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Donne

Scritto da antonietta pistone il 9/3/2018


Donne

Anche quest'anno abbiamo festeggiato la donna, continuando con la solita sterile retorica, che ormai è diventata farsa e falsa. Perché, a fronte di quello che si predica e si celebra, quasi ogni giorno la donna viene fatta oggetto di violenza. Vittime sono il suo corpo, la sua anima, persino i suoi stessi figli.

Vogliamo parlare di parità di diritti, di posti di lavoro, di carriera, di compensi economici, ma ci dobbiamo rendere amaramente conto che siamo molto più indietro di tutte le rivendicazioni sociali possibili. Siamo alla barbarie. All'atroce delitto che si consuma contro un altro essere umano. Allo svilimento totale della dignità della persona. La violenza di genere, e il femminicidio, sono crimini contro l'umanità, permessi dal sessismo e dalla discriminazione, nell'oblio assoluto dell'articolo 3 della Costituzione Italiana, che recita:


Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.


Le donne hanno imparato a denunciare. Non si tengono più le offese, i soprusi, lo stalking, l'aggressività verbale e fisica del maschio, e ciononostante non sono tutelate, continuano a morire ammazzate da quegli stessi assassini che le avevano minacciate, e che erano già da tempo noti alle forze dell'ordine. In un mondo che si voglia dichiarare civile ciò non deve più poter accadere, perché non deve essere permesso né consentito.


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