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Francesco Mastromatteo, musicista dei due mondi

Scritto da redazione il 17/7/2011


Francesco Mastromatteo, musicista dei due mondi

Da tempo non incontravo Francesco Mastromatteo, violoncellista di fama internazionale di origine foggiana. L’occasione mi è stata offerta da un concerto da lui tenuto col pianista Tommaso Cogato E
Francesco è un affermato musicista che “vola” da un continente all’altro per deliziare con i suoi concerti platee di spettatori competenti e raffinati.
Oltre ad aver collaborato come 1° violoncello con l’Orchestra Sinfonica di Foggia e con Meadows Symphony in Dallas anche da solista, dal 2006 è componente della Piano Symphony e della Irving Symphony in Texas ove attualmente risiede.
A Francesco che è figlio di due miei cari amici, il docente di violino presso il conservatorio “U.Giordano” di Foggia, Enzo Mastromatteo, e l’attrice di teatro e di cinema Maria Rosaria Vera, nonché fratello della bravissima violinista Maria Saveria, ho chiesto se il suo essere “americano” fosse in contrasto col suo essere “italiano”. “l’Italia è fantasia, calore, entusiasmo. L’Italia, e in particolar modo la Capitanata, il Gargano, è la terra in cui sono nati i primi germogli della mia passione per la musica,    una passione che si è ingigantita sempre più e si è fatta arte, e di questo sono molto grato ai miei cari che non mi hanno fatto mai mancare il loro sostegno ed anche alla insostituibile professoressa Elvira Calabria che mi ha affidato da anni la direzione artistica dell’Accademia Paisiello e degli Amici della Musica di Lucera. L’America è, invece, tecnica, perfezione, nulla è lasciato al caso, e non dimentichiamo che anche in America ci sono tanti italiani. Posso affermare che la fantasia e l’entusiasmo italiano uniti al perfezionismo americano costituiscono un cocktail perfetto per un arricchimento artistico favoloso”.
Ho seguito il concerto di Francesco Mastromatteo del 25 giugno scorso a Lucera.. E’ un piacere ascoltare le sue presentazioni di pièce da eseguire. Nessuno come lui conosce le vicende    che stanno all’origine    del repertorio prescelto. Quella sera con l’eccellente pianista Tommaso Cogato ha eseguito la Suite Italienne di Stravinsky, la Sonata (1848) di Poulenc e la Sonata op. 123 in fa maggiore di Saint-Saëns, una carrellata dal neo-classicismo di Stravinsky e Poulenc al romanticismo di Saint-Saë.
Tanti gli applausi e i complimenti per    Mastromatteo e Cogato. Ma un particolare del modo di offrire la musica di Francesco è quello di viverla: nelle sue esecuzioni, sul suo volto si leggono la malinconia, la gioia, il dramma: la sua è una musica che va letta come un libro aperto le cui pagine sono scritte sul suo volto.
Musicista dei “due mondi”, Francesco Mastromatteo è stato definito dal DALLAS    MORNING NEWS “virtuosic and passionate musician”: Francesco Mastromatteo, un italiano in prima linea sul fronte della cultura    a testimonianza della genialità italiana nel mondo.
Giucar Marcone


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