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Dove osano le idee

Scritto da Guido Cristiani il 25/5/2013


Dove osano le idee

In    questo momento di criticità economica a 360° che ha investito il nostro Paese, il titolo della XXVI° edizione del Salone Internazionale del Libro a Torino, probabilmente è risultata coraggiosa ma vincente.
Dove osano le idee è certamente il titolo più appropriato, vincente grazie alla partecipazione di oltre 330.000 visitatori    nei soli 5 giorni a disposizione per visitare questa meravigliosa Cittadella del Libro, ubicata all’interno di Lingotto Fiere un tempo simbolo FIAT dove sono nati molti tra i modelli con questo marchio rimasti nella storia dell’auto.
Il Salone Internazionale del Libro di Torino è un evento promosso dalla Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura, che ne cura il programma.
In questo grande evento i riflettori si sono accesi non solo su libri ma correlato da dibattiti, idee, autori a livello internazionale, lettori, librerie, cibo    eBook e storie da raccontare, i visitatori nell’ambito di “ Book to the Future “ hanno provato la lettura in HD sul nuovissimo Kobo Aura, un nuovo concetto di eReader.

Allegato:

Tra gli ospiti internazionali: da Israele David Grossman, dalla Spagna Javier Cercas, dalla Germania Nele Neuhaus famosa scrittrice di gialli meglio conosciuta come la “Cammilleri tedesca”.
A rappresentare il Cile paese ospite di quest’anno un gruppo di scrittori guidati da Luis Sepulveda, alcuni scrittori francesi hanno partecipato insieme a Jèrome Ferrari vincitore del premio Goncourt.
Alla chiusura del Salone del libro, sono risultate buone le vendite nella sua globalità ed    in particolare quella riferita a testi per i ragazzi    ma tante restano le incognite per il futuro, questa criticità è stata ben evidenziata da Alfieri Lorenzon    direttore dell’Associazione italiana editori, il quale ha ribadito “ il successo dei grandi eventi non sempre si traduce in trend stabili”, come tutti gli eventi di grande pubblico e con l’incredibile riempimento delle sale per qualunque forma di promozione della lettura, sembra che sia un mondo felice, sicuramente si è venduto e molto bene,
ma resta quanto verificato: è che non sempre si entra in libreria, sono ancora pochi tra gli italiani che prediligono la lettura di un buon libro, un limite questo su cui gli editori ed i librai stanno cercando di lavorare, lo stimolo che abbiamo ricevuto da Torino è stato certamente positivo, ma l’idea vincente è: fare in modo che i lettori possano trovare sempre delle buone occasioni di consumo culturale, nella speranza che i futuri grandi eventi culturali non restino solo momentanee vetrine di celebrità, ma divengano veri e propri momenti di crescita.
Condivido l’opinione del Direttore Lorenzon, è giusto non fermarsi a certi momenti di luce nel buio ma continuare gli sforzi senza mai stancarsi di ribadire che leggere un buon libro non è solo favorire il ricavo economico dello scrittore e dell’editore, ma appropriarsi del contenuto del libro certamente accresce il sapere di ogni essere umano affinchè migliori la propria cultura a livello individuale.
Avanti tutta dunque con molta fiducia e positività verso un futuro che migliori intere generazioni.

Torino    21 Maggio 2013                                                    Guido CRISTIANI


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