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FLIGHT 93

Scritto da redazione il 26/9/2015


FLIGHT 93

L’11 settembre è ormai una di quelle date della storia che non si possono dimenticare. Se pensiamo a quel giorno, le immagini delle torri gemelle circondate da colonne di fumo che crollano una dopo l’altra, sono indelebili. Riguardo all’11 settembre, c’è però un’altra storia: quella del quarto aereo (il terzo andò contro il Pentagono) che si schiantò in un campo poco fuori Shanksville in Pennsylvania.
Le dinamiche non sono ancora chiarite del tutto: sta di fatto che il volo United Airlines 93 è l’unico a non aver raggiunto l’obiettivo dei dirottatori. Anche quest’ultimo aspetto rimane un po’ un mistero: dove volevano dirigerlo? Tra le ipotesi il Campidoglio o la stessa Casa Bianca.
Il volo 93, partito dall’areoporto di Newark con direzione Tokyo e scalo a San Francisco, aveva a bordo 37 passeggeri a bordo, 7 membri dell’equipaggio e 4 terroristi seduti principalmente in posti di prima classe. Alle 9:00 di mattina il volo era già alto in cielo, in contemporanea gli altri due aerei si schiantavano a breve distanza l’uno dall’altro sulle Torri Gemelle. Il dirottamente inizia alle 9:28: uno dei terroristi prende il comando e pronuncia queste parole “Signore e signori, è il capitano che vi parla. Per favore, sedetevi, restate seduti. Abbiamo una bomba a bordo. Restate seduti ”.
L’aereo inizia a cadere in picchiata, schiantandosi alle 10:03 in un campo in Pennsylvania. Le ipotesi teorizzate sono l’abbattimento da parte di un missile o la reazione dei passeggeri che avrebbero avuto una colluttazione con i terroristi non facendo in tempo, tuttavia, ad entrare in cabina di pilotaggio e a riprendere il comando dell’aereo lasciato andare in picchiata.
Quest’ultima ipotesi è avvallata dalle numerose chiamate dei passeggeri ai parenti che sono state registrate e analizzate attentamente dalla Commissione preposta. Nel corso di queste telefonate, alcuni di loro avrebbero descritto quanto stava accadendo e diversi fecero riferimento ad una loro azione che stavano per mettere in pratica. L’aereo, dunque, si disintegrò spargendo le macerie su tutto il terreno circostante: ci vollero giorni per recuperare i corpi umani e le scatole nere ritrovate anche a 25 metri di profondità.
Tutti i passeggeri insieme agli altri caduti dell’11 settembre vennero insigniti di onorificenze e per i passeggeri del volo 93 anche un monumento alla memoria chiamato Crescent of Embrace, ovvero mezzaluna dell’abbraccio che simboleggia un sentiero circondato da aceri.
Scritto da: Francesca Mobilio


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