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Dalla fraganza alla vergogna aprite quel cancello

Scritto da redazione il 3/5/2012


Dalla fraganza alla vergogna aprite quel cancello

Carissimo Sindaco,
domenica 6 maggio, come da consuetudine domenicale oramai da un anno, gli amici della domenica (GADD) si incontrano.    
Questa volta hanno scelto di incontrasi in villa, che è, o dovrebbe essere, uno dei fiori all’occhiello della nostra città: un piccolo polmone verde in pieno centro cittadino, un luogo di bellezza in cui andare a ristorarsi dalle bruttezze del quotidiano.

Ci siamo stati già altre volte in villa, per accendere, come piace dire a noi, riflettori su luoghi dove il degrado è assurto a modo di essere e di concepire la nostra città da parte della comunità.
Questa volta ci torniamo per evidenziare il malvezzo di sperperare soldi pubblici, non per essere forcaioli o giustizialisti, ma semplicemente per evidenziare una situazione che vorremmo non si verificasse più.

Con i soldi pubblici, quindi di tutti noi, non ricordiamo più in quale anno, non riguarda quindi l’attuale amministrazione, fu preso un pezzo della VILLA COMUNALE e fu attrezzato un “giardino delle fragranze”, con l’idea nobilissima di dare conforto a i non vedenti che potevano così andare in villa e godere degli odori delle fragranze, ben illustrate da placche scritte con il metodo braille.
Discutibile l’idea di recintare tale spazio e chiuderlo con un cancello: a chi scrive ricorda troppo la logica del ghetto in cui rinchiudere, se pur con nobilissimi motivi, i portatori di handicap: uno spazio chiuso da un cancello è comunque uno luogo che isola.

Dopo la costruzione di tale spazio non risulta sia mai, o quasi mai, stato aperto, la logica conseguenza di questo è ora la totale distruzione del luogo e la chiusura con un cancello di uno spazio pubblico alla fruizione della comunità.
Viene da chiedersi, e ci permettiamo di chiedere, chi era il funzionario responsabile di quel luogo e della sua fruizione? Perché di questo crediamo si tratti: assunzione di responsabilità da parte di chi viene pagato per assumersele.
Per una volta non la politica, ma la tecnostruttura comunale, senza voler sparare nel mucchio, ovviamente, perché sappiamo che le generalizzazioni servono a fare solo le ammucchiate che non vanno a cercare le responsabilità che sono individuali.

Ci piacerebbe sapere chi era il funzionario comunale che aveva l’obbligo di seguire il percorso e la fruibilità del progetto “giardino delle fragranze”, costato soldi della collettività che sono rimasti improduttivi, nel senso più largo e generico del termine. Come si dice, però, cosa fatta capo ha!    Andiamo avanti e non fermiamoci a quello che avrebbe dovuto essere e non è stato.
Piangersi addosso è uno sport che noi del GADD non amiamo particolarmente. Abbiamo più volte richiamato al bisogno di speranza, siamo convinti che S POT ancora FA!

Caro Sindaco, noi domenica andiamo di nuovo al “giardino delle fragranze” perché vogliamo chiedere che si apra quel cancello e si renda fruibile quel luogo pubblico e se fosse anche ripristinato con le fragranze per i nostri concittadini privati della vista meglio ancora.
Ti chiediamo, Sindaco, di essere presente con noi in Villa, magari con il custode delle chiavi di quel cancello, ammesso che si sappia chi sia, visto l’esperienza passata in cui non si sapeva chi avesse le chiavi per aprire i quadri delle luci posizionate nelle aiuole dove abbiamo sistemato le stele! Una comunità si nutre anche di simboli!    Per ora ci accontenteremmo che quel cancello venisse aperto oppure che si rinominasse quel sito, chiamandolo il “GIARDINO DELLA VERGOGNA”.

Gli Amici della domenica - Foggia

infocontatto: amicidelladomenica@gmail.com


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