolto.
Secondo, l’AMICA di Foggia come l’ILVA di Taranto. Certo non stiamo agli stessi numeri e livelli, ma un po’ di analogie ci sono, non per niente Taranto ha sostituito Foggia all’ultimo posto di un’ultima classifica venuta fuori.
L’inquinamento prodotto da ciò che rispettivamente trattano, le uguali difficoltà di stoccaggio incontrate, la compromissione della salute pubblica, i posti di lavoro.
E a quest’ultimo proposito a Foggia scendono in forza i Sindacati nazionali, chiamati a gran voce su istanza di quelli aziendali.
5-8.000 posti di lavoro in gioco a Taranto non sono pochi, una tragedia, 3-400 all’AMICA di Foggia sono anch’essi molti per la crisi che ci attanaglia in maniera particolare. E le situazioni che si intrecciano, tornano in uno stato di contrasto irreversibile.
Certo è che gli aziendali (Sindacati) dovevano appellarsi ai nazionali, parlare ai lavoratori dell’AMICA ed ai cittadini di Foggia per tempo, quando le cose iniziavano a prendere una brutta piega, e non quando tutto è finito a “carte quarantotto”. Disattenzione!? Distrazione!? Sottovalutazione!? Spieghiamocela così.
Raffaele de Seneen


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