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Grande inciucio o unica soluzione possibile per il Paese?

Scritto da redazione il 28/4/2013


Grande inciucio o unica soluzione possibile per il Paese?

Nato il governo Alf-etta, in attesa di vedere se riesca o meno ad ottenere la fiducia delle forze politiche più rappresentative del paese è iniziata, come al solito, la dietrologia che da tempo ormai caratterizza la vita politica italiana. Sono trascorsi mesi nei quali ci siamo comunemente interrogati su cosa sarebbe successo nel PD se le primarie le avesse vinte Renzi, non accettando la realtà del giudizio espresso dall’elettorato, e finendo così per determinare le dimissioni di un ormai confuso Bersani da Segretario del partito. Peraltro è di queste ultime ore la dichiarazione del Sindaco di Firenze che sostiene fermamente di non aspirare affatto alla segreteria del PD. Si è poi passati alla dietrologia sull’elezione del Presidente della Repubblica: “Perché mai il PD non ha accettato l’ipotesi Rodotà che forse avrebbe potuto scongelare il clima con i Cinque Stelle?”. E chi lo dice che sarebbe poi stato effettivamente così? Adesso si comincia a vociferare che questo governissimo di larghe intese alla tedesca forse avrebbero potuto risparmiarcelo; che probabilmente non terrà a lungo per le troppo numerose divergenze dei programmi; che Grillo è stato tagliato completamente fuori dai giochi, interpretando erroneamente la politica il risultato elettorale. Si sa, l’Italia è il paese dei se e dei ma, e rischia di perdersi dietro alle chiacchiere, mentre è giunto il momento di agire con determinazione per fermare la recessione in picchiata libera. Personalmente non ho ancora un’idea precisa dei 21 ministri che formano la squadra di governo. Leggo, comunque, che si tratta di donne, di giovani, di rappresentanti di altre culture. E questo non può che farmi piacere. I Cinque Stelle hanno determinato da soli, con i loro atteggiamenti di rifiuto al dialogo, l’ingovernabilità, tirandosi fuori da ogni gioco possibile, sebbene largamente caldeggiati da Bersani e dal PD. Mi pare, a questo punto, che dietrologia a parte, non si possa attribuire alcuna responsabilità al partito di centro-sinistra, che pure ha tentato ogni carta pur di governare insieme ai Grillini. I fatti poi hanno inevitabilmente condotto alla soluzione di compromesso tra due forze politiche assolutamente diverse e forse troppo distanti l’una dall’altra, quali sono il PD e il PDL. Ma qual era l’alternativa? Davanti all’opposizione irragionevole di un gruppo politico che, vinte le elezioni, si ostina a non voler accettare alcuna responsabilità di governo, si poteva solo tornare a votare o tentare un accordo, unica soluzione possibile per uscire dall’impasse determinata dai Grillini. Il tentativo di dar vita a questa nuova coalizione politica è, perciò, in ogni caso apprezzabile, come sforzo dei partiti di dialogare tra loro, nell’intento di trovare soluzioni ragionevoli per la sorte del Paese. Lo stesso Napolitano, rieletto, ha dettato una sorta di diktat alla politica, esortando tutti a trovare soluzioni accettabili in tempi brevi, per senso di responsabilità sociale e nel rispetto della volontà politica dei cittadini elettori. A questo punto, non ci resta che attendere fiduciosi nel buon esito di questa “alleanza” che non è certamente “il migliore dei mondi possibili”, per citare l’ottimismo del filosofo tedesco Leibniz, ma nemmeno l’ultima delle soluzioni ancora rimaste.
Antonietta Pistone


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