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Donne e Bibbia nel Medioevo

Scritto da redazione il 15/3/2012


Donne e Bibbia nel Medioevo

La Bibbia opprime o libera le donne?
La parola alla teologa Adriana Valerio
Giovedì 15 marzo, ore 19.00. Presentazione di Donne e Bibbia nel Medioevo
La memoria della donna nella storia del cristianesimo. Libreria Ubik
Esegesi femminista. È la definizione di Gianfranco Ravasi, nella sua Premessa ad uno dei testi di riferimento di questo filone di ricerca che indaga il rapporto tra Donna e Sacre Scritture. Al centro del discorso, c’è sicuramente l’opera di Adriana Valerio, insigne studiosa, presidente della Fondazione Valerio per la Storia delle Donne.
Giovedì 15 marzo, alle ore 19.00, alla libreria Ubik, l’esperta teologa presenta uno dei volumi cardine della sua ricerca, incentrata sulla ricostruzione della memoria della donna nella storia del cristianesimo: Donne e Bibbia nel Medioevo (il pozzo di giacobbe, 2011). Titolo esatto dell’incontro, organizzato insieme con il circolo culturale La Merlettaia, è La Bibbia opprime o libera le donne? Un dialogo a distanza con le Madri della Chiesa del Medioevo. Anna Potito, relatrice del circolo foggiano, introduce l’autrice.

Donne e Bibbia nel Medioevo. Tra ricezione e interpretazione (A cura di Adriana Valerio e Kari Elisabeth Borresen; il pozzo di giacobbe, 2011; collana: La Bibbia e le Donne; a cura di Adriana Valerio e Kari Elisabeth Borresen). Il rapporto Bibbia-Donne si pone in maniera forte e drammatica nei secoli XII-XV, nei quali si possono tracciare due percorsi: l’uno, che parte dalla riforma Gregoriana (1046 – 1122) e arriva al Malleus Maleficarum (1498), rappresenta l’uso della Bibbia per legittimare la subordinazione femminile e la sua esclusione della sfere del potere. L’altro, che parte idealmente da Eloisa (1164) e arriva a Cristina da Pizzano (1430), segna, al contrario, la nascita del pensiero e della scrittura femminile in una crescente consapevolezza di identità e dignità che dal rapporto con i testi sacri trae alimento e fondamento (dalla quarta di copertina).

Adriana Valerio. Storica e teologa, tra le prime in Italia, da oltre vent’anni è impegnata nel reperire fonti e testimonianze per la ricostruzione della memoria delle donne nella storia del cristianesimo. Verso la fine degli ani ’80 ha posto la questione della storia dell’esegesi femminile, concentrando tutti i suoi studi in questo campo, nel quale oggi rappresenta un punto di riferimento internazionale. Docente di Storia del Cristianesimo all’Università Federico II di Napoli, dal 2003 al 2007 è stata presidente dell’AFERT (Associazione Femminile Europea per la Ricerca Teologica). È autrice di numerosi saggi e pubblicazioni, con conferenze in Italia e all’estero. Tra i tanti    volumi da lei curati, si ricordano Cristianesimo al femminile, La Bibbia nell’interpretazione delle donne, Donne e Bibbia, I luoghi della memoria e L’archivio per la storia delle donne.


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