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Dal Sole e dalla pioggia……. Il mestiere dell’ombrellaio.

Scritto da Redazione Piemonte il 18/5/2013


Dal Sole e dalla pioggia……. Il mestiere dell’ombrellaio.

L’ombrello più semplicemente chiamato “parasole o parapioggia”, è un utilissimo oggetto molto diffuso in tutte le famiglie, la sua esistenza si perde nella notte dei tempi, infatti le sue origini sono molto lontane.
Tracce di ombrello o simile sono state trovate nei simboli all’interno delle tombe Egizie, alcune riportano geroglifici che raffigurano l’utilizzo di questo oggetto, l’ombrello compare anche in antichissimi testi cinesi, in ambedue queste civiltà, l’ombrello veniva considerato un oggetto di lusso talvolta impreziosito con perline e raffinati disegni su seta.
Papa Alessandro II° nel 1176 accordò al Doge di Venezia un nullaosta speciale che gli permettesse di indossare un particolare    ombrello, che aveva lo scopo di proteggerlo durante le sue apparizioni pubbliche, l’ombrello del Doge di Venezia segno di potere e di dignità era stato costruito appositamente per lui ed impreziosito con fili di oro.
Questo oggetto nato come status simbol e quindi ritenuto simbolo di potere, approda in Francia solo nel 500’ alla corte di Caterina de’ Medici dove divenne un oggetto di larghissimo uso.
In Italia iniziò a circolare più diffusamente solo nel Diciannovesimo secolo, molto in ritardo rispetto ad altre nazioni ed alle sue origini.
I primi venditori a Torino furono ambulanti francesi che provvedevano sia alla vendita che alla riparazione, durante tale periodo in Piemonte e precisamente nel Vergante (lingua di terra che divide il lago d’Orta dal lago Maggiore alcuni venditori di gabbiette per topi e piccoli utensili, giunsero a Torino da quella zona incontrando i venditori francesi di ombrelli , appresero da loro l’arte di costruire ombrelli, quasi tutte le famiglie torinesi all’epoca possedevano almeno un ombrello.
Questo oggetto trovò grande espansione nel tempo ed era facile in ogni località udire: Ombrellaio,erano questi piccoli artigiani che ne proponevano la vendita o la riparazione.
Gignese una piccola località del Vergante in provincia di Verbania è divenuta famosa nell’ultimo secolo grazie ad un tale Igino Ambrosino figlio di un ombrellaio quindi vissuto da sempre a contatto con il mondo degli ombrelli ebbe l’idea di collezionarli, coadiuvato da altri concittadini ombrellai, nacque l’idea di far nascere nel 1939    il museo dell’ombrello proprio a Gignese. Nella scuola elementare del paese, con entusiasmo crebbe tanto da occupare un intero piano di quella struttura.
Dal 1976 il museo dell’ombrello trovò la definitiva sistemazione in una singolare struttura ideata a forma di ombrello e capitanata da Saverio Guidetti una figura di spicco tra gli industriali del luogo e proprietario di fabbriche di ombrelli cresciute nel contempo in quella zona.
La Regione Piemonte in onore di questi pionieri del settore a voluto dedicare una mostra nei suoi locali in via Confienza a Torino dal 14 aprile al 22 maggio 2013, per valorizzare uno tra i    tanti mestieri, quello dell’ombrellaio, che resteranno nella storia e nella cultura dell’uomo.

Torino 17 maggio 2013                                             Guido CRISTIANI                                                                                     


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