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Donna = Amore

Scritto da Direttore il 10/3/2015


Donna = Amore

Buonasera a tutti voi! Ancora una volta siamo qui insieme per parlare di amore, un sentimento che muove il mondo interiore di ogni essere umano, fonte di versi che salgono dal profondo dell’animo per commuovere, immalinconire e renderci partecipi delle gioie e dolori di chi mette a nudo la propria sensibilità, il proprio essere, la propria vita.
Ma permettetemi di ricordare anche l’importanza della ricorrenza odierna: 8 marzo, nata come giornata di lotta internazionale a favore delle donne. Nonostante i progressi fatti, la donna non ha ancora raggiunto la parità con l’altro sesso. Nata da una tragedia che nel 1908 costò la vita a 129 donne, oggi questa festività vuole essere il simbolo dell’impegno della donna ad essere protagonista, e non comprimaria, in ogni settore della nostra società. “Essere una donna, scriveva Oriana Fallaci, è un’avventura che richiede coraggio: una sfida che non annoia mai”.
Ma quanti amori esistono al mondo? Ne elenco alcuni: l’amore tra uomo e donna, l’amore per il proprio Dio, l’amore romantico, l’amore platonico, l’amore per la natura, l’amore per gli animali, l’amore per il proprio paese, l’amore per il proprio vernacolo o dialetto.
A Biccari ci sono tanti innamorati della sua storia, delle tradizioni, del folklore. Fra tutti emerge Gennaro Lucera, cultore del vernacolo, che con i suoi scritti, le sue instancabili ricerche dimostra il proprio immenso amore per questo angolo di paradiso: il vernacolo è un insostituibile patrimonio culturale, uno scrigno dove sono conservate le più genuine tradizioni locali.
Le poesie di Gennaro, spesso dal tono ironico, sono dettate da esperienze personali, nostalgici ricordi del passato ma, anche, da argomenti di attualità. Il suo amore per Biccari è totale, non esclude le sue pietre, i suoi vicoli, la torre, la montagna, i compaesani.    E da questo amore nasce la sua poesia in vernacolo, una fonte inesauribile di termini ed espressioni biccaresi a cui dovrebbero attingere le nuove generazioni per non dimenticare.
Circa trenta i poeti che partecipano a questa manifestazione dedicata all’amore, alle “parole dal cuore”.
Amore e poesia sono un binomio che ha accompagnato da sempre l’umanità, anche quando la poesia non era scritta ma veniva tramandata oralmente di padre in figlio.
Nello scorrere le composizioni, che tra poco declameranno Giovanni De Girolamo e Maria Cavaliere, non vi nascondo di essermi emozionato di fronte alla ricchezza di sentimenti descritti sì con semplicità, ma che provengono dal profondo del vostro animo per poi approdare in fondo all’animo di chi vi legge. La poesia è, dopotutto, poiein, ovvero è frutto della voglia di creare, di fare del vostro pensiero. Le parole, i versi salgono dall’inconscio come note musicali che si diffondono nell’aria, trasmettendo stati d’animo e emozioni in maniera più suggestiva della prosa.
L’ispirazione poetica ci fa naviganti di un mare ora calmo, ora agitato e tempestoso e questo mare è la nostra vita.
E nel bene e nel male chi governa la nostra nave è l’amore.
Chi di noi non è stato almeno una volta innamorato, chi non ha mai gioito pensando all’essere che ama. Chi non ha mai sofferto per un amore finito o tradito.
Nelle vostre liriche ho rilevato un crogiuolo di sentimenti, di emozioni, di passioni che rivelano tutta la vostra umanità.
Anche i ricordi per i propri cari hanno sollecitato la vostra ispirazione, né poteva mancare nei vostri scritti il riferimento al divino l’ “amor che move il sole e l’altre stelle”.
Il pianeta amore, anche quando l’amore è dolore e confina con l’odio, è stato da voi esplorato in ogni suo aspetto. L’amore è una pianta che non sempre da frutti, ma se esiste dalla nascita dell’uomo, avrà pure un significato e per me questo significato, che in ogni caso genera l’amore, è la speranza, l’attesa come utopia della nostra vita e l’attesa aiuta a vivere come accade al protagonista del “deserto dei tartari”, splendido romanzo di Dino Buzzati.
Concludo questo mio intervento con una massima di Khalil Gibran (poeta, pittore e filosofo libanese) sull’amore:
“Quando l’amore vi chiama, seguitelo anche se le sue vie sono dure e scoscese. E, quando le sue ali vi avvolgeranno, affidatevi a lui, anche se la sua lama, nascosta tra le piume, vi può ferire. E quando vi parla, abbiate fede in lui, anche se la sua voce distruggerà i vostri sogni come il vento del Nord devasta il giardino. Perché l’amore, come vi incorona, così vi crocifigge e come vi fa fiorire, così vi reciderà”.
Per cui non dite mai di no all’amore, ogni suo capitolo fa parte del romanzo della vita.
A tutti i presenti le mie congratulazioni per le poesie presentate e ancora tanti auguri a tutte le donne qui presenti, ma mi corre l’obbligo di ringraziare il presidente di Terra di Mezzo che anche quest’anno mi ha invitato a introdurre questa manifestazione poetica.
Giuseppe Osvaldo Lucera, fondatore di Terra di mezzo, oltre ad essere uno storico e ricercatore affermato di storia patria, è anche un poeta impegnato che, sulla scia del grande Gennaro Lucera, da tempo studia il “biccarese” e “produce” intense poesie in vernacolo.
Di nuovo a tutti voi il mio più cordiale saluto e un arrivederci alle prossime manifestazioni culturali.

INTERVENTO 8 MARZO 2015
Biccari - ore 19.00 Sala Bollenti Spiriti
GIUCAR MARCONE


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