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GLI INVISIBILI

Scritto da redazione il 8/12/2012


GLI INVISIBILI

Finché restano tali non ci creano problemi. Poi ci sono contingenze ed eventi, che pur da loro non voluti (figurati!) li fanno emergere dal loro mondo di solitudine, stenti e silenzio.
Può essere l’arrivo di un freddo improvviso, una nevicata, un malore, un automobilista che non li vede (sono invisibili!) e li travolge con la sua macchina, la morte.
Qualche mese fa a Foggia è morto un barbone, capelli lunghi, coperta sulle spalle, un cane guida e tre-quattro che gli andavano dietro. Gli è crollato addosso un muretto che forse stava scavalcando per rientrare nella sua tana.
E chi non lo conosceva!
Non era di Foggia, poi si è scoperto, ma da anni aveva stabilito qui la sua residenza itinerante. La cosa, mentre ha trovato più colore che calore fra le notizie locali, ha poi creato un problema fra le autorità competenti al disbrigo delle pratiche conseguenti, e il cadavere del barbone: chi era costui!!!???
Un paio di mesi di attesa, il cadavere in frigo, poi…. “era di Potenza, nome, cognome ed età”.
Bene, “Garibaldi”, qualcuno lo chiamava così, capelli lunghi e coperta-poncho sulle spalle, oppure “il-chirurgo-che-aveva-ammazzato-la-moglie-durante-un-intervento-non- riuscito”, fateci caso, affidiamo quasi sempre al loro pentimento-randagistico la stessa motivazione, viveva a Foggia, fra noi, da anni. “Comprami un pezzo di pizza per favore!” ti chiedeva seduto per terra accanto alla porta di una pizzeria. “Vuoi i soldi?” – “No, comprami la pizza!”. Eppure, nessuno, mai nessuno, neanche chi lo poteva e lo doveva fare, si è mai preoccupato di chiedergli chi era. Mentre accertamenti di varia natura si fanno per qualsiasi altro cittadino, che poi a volte si mostra pure insofferente all’intrusione e alla perdita di tempo.
Credo che nei confronti di queste persone, gli invisibili, una comunità, a propria ed a loro garanzia, debba trovare “forme di adozione”. Almeno conoscere la persona ed il carico di problemi che si porta dietro.
I problemi poi, possiamo anche tralasciarli, ma ce li ritroveremo nel corridoio di un ospedale, rifugio per una notte troppo fredda, o sulla panchina di un parco pubblico nascosti sotto un cartone.
Gli invisibili sono una “minima minoranza”, io avrei qualche idea, quasi a costo zero, per risolvere i loro e i nostri problemi.
Raffaele de Seneen


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