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Francesco Iannitti e il suo Filosofare in Pratica

Scritto da redazione il 24/1/2013


Francesco Iannitti e il suo Filosofare in Pratica

Intervista del filosofo Alessandro Bagnato allo scrittore e poeta Francesco Iannitti

Oggi presento l’intervista all’autore e filosofo Francesco Iannitti. Francesco ci illustrerà il suo libro d’esordio dal titolo “ Del Filosofare in pratica. Poesie e Racconti” edito da Edizioni Del Poggio. Francesco è socio è Delegato Regionale dell’Associazione Nazionale Pratiche Filosofiche. Il Filosofo Iannitti ha un “curriculum studiorum” di tutto rispetto. Ora andiamo a scoprire cosa ha da dirci.

Notizie Biografiche su Francesco Iannitti:

Francesco Iannitti classe 1973, apricenese. Da anni mi occupo dell'approfondimento delle pratiche filosofiche in seno alle relazioni d'aiuto, all'alta formazione e alla philosophy for children. Counseling Filosofico e Coaching Life.    Sono responsabile per la Puglia e le Marche dell'Associazione Nazionale per le Pratiche Filosofiche "Confilosofare". Dottore in Filosofia con laurea (vecchio ordinamento) presso l'Università degli Studi di Urbino "Carlo Bo", Master Universitario conseguito a pieni voti in "Counseling and Coaching skills: abilità di counseling e coaching in ambito formativo e professionale", titolo della tesi discussa: "Relazione d'aiuto e comunicazione efficace - Il cambiamento: L'assertività attraverso l'empatia del counselor e coach”. Per continuare a leggerla clicca qui!!!    

Descrizione del libro, “Del Filosofare in pratica. Poesie e Racconti”:

Allegato:

Sognatore, idealista, indagatore; forse Francesco è tutto questo, forse no! Semplicemente introspettivo ed osservatore delle "umane condizioni". Spinto da un endemico desiderio di esprimersi, spesso limitato dalla mera parola, ha deciso, di mettere nero su bianco le sue "riflessioni filosofiche", più o meno poetiche, più o meno narrative. Questo suo esperimento nasce dunque dall'esigenza dell'esistere stesso! Dell'esserci ed "urlare" la propria presenza attraverso la penna. I racconti brevi vertono soprattutto su una tematica, con sfaccettature differenti ed in diversi contesti sociali, l'Amore! Per il lavoro, per una persona, per la società; nonostante tutto! A Voi, pazienti lettori, il gusto di riscoprire nelle sue frasi, le emozioni convergenti, o divergenti con il piacere di leggere. Per saperne di più clicca qui!!!


Intervista:

1- Egregio Dott. Iannitti benvenuto, vuole presentarsi ai miei lettori?
Sono Francesco Iannitti, sposato e padre di un figlio, impiegato presso un’azienda di trasporti. Laureato in filosofia ho, da sempre, perseguito quell’amore per il sapere che in me annovera soprattutto la letteratura, l’arte, la pedagogia, la psicologia ed in definitiva tutta quell’area afferente alla filosofia che necessita, a mio avviso, di farsi pratica nell’incontro con la società che vive al di fuori delle accademie.

2- Prima d’inoltrarci nel dettaglio dell’intervista, ci parlerebbe di lei come persona (quali sono le sue passioni e cosa le piace fare)?
Le mie passioni annoverano il piacere per la buona musica, in passato ho anche “strimpellato” la chitarra, le discipline orientali che ho frequentato, tipo lo yoga e la meditazione, il reiki e certamente la buona lettura.

3- Ora vorrei che ci parlasse come autore, filosofo, studioso. Ci direbbe tutti gli sviluppi che sono legati al suo “curriculum studiorum”? Inoltre ci direbbe cosa scrive, da quanto tempo scrive, perché scrive?
Scrivo per necessità fisiologica! E’ proprio così, me ne sono accorto già in età adolescenziale che, sentivo fortemente il bisogno di esprimere con la penna i miei più reconditi pensieri che si sono fatti sentimenti, emozioni.

4-    Quindi, cosa rappresenta per    lei la    scrittura?
La scrittura, per me, rappresenta una “condicio sine qua non” riuscire a trovare il giusto equilibrio dettato dall’ esternare un’energia altrimenti costretta solo all’interno del mio corpo, che è anima, cuore e mente.

5- Bene dopo che abbiamo avuto modo di conoscerla, vorrei che lei ci parlasse del suo “Background”. Lei si è Laureato in Filosofia (laurea vecchio ordinamento) all’Università degli Studi di Urbino “Carlo    Bo”.    Dopo la “Laurea” ha conseguito un “Master” in Counseling and Coaching skills: abilità di counseling e coaching in ambito formativo e professionale. Ci parlerebbe di queste sue esperienze? Li consiglierebbe a chi ora si trova nel suo stesso percorso di studio? Li consiglierebbe agli studenti che calcheranno le aule del domani?
Si, le consiglierei e le caldeggio vivamente! Oggi, chi pensa di poter fare a meno del pensiero umano come motore del mondo, sbaglia! Conoscere la storia, gli scritti di chi ci ha preceduti è essenziale per apprendere a modificare il cammino laddove si fa pericolosamente simile agli errori passati ed attingere dai virtuosismi verificati nel tempo di chi ha voluto sperimentare concretamente, spesso pagandone le conseguenze laddove la cultura della società dell’epoca le ha condannate tout-court, le proprie idee e ne ha fatto così dono all’umanità per sempre. Per quanto concerne poi le relazioni d’aiuto, come il counseling/consulenza filosofica o la bioetica clinica, penso siano la nuova frontiera, insieme ai metodi psicologici esistenti e consolidati, del “prendersi cura di” se stessi e degli altri attingendo a quella enorme esperienza culturale delle pratiche filosofiche laddove si fanno counseling e coaching in ambiente esistenziale e non patologico.

6- Il termine “Bioetica” deriva dal greco antico. Radica la sua origine dal termine “ethos” ossia, con l’aggiunta del termine ioc, in altre parole, vita. In essa, ossia nella bioetica sono coinvolte varie discipline tra cui: a) filosofia; b) filosofia della scienza; c) medicina; 4) biologia, ecc…In realtà, quando si discute di bioetica come appena detto, non si discute solo di una disciplina in particolare, ma si prende a esame tutto ciò che è osservato dall’uomo in base alla sua visione etica e in base alle sue azioni morali. A mio modo di vedere, la bioetica si basa su principi etici che evidenziano il confronto con la società, come parte delle riflessioni umane sulle varie e innumerevoli questioni morali. Essa è in effetti, un sapere di natura, possiamo dire, inter-disciplinare che riguarda da un certo punto di vista, il giudizio di fare un qualcosa in maniera giusta o sbagliata in base al proprio credo. La bioetica mira in maniera imprescindibile a salvaguardare il bene comune e il relativo fabbisogno a esso connesso. Ancor più tale disciplina riserva dentro di sé, elementi che si possono almeno indentificare all’interno di ogni semplice individuo. Per lei cos’è la “Bioetica”? Concorda con le idee del Filosofo Lecaldano? Si trova concorde su quanto detto da me in questa domanda? Ci darebbe una sua definizione del termine “Bioetica”?
Nella bioetica io ci vedo il futuro delle scelte sensate e ponderate dell’umanità in toto. La bioetica si fa senz’altro portatrice di una pluralità di aspetti e discipline che regolano la vita dell’uomo all’interno del sistema societario. Il prof. Lecaldano sta dando le sue risposte in materia di bioetica legata alla comprensione dell’uomo rinnovato grazie alle moderne tecnologie, ciò che anche altri, come ad esempio Galimberti, fanno nel momento in cui ci si trova, obbligatoriamente, ad incontrarsi/scontrarsi con un mondo gestito dal fattore tempo “disumanizzato” a causa delle macchine. Concordo nel cercare nella bioetica, applicata alle crisi esistenziali così come quella di matrice clinica sta facendo, una ulteriore risposta o migliore gestione della nostra vita all’interno della società, come dice Bauman, liquida.

7- Perfetto. Parliamo ora del suo libro d’esordio dal titolo “ Del Filosofare in pratica” edito da Edizioni Del Poggio. Ci parlerebbe di questo suo libro? Com’è nato e di cosa parla il libro e qual era il suo proposito? Che messaggio pensa di dare ai suoi lettori?

Il mio libro, così come ho scritto in premessa allo stesso, nasce da un’endemica voglia di esprimersi. E’ un esperimento iniziato più di vent’anni fa. Ho, nel tempo, raggruppato le mie emozioni, sensazioni, esperienze, sentimenti e indagini sul caleidoscopico mondo dell’esistere. L’esistente è, nel mio libro, spersonificato e considerato nel suo ruolo di ricettore/attore delle variabili che l’esistenza ci pone sul cammino dell’esistere stesso. Esistere quindi come esserci, rispondere agli stimoli e codificare i messaggi che ci giungono, filtrati dai nostri sistemi categorici. Per queste ragioni non sono poesie e nemmeno racconti, entrambi sono inseriti in quell’ottica che fa, delle pratiche filosofiche, l’analisi esistenziale dei nostri vissuti. E’ così spiegata la scelta che ho fatto del titolo “Del filosofare in pratica”, appunto.


8- In questa sua prima esperienza nel mondo dell’editoria, come la giudica? Ci svelerebbe qual è stato il suo percorso che l’ha condotta alla pubblicazione del libro sopra citato.
Devo dire che ho trovato nell’Editore “Edizioni del Poggio” un valido alleato alla possibilità di vedermi pubblicato con i miei scritti, non propriamente ortodossi ma curiosamente innovativi e sperimentali. Il contatto con l’Editore è stato proficuo e il suo entourage competente e rispondente, con le dovute tempistiche, alle mie necessità editoriali.

9- Infondo sia lei e sia io siamo filosofi in erba dell’era contemporanea. Per me la"filosofia" è una disciplina che racchiude in se stessa l’amore per la conoscenza e per la sapienza. Tutti fanno lo stesso sbaglio, ossia, pensano alla filosofia come se fosse un qualcosa di concreto da utilizzare come un “cellulare”. Si dovrebbe iniziare a pensare alla filosofia nel modo in cui si pensa alla “religione”. La filosofia è un’astrazione reale che aiuta il “cogito” a ottenere assieme alla “ratio” il riconoscimento della sua esistenza. Lei che giudizio dà alla filosofia? Ci darebbe una sua definizione del concetto di filosofia? Si trova concorde con quanto ho appena affermato?
Sì, la filosofia è, come lei dice, amore per la conoscenza e la sapienza. Il concetto di filosofia nasce con il concetto dell’uomo di esserci, vivere, respirare, ergo pensare. Nel pensare, che si fa azione, avvengono quei cambiamenti che diventano poi praticamente il metodo filosofico. La filosofia, sappiamo, è fatta anche di esperimenti, non è stata e non è solo mero astrattismo e tantomeno la si può utilizzare, così come lei giustamente diceva, a mo’ di cellulare. Nella filosofia che si fa pratica e nelle sue moderne applicazioni alla sfera afferente le relazioni d’aiuto, io ci vedo un’evoluzione che viene da lontano, cioè da millenni di saggezze consolidate.

10- Da cosa scaturisce la sua scelta di pubblicare un libro di Poesie e Racconti pregno a carattere filosofico?
Questa mia scelta scaturisce dalla volontà di “gridare” la mia esistenza ma, mi permetto di dire, l’esistenza di tutti quelli che hanno il diritto di esprimere i propri sentimenti in un mondo che dei sentimenti sta facendo solo uno strumento per raggiungere risultati tutt’altro che umani, tutt’altro che encomiabili. Cito qui una frase della recensione fatta al mio libro da Laura Breccia che può darci una chiave, a mio avviso precisa, di lettura dei miei scritti. “Per questo "Del Filosofare in pratica" è molto di più di una raccolta di poesie e racconti. E' un momento in cui ogni lettore si specchia nelle proprie contraddizioni a cui l'autore brillantemente e profondamente offre spunti, immagini, parole. Magari le stesse parole che non siamo riusciti a dire.” Si può leggere il resto della recensione collegandosi a questo link: Clicca qui e accedi!!!!

11- Ci parlerebbe a questo punto della scelta della copertina per questo suo libro d’esordio?
La scelta della copertina del mio libro è un aneddoto molto simpatico legato alla mia amicizia con l’artista Maria Buca, la quale, per un periodo ha viaggiato insieme a me per pendolarismo lavorativo e di studio e dove ci confrontavamo su tematiche politiche, artistiche, letterarie, filosofiche e di società. In una di queste nostre chiacchierate lei mi mostrò questo suo disegno, appunto delle farfalle sul ramo. Per me fu amore a prima vista, le chiesi la possibilità di vederlo pubblicato come copertina del mio libro e lei accettò di buon grado.

12- In definitiva, quando scrive, si accosta a qualche scrittore, autore, pensatore, del suo stesso genere o di altri? In cosa punta quando scrive? Punta di più al linguaggio dei suoi scritti o al contenuto?
Indubbiamente ho sintetizzato in me tutti gli scrittori che ho letto, ho apprezzato, ho metabolizzato e quindi non ad uno specifico ma moltissimi, che hanno influenzato il mio stile di scrittura, nonché i contenuti. Da Quasimodo a Montale, da Baricco a Pavese, da Dante a Galimberti, da Pessoa a Cattorini, da Platone a Nanetti, da Assagioli alla Borrello, da Aristotele a Jung e così via. Linguaggio, stile e contenuti vanno così, per me, di pari passo.

13- Il suo sogno è di diventare un autore, un filosofo, conosciuto a livello internazionale?
Il mio sogno è far sì innanzitutto che la filosofia, facendosi pratica scenda dal piedistallo che per troppo tempo l’ha vista distaccata, quasi irraggiungibile ai non “addetti ai lavori”, quindi che essa ritorni prepotentemente là dove è nata, nelle strade, nelle piazze, nelle “polis” odierne, tra la gente, nella società, socraticamente e maieuticamente per poter dare ciò che di meraviglioso in sé contiene. Per far in modo che questo mio sogno avvenga, ovviamente, io do il mio contributo.

14- Ci darebbe i link per poterla seguire ed essere aggiornati sulle sue attività?
Il link al mio blog personale dove, di quando in quando, posto qualcosa che riguarda le mie attività è il seguente: http://vitafilosofica.blogspot.it , tengo a precisare che, non essendo questa la mia principale professione, me ne occupo a latere della mia vita che è di dipendente per un’azienda di trasporti, padre, marito e quindi, filosofo.

15- Ci svelerebbe i suoi progetti odierni e quelli futuri? Di cosa si sta occupando ora?
Sono pieno di progetti, come tanti però il tempo mi diventa “tiranno” laddove è essenziale portare avanti cose necessarie per poter sopravvivere, insieme alle mie passioni che da sempre mi fanno compagnia. Sto terminando la scuola triennale in Counseling Filosofico presso Metis, sto organizzando il Corso di formazione in “Coaching Life integrato”, per conto dell’Associazione Nazionale Pratiche Filosofiche della quale faccio parte, che ha ottenuto anche il patrocinio del comune di Colbordolo, sto continuando a scrivere e chissà, sperando di non dover attendere altri vent’anni, potrei pubblicare nuovamente.    

16- Vede la scrittura di altri generi letterari oltre a quelli già pubblicati nel suo futuro?
Perché no? Mi piacciono le sfide, quindi potrei in futuro misurarmi con altri generi letterari, chissà!

17- Sono solito chiudere le mie interviste con una domanda alla “Marzullo”. Per lei, ogni uomo è filosofo o l’uomo è filosofo?
Indubbiamente la seconda, l’uomo è filosofo! Non basta pensare per essere filosofo, come non basta conoscere le 21 lettere dell’alfabeto e metterle su carta per essere un poeta, ad esempio, oppure conoscere le 7 note musicali e comporre un accordo per dirsi musicista.
                    
La ringrazio per avermi concesso l’intervista.
Grazie a lei per avermi concesso lo spazio.




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