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FOGGIA, LA SUSSIDIARIETA’ E IL VOLONTARIATO

Scritto da redazione il 9/12/2012


FOGGIA, LA SUSSIDIARIETA’ E IL VOLONTARIATO

Forse è previsto l’arrivo di giornate particolarmente rigide, quindi gelide notti da lupi,
ed ecco che il mondo del volontariato, quello caritativo e quello solidale, si mette in movimento alla ricerca di un tetto per i senza-tetto. Al resto, allestimento, attrezzature, gestione ci avrà sicuramente già pensato. Infatti, la richiesta è solo per un “tetto”, e non un appello a scaricare completamente un problema contingente e sociale.
Questo è un tipo di sussidiarietà, per alcuni versi contenuto anche dalla Carta costituzionale, che prevede, e incentiva, la partecipazione dei cittadini associati.
Per la verità poi, questo tipo di azione ed impegno di sussidiarietà si avverte e si esplica soprattutto nel c.d. mondo del welfare (benessere in senso generale) così vasto e tendente ancora a ampliarsi rispetto al quale l’apparato pubblico - per tutta una serie di motivazioni: disattenzione, impreparazione, diversa graduazione delle priorità, mancanza fondi, ecc. – non riesce a rispondere, o risponde solo in parte, lasciando grossi buchi nella sua rete di prevenzione ed intervento.
Ecco che la sussidiarietà volontaristica interviene provvidenzialmente come tappa-buchi.
Però poi alcune domande mi vengono spontanee, come direbbe qualcuno.
Già l’anno scorso abbiamo avuto l’emergenza freddo, e la Caritas ed alcune parrocchie cittadine, tempi necessari permettendo, di fronte all’emergenza hanno dato una risposta. Di quella risposta momentanea (ha fatto scuola) sono rimasti alcuni segni: “oggi” c’è qualche posto disponibile in più rispetto a “ieri”.
Già da qualche anno c’è un progetto, finanziato, sulla carta per la trasformazione dell’ex Carcere S. Eligio in dormitorio pubblico. Quando ne vedremo l’ultimazione!?
Insomma, quello che avverto è che c’è sempre meno welfare pubblico e sempre più sussidiarietà volontaristica. Questo non ha una logica, perché non è un assurdo e invece è proprio logica, la sussidiarietà volontaristica tappa-buchi, anche se sotto l’egida della carità o della solidarietà, va intesa provvisoria, temporanea, rispetto ad un problema (o parte) che c’è, dove c’è pure chi a questo problema è tenuto a dare una risposta.
Il problema deve essere risolto e la “sussidiarietà” deve volgere il suo sguardo altrove, trovare altro impegno, guardare avanti. Altrimenti si creano due mondi statici, stabili e paralleli. E con i tempi che corriamo non so a chi faccia più comodo lo stato dell’arte e la prospettiva di un sempre meno Stato, più privato, e più sussidiarietà sostitutiva.
Foggia, il freddo in arrivo e un tetto da trovare: la Fondazione De Piccolellis che può fare? Il Comune con alcuni ambienti del Centro per Anziani Palmisano! Le scuole pubbliche e quelle private di ogni ordine e grado chiuse nel lungo periodo di festività natalizie! Il Vescovo e la nuova Casa dei sacerdoti! L’Istituto Figliolia, l’Istituto Scillitani!
E chissà cosa ancora! Basterebbe trovare minime disponibilità ovunque per creare una grande opportunità
Questo è il contingente, ma ripeto, non è possibile andare avanti così.
Raffaele de Seneen


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