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Eroi non più dimenticati

Scritto da Rossella Gravina il 29/5/2015


Eroi non più dimenticati

Eroi non più dimenticati:
Dal “maggio radioso” alla guerra di trincea
( di Rossella Gravina)

La sera del 27 maggio i cittadini di Poggio Imperiale sono stati invitati dal Centro Studi Territoriale, Simposio Culturale, in collaborazione delle Edizioni del Poggio e della locale sezione AVIS, a commemorare i loro caduti della Prima Guerra Mondiale.
Un numeroso e attento pubblico ha riempito la sala multifunzionale. Presenti all’evento anche personalità dei paesi vicini.
In linea con le celebrazioni del Centenario della Grande Guerra, il Simposio culturale del Centro Studi Territoriale di Poggio Imperiale si è posto delle domande: come si viveva prima della guerra? Quali furono le sue cause? Chi andò a combattere? Come reagirono intellettuali e poeti dell’epoca? I generali seguirono sempre schemi militari pertinenti?
Dopo i saluti del Sindaco, dr. Alfonso D’Aloiso e i ringraziamenti della prof.ssa Antonietta Zangardi, coordinatrice del Simposio culturale, la manifestazione si è aperta con l’Inno Nazionale e la lettura dei nomi dei caduti di Poggio Imperiale.
Nicla Simeone ha introdotto in sintesi le ricche ricerche e i curiosi approfondimenti sui protagonisti italiani di inizio Novecento.
Un’ampia riflessione ha toccato, inoltre,    uno degli aspetti spesso posto in secondo piano o mai valorizzato abbastanza: “La mobilitazione delle donne” presentata da Maria Pia D’Aloiso e Deborah Chirò.

Allegato:


Cosa fecero le donne ritrovandosi sole nel mandare avanti la famiglia?    Da “ angeli del focolare” diventarono “membri attivi dell’ economia”, ricoprendo le mansioni più inconsuete, considerando che esse ottennero il diritto di votare soltanto 30 anni dopo dall’ inizio della guerra. Ammanicandosi per bene, fecero le spazzine, le contadine, le metalmeccaniche, le tramviere, le operaie e le minatrici.    
La contestualizzazione storica di Rossana di Fronzo ha messo in evidenza le profonde contraddizioni tra le luci della belle epoque e le ombre imminenti del conflitto mondiale; importantissime invenzioni e sviluppo economico non hanno impedito il regresso civile che avrebbe causato milioni di morti.
La relazione di Rossella Gravina sui “fanti contadini” ci ha presentato i nostri eroi dimenticati che si ritrovarono buttati in trincea senza neanche condividere e conoscere le cause di quel duro logoramento; di contro gli operai, esentati per mantenere la produzione del paese, venivano considerati imboscati. Vittime anche della durissima disciplina militare, i nostri militi venivano fucilati per ogni minimo segno di debolezza o disobbedienza. Ad Udine sono state rimosse le vie intitolate al generale Luigi Cadorna e l’Italia vuole chiedere perdono per i soldati giustiziati dalle sue discutibili disposizioni.
Le tattiche e le strategie di guerra dei generali Luigi Cadorna e Armando Diaz sono state presentate da Giuseppe Izzo e Titta Romano.
Maria Pia D’Aloiso, dopo lo studio della Grande Guerra, con i personaggi e le stragi inutili,    ha scritto struggenti versi sui fanti lontani dalle famiglie e dai loro affetti.
Lo sguardo su Marinetti, D’ Annunzio e Ungaretti presentatoci da Titta Romano, Nicla Simeone e Giusy Di Summa, ha rivelato come la maggior parte degli uomini di cultura si sia fatto trascinare dalle turbolenze politiche, appoggiando ed intervenendo in prima linea, come Ungaretti, in una grande guerra che si poteva evitare. Emerge inconfutabilmente la stridente illusione che l’intervento potesse risultare liberatorio.

Allegato:


L’obiettivo fotografico di Rossella Gravina e Giuseppe Izzo ha mostrato alcune vie di Poggio Imperiale dedicate a città e protagonisti della Grande Guerra; strade che ogni giorno percorriamo si sono fatte raccontare, rivelando che, per esempio, Cesare Battisti era un deputato austriaco impiccato perché combatté per la nostra nazione.
L’ intera serata è stata deliziata dai canti di guerra, musicati da Primiano Schiavone, Gino Maselli e Titta Romano: dalla festosa “Le campane di San Giusto”, alle meste “Era una notte che pioveva e Monte Canino, interpretate dalla inimitabile cantante di Stefania Cristino.
La terza conferenza del Simposio culturale ha voluto salutare il suo pubblico attento e curioso con un grande messaggio di pace: con le note di John Lennon cantate dalla splendida voce di Stefania Cristino, abbiamo immaginato un mondo senza nazioni, senza paradiso né inferno, niente per cui uccidere… Un mondo unico, perché in fondo viviamo tutti sotto lo stesso cielo. UNA MONDO CHE DEVE RICERCARE LA PACE SEMPRE.



    


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