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EDIZIONE STRAORDINARIA

Scritto da redazione il 17/10/2012


EDIZIONE STRAORDINARIA

Foggia il degrado e la città educativa

Non c’è niente da fare. Più passa il tempo più Foggia scivola in basso nelle classifiche italiane per qualità della vita. E ci mancherebbe! Venite a Foggia, fatevi un giro per le strade. Cassonetti distrutti e ricolmi di immondizia. Differenziata inesistente. Asfalto bucherellato. Vie principali e non che sembrano piuttosto mulattiere di campagna o percorsi di guerra dopo un bombardamento (ho deciso che la mia prossima macchina sarà una jeep 4x4). Siti costati denaro pubblico in stato di totale abbandono. Strutture fatiscenti divenute ormai luogo di ritrovo di giovani allo sbando, che consumano sostanze. Siringhe in giro, anche in sedi che avrebbero potuto diventare cenacoli di intellettuali e contenitori culturali. Questo è ciò che si vede. Ed è la misura palpabile ed esuberante di un generale malessere della classe politica. Le responsabilità si rimpallano da un’amministrazione all’altra. Si sa che qualcuno ha rubato ma nessuno ha il coraggio di fare i nomi, di sporgere denunce. Di avviare indagini. Foggia è una città corrotta. La sua architettura parla dell’egemonia di una classe che ha sperperato i denari pubblici e li ha utilizzati per fini privati svendendo la città. Tutti lo vedono. Tutti lo sanno. Tutti concordano. Anche i politici. Ma, a parte le chiacchiere, gli articoli sui giornali, le lamentele stanche e ripetitive dei cittadini increduli, nulla si muove. E la vita continua a scorrere nel silenzio dell’oblio collettivo, nella cecità miope di chi ha lo sfacelo quotidiano sotto gli occhi e quasi non riesce ad immaginare un diverso modo di essere e di esistere. Eppure la storia del pensiero filosofico è ricca di utopie politiche. Tommaso Moro, Bacone, Bodin e Campanella con la sua Città del Sole. La Città del Sole ha in più, rispetto alle altre utopie, il pregio di aver disegnato idealmente il progetto di una città educativa, pedagogica. Una città nella quale anche solo stando in giro per le strade, i giovani potessero apprendere ed acculturarsi. Progetto che è poi rimasto una costante delle maggiori città europee. Si pensi alle grandi capitali, dove ovunque, nelle sere d’estate, si può assistere a poco prezzo a spettacoli teatrali, accessibili ai turisti di passaggio nelle strade del centro. Mi chiedo perciò: cosa si impara a Foggia? Quali occasioni di apprendimento offre ai nostri giovani questa città? Ci sono progetti educativi? Percorsi pedagogici? O i ragazzi che vivono in mezzo alla strada sono facilmente preda dell’alcol, della droga, delle bande violente più o meno organizzate dei quartieri che vivono ai margini dei gruppi di élite? Certo mi rendo conto di quanto sia difficile pensare a momenti di crescita e di svago culturale per un nucleo urbano che deve fare sistematicamente i conti con un bilancio comunale debitorio e in perdita. Ma credo allo stesso tempo che non ci siano altre soluzioni per una città che ha mostrato in questi ultimi anni tutto il peggio di sé e dei suoi concittadini, diventati sempre più aggressivi, maleducati, incivili, svogliati, pigri e disorganizzati, nell’imitare il comportamento standard di un’amministrazione lassista e povera di idee non meno che di denari. L’ultimo caso scoppiato in città è relativo a Piazza Mercato, dove da anni è stata montata una struttura in ferro, chiamata il treno, che avrebbe dovuto ospitare mostre e iniziative culturali a due passi dal centro storico cittadino e da Piazza Cattedrale. Col tempo, la struttura è stata progressivamente abbandonata, senza che venisse poi concessa per quegli incontri culturali per i quali era stata pensata. Il suo stato di abbandono è tale che rimanendo aperta, ed agibile potenzialmente a tutti, è stata recentemente rinvenuta sporca all’interno, e nel bagno della struttura sono state trovate decine di siringhe e schizzi di sangue ovunque. Una vergogna che grida vendetta per la città. Che dovrebbe smuovere le coscienze di tutti i genitori benpensanti. Che fino ad ora ha interessato il mondo dell’informazione. Ma che dovrebbe vedere davvero una rivolta popolare di piazza contro chi ha gettato Foggia in questa latrina disgustosa di menefreghismo e di ruberie collettive, che hanno portato i costumi dei cittadini tutti, dai più giovani ai più maturi, ad imbarbarirsi fino a tal punto. Il meccanismo della tassazione collettiva è semplice. Per far funzionare i beni pubblici, di cui il privato non può occuparsi, ciascuno, attraverso il prelievo fiscale, contribuisce al benessere della comunità, in misura proporzionale al proprio reddito pro capite. Gli amministratori raccolgono il denaro per eseguire determinate opere. Perciò, se tutti paghiamo le tasse e quelle opere non vengono eseguite, sembra legittimo chiedersi “che fine hanno fatto i nostri soldi?”. In un modo o nell’altro, nel presente o nel passato, non si giunge che ad una sola conclusione. Qualcuno ha rubato i soldi pubblici, appropriandosi di denaro della collettività per farne un uso privato. E così l’immondizia continua ad essere parcheggiata ai bordi delle strade o accanto ai cassonetti. I cassonetti vengono bruciati. Le strade sono piene di buche nell’asfalto. Le gomme delle auto e le auto stesse si usurano prima e molto più del dovuto. Le strutture pubbliche versano in stato di abbandono. I cittadini sono più poveri e cresce il malcontento. Aumenta la criminalità organizzata, e quella di quartiere. Crescono fenomeni di devianza giovanile come lo spaccio di sostanze stupefacenti, e il loro abuso da parte dei giovani. Le scuole vengono abbandonate. L’ignoranza dilaga a dismisura. Questa è la città educativa?

Antonietta Pistone

Nota bibliografica
Per questo articolo si rimanda alle letture di seguito:

1) Tommaso Campanella, La Città del Sole

Istruzioni per l’uso:
Si declina ogni responsabilità nei confronti di quelli tra voi che, dopo aver letto questo articolo, presi dalla curiosità smaniosa di verificare se io non abbia per caso scritto fregnacce, vadano a fare un bel giro per la città di Foggia, perché chiunque sia andato volontariamente a passeggiare in centro, beh…un po’ se lo è voluto!

Allegato:

Le strade di Foggia

Allegato:

Le siringhe trovate all'interno della struttura di Piazza Mercato a Foggia


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