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Dalla grande storia alla piccola storia di un popolo muto

Scritto da redazione il 27/10/2011


Dalla grande storia alla piccola storia di un popolo muto

«La demografia storica testimonia il passaggio della ricerca dalla “Grande Storia” alla piccola storia [...] Non è storia d’élite, ma piuttosto […] storia della vita quotidiana di un popolo “muto”, sfornito di segni storici evidenti, impegnato in un duro rapporto di adattamento/trasformazione rispetto alle risorse economiche disponibili e alle condizioni ambientali [...] La nozione di storia demografica viene trattata didatticamente per far emergere il concetto di storia strutturale, a completamento ed integrazione della storia narrativa[...]». Così la prof.ssa Antonietta Pistone ha introdotto il secondo incontro del progetto “La Storia del Presepe in Capitanata” presso il Liceo G. Marconi di Foggia, citando La Didattica modulare della Storia di Lucia Valle dal suo libro Teoresi e Prassi delle Scienze Umane. Una demografia storica, cui si deve accompagnare anche una storia sociale sul modello proposto dagli annalisti francesi Febvre e Bloch. Per riflettere sulla disciplina storica è, infatti, necessario partire dai propri personali vissuti, allo scopo di estendere poi l’esperienza individuale alla relazione con gli altri. Cominciando dal vicino, la città e il territorio in cui si vive, per andare lontano, verso altri paesi, culture, tradizioni differenti. Il Presepe, in quest’ottica, si propone come un modello di storia familiare e popolare che    coinvolge almeno tre livelli interpretativi possibili, dice Ciro Inicorbaf, a cominciare dal significato biblico fino a quello storico e a quello popolare. I suoi presepi di Torre Alemanna e di San Lorenzo in Carminiano hanno valore di testimonianza storica. La carrellata di immagini che Michele Clima ha lasciato scorrere con grande interesse di tutti i giovani partecipanti all’evento ha mostrato alcune esperienze presepiali particolarmente intense, come quella dell’exultet della Cattedrale di Troia, in cui si può apprezzare un S. Giuseppe che siede fuori della grotta, pensoso e dubbioso per quanto gli è accaduto nella vita. In questo caso il presepe ha significato e valore biblico. Il presepe realizzato nelle nostre case è invece quello popolare. Gli alunni presenti, accompagnati anche dai professori Paolo Corvino, Tutor ed ideatore del progetto, e Michele Campiti, Docente di Storia e Filosofia, hanno poi potuto apprezzare la    realizzazione artistica di un presepio fatto da Michele Clima attorno ad un plastico di Santa Maria di Siponto, inizialmente costruito per non vedenti e successivamente riutilizzato come scena per la Natività di Gesù Bambino. Presepe storico di grande pregio e valore artistico, che lo scorso anno è stato esposto nel periodo natalizio alla mostra dei presepi della Mongolfiera, mentre quest’anno sarà in viaggio verso Genova per le prossime festività. Non poteva mancare qualche curiosità storica, che fa risalire il primo presepe animato a S. Francesco, a Greccio, nel 1223. Mentre testimonianze del più antico presepe storico inanimato sono attribuibili ad Arnolfo di Cambio nel 1288, e tuttora rinvenibili presso la Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, dove sono ancora conservate delle statuette. Uno degli artisti più noti del periodo federiciano, Nicola Pisano, sarebbe invece originario di Foggia. Il Pisano inviato al nord proprio da Federico II avrebbe lì operato attraverso una tecnica scultorea, tipica del gotico europeo del suo tempo, mostrando nelle sue produzioni molti elementi in comune con altre opere d’arte presenti nel Mezzogiorno italiano. Uno dei casi tipici è rappresentato dall’architettura di Castel Del Monte, con i leoni del portale assolutamente identici a quelli del Castello pratese. Arrivederci a Giovedì 3 Novembre per il terzo incontro con tante altre belle e arricchenti testimonianze dei nostri presepisti dauni.

Comunicato congiunto dei Dipartimenti di Storia e Filosofia e Disegno e Storia dell’Arte del Liceo Scientifico G. Marconi di Foggia


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