GazzettaWeb.info
COLLABORA
corsi
ParlarePubblico
Sei qui: GazzettaWeb
Invia questa pagina ad un amico Versione stampabile

Grillo Boom

Scritto da redazione il 2/3/2013


Grillo Boom

Ciò che non riesco a capire è come non si possa comprendere che stiamo attraversando in Italia una fase di dura recessione che ci mette seriamente a rischio tutti quanti. Mai come ora il paese ha bisogno di stabilità, di fiducia, di un governo forte che provi a sostenere il peso delle difficoltà (per usare un eufemismo) che abbiamo e che avremo. Mai come in questo momento soffriamo di sfiducia, instabilità, crisi di governo. Non vorrei dovermi dare ragione in modo autoreferenziale, da qui a qualche tempo. Ma proprio nei momenti più duri è necessario non perdere la testa, non cedere alla demagogia o al populismo. Eppure, stranamente, è proprio in questi terribili frangenti della storia che tutto inevitabilmente si ripete, con logica quasi ferrea e assolutamente predittiva. Un partito che tale non è ha quasi fatto il pieno dei voti, per la rabbia degli italiani, i quali hanno preferito la protesta alla concertazione sensata delle proposte. Sappiamo tutti che anche i movimenti hanno un loro programma. Ma non ci sfugge che quegli stessi movimenti, che si propongono come dirompenti nei confronti del passato, hanno più voglia di rompere, appunto, che di costruire. Ci va bene il nuovo, ma non possiamo considerare ragionevole, in questo momento storico, la lotta fine a se stessa, condita di insulti e di comiche trovate e prese in giro tra i leader dei vari orientamenti. Leader dai quali, a questo punto, pretendiamo serietà e coerenza, stabilità e sostegno, nella convinzione di poter democraticamente contare su un governo che sia tale per il paese. I vari Gargamella-Mastro Lindo smacchiatori di giaguari, nani, comici surfisti dell’ultima ora, ci appassionano, ma non più di tanto, ormai. Vogliamo passare il testimone ai giovani, ma non possiamo accettare che questi ultimi, nella foga della loro esuberanza, calpestino memoria ed esperienza senza colpo ferire. Da ormai quasi una settimana c’è una coalizione di sinistra che, seppure di poco, ha vinto le lezioni politiche, e chiede di poter governare con l’appoggio di forze nascenti, per evitare di doversi legare a posizioni superate e stantie che solo un disaccorto elettorato ha ancora potuto riproporre allo scenario italiano ed europeo. Si attende trepidanti che il capo dello stato affidi a qualcuno l’incarico di formare il governo. Ma, nel frattempo, sarebbe apprezzabile che i leader si consultassero sui programmi, nel rispetto delle reciproche visioni politiche, piuttosto che giocare a chi lancia l’offesa migliore. In Italia si vincono le lezioni promettendo di togliere l'IMU senza affrontare, di fatto, i reali problemi del paese. Ed è un po' come fare elemosina di pesci senza insegnare a pescare. Fa bene Napolitano quando ribadisce responsabilità e serietà, per essere credibili con l’elettorato, che ha sempre ragione, e con l’Europa che, mai come adesso, ci guarda con estrema attenzione. Questo lo chiede anche la gente. Non si vuole tornare al voto ad ogni costo. Anzi, sarebbe assai di gran lunga preferibile evitarlo. Ma nessuno può prevedere cosa accadrà di qui a sei mesi. Mi auguro solo non si debba rimpiangere il governo Monti o quella mancata alleanza con la coalizione di sinistra che, caparbiamente, è stata rifiutata dal Presidente del Consiglio dei Ministri. Con i risultati che tutti oggi vediamo. Se i giovani vogliono governare cosa aspettano? Si facciano avanti, si propongano da vincitori. Se tali sono davvero lo potranno dimostrare solo sul campo.
Antonietta Pistone


Gazzetta Web