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IL CONSIGLIO CHE NON PORTA CONSIGLIO: SECONDA PUNTATA DEL CASO “VILLA MARIA”

Scritto da redazione il 2/2/2011


IL CONSIGLIO CHE NON PORTA CONSIGLIO: SECONDA PUNTATA DEL CASO “VILLA MARIA”

Si è svolto a Volturara Appula Mercoledì 26 Gennaio, il consiglio comunale straordinario per discutere il caso del centro di riabilitazione “Villa Maria”: straordinario però per la sua inutilità e non solo.

Il consiglio è stato aperto dal rappresentante della minoranza, Leonardo Russo, che ha riassunto, documenti alla mano (messi a sua disposizione anche dalla S.A.R.A. srl), la storia del centro, ricordando che lo stesso è tale ed autorizzato all’esercizio dalla Regione Puglia fin dal 2008 e che è ad un passo dall’accreditamento per accedere a finanziamenti in regime di convenzione: quell’ultimo passo bloccato dall’amministrazione comunale.

Egli ha sottolineato che in tutti gli anni di attività la struttura ha servito soltanto il 2% della popolazione anziana di Volturara, ragion per cui cade la motivazione cara al sindaco di agire nell’interesse della comunità anziana residente. Ha fatto notare come invece un centro di riabilitazione potrebbe, con le sue figure mediche e paramendiche, essere realmente utile a tutti gli anziani del luogo, considerando anche il fatto che ben 3 strutture ricettive per anziani sono in costruzione in altri Comuni del Preappennino Dauno Settentrionale, territorio privo invece di presidi di riabilitazione.

Ha evidenziato anche che un centro di riabilitazione rispetto ad una residenza socio-sanitaria assistenziale (obiettivo della giunta) offre un livello occupazionale nettamente superiore (circa il 60% di personale in più elemento questo di fondamentale importanza in un territorio in cui la piaga della disoccupazione non accenna a risanarsi, anzi, oggi come ieri, spinge molti cittadini all’emigrazione.


Presa la parola, il sindaco Baldi ha fatto riferimento al centro chiamandolo casa di riposo (afferma chiaramente “Per noi è una casa di riposo”, come a voler cancellare tutte le azioni amministrative comunali e regionali risalenti al periodo in cui egli non ha ricoperto la carica di sindaco).

Ma veniamo al nocciolo della questione: il certificato di agibilità. Ricordiamo che il centro ha già un certificato di agibilità (altrimenti come avrebbe potuto la Regione Puglia nel 2008 autorizzare all’esercizio?), ma esso si riferisce ad una casa di riposo (poiché in quel momento era tale) e non ad un centro di riabilitazione.
Baldi ha poi spiegato alla platea che vi sono sovraccarichi di esercizi che si differenziano tra casa protetta e presidio di riabilitazione, per cui il centro non è attualmente dichiarabile agibile. In un altro momento afferma che la S.A.R.A. ha effettuato dei lavori che hanno compromesso l’agibilità mentre la società afferma di aver eseguito divisori in cartongesso senza intaccare la struttura.


A questo punto sorge però spontanea un’altra importante domanda: il sindaco, in qualità di responsabile della struttura, se essa davvero non è agibile, non dovrebbe essere tenuto ad emettere immediatamente una ordinanza di chiusura a tutela delle persone che ivi soggiornano e lavorano? Non l’ha fatto. Perché?

Intanto i 32 dipendenti del presidio “Villa Maria” (ad un passo dalla messa in mobilità poiché la S.A.R.A.srl non riesce a sostenere oltre le spese per il personale senza quei finanziamenti che sono bloccati) pensano di costituire un comitato per battersi contro la chiusura dello stesso…

TO BE CONTINUED…..

Scritto da: Marisa Donnini


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