GazzettaWeb.info
COLLABORA
corsi
ParlarePubblico
Sei qui: GazzettaWeb
Invia questa pagina ad un amico Versione stampabile

FOGGIA E L’ACQUA

Scritto da redazione il 6/6/2012


FOGGIA E L’ACQUA

Da sempre Foggia, come città e come riferimento dell’omonima provincia, ha avuto un difficile rapporto con l’acqua.
Terra sitibonda la nostra, arsa e spaccata. Le acque di superficie, pochi fiumi, scorrevano senza essere regolate provocando più danni che bene; le marane, le paludi, l’anofele e la malaria.
Per gli usi domestici c’erano gli acquaioli che prelevavano l’acqua da alcuni pozzi di privati e la vendevano a “mantegne”. Poi arrivò l’acqua del Sele, 1924 mi pare, e per l’evento legato a nomi come quello di Postiglione, Foggia conquistò la prima pagina a colori di un giornale dell’epoca a tiratura nazionale.
Passando dal serio al faceto, un po’ di anni dopo ci fu chi a Foggia si era messo in testa di portare altra acqua, questa volta acqua di mare.
Deve essere successo nel secondo dopoguerra, mio padre ne parlava in momenti conviviali e riunioni di famiglia.
Raccontava di un certo Franchini, c’è stato un commerciante con stesso cognome per anni su Via Arpi, che candidato in una tornata elettorale nel Partito Monarchico, durante i suoi comizi prometteva all’uditorio: “Porterò il mare a Foggia!!”. E lo faceva con tale convinzione e foga verso la fine dei suoi discorsi che aveva ormai la gola secca e doveva interrompersi per chiedere: “Acqua!”
Da ciò, promessa d’acqua di mare e richiesta d’acqua da bere scaturì un comune modo di dire che è capitato anche a me di sentire nel tempo: “Acqua a Franchini!”, naturale, spontanea e graffiante corollario che veniva pronunciato quando qualcuno diceva o prometteva cose troppo grosse, insomma balle.
Da Postiglione passando per Franchini, domenica scorsa l’acqua a Foggia è tornata alla ribalta per merito dell’artista Sepalone. Sarà un caso Postiglione-Sepalone!!??
Questa volta si tratta dell’acqua delle nostre fontane cittadine, quella che manca, anche di quella del Sele, il “pipistrello” di Piazza Cavour, nata provvisoria, immortalata dal giornale che si diceva, e così rimasta.
Il bravo, arguto e salace Sepalone per la sua performance non ha voluto rischiare la ribalta nazionale e si è accontentato di immergersi, si fa per dire, in una fontana più modesta, a due passi dall’altra, ingresso villa, quella rifatta a ricordo della più antica e bella “Fontana delle Palme”
E palma e onore vada a Sepalone che ha acceso un altro faro. Foggia sitibonda e dalle tante fontane, se ne funzionasse almeno una, quella del Sele, sarebbe un segno di speranza.

Raffaele de Seneen
per Gli Amici della Domenica


Gazzetta Web