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IL DESTINO DEL MONDO IN MANO ALLE DONNE

Scritto da Antonietta Zangardi il 12/4/2015


IL DESTINO DEL MONDO IN MANO ALLE DONNE

IL DESTINO DEL MONDO IN MANO ALLE DONNE
(potrebbero ottenere rivincita e pari opportunità)
di Antonietta Zangardi

Ogni giorno aumentano le notizie sui “femminicidi” ma il momento storico che viviamo in Italia, in Europa e nel mondo, segna un altro record sulle donne, questa volta al positivo, in quanto si è aperta per loro una mirabile stagione di successi, visibilità, potere ed importanza politica.
Le quote rosa sono state inserite nelle proposte di legge per dare alle donne le pari opportunità. La loro presenza non deve solo essere numerica e quantitativa per bilanciare quella maschile ma deve essere accompagnata e riferita alla professionalità e alle qualità delle donne.
Le donne capaci, quindi devono essere presenti nei posti di comando, nelle cabine di regia e di potere, in altri termini “nelle stanze dei bottoni”.

Allegato:


Costatiamo che il mondo stia vivendo una stagione felice per le donne.
La più famosa donna potente è Angela Merkel, Presidente dell'Unione Cristiano-Democratica Tedesca (CDU) dal 9 aprile 2000. Fu nominata per la prima volta Cancelliera a seguito delle elezioni federali del 2005. È considerata da Forbes Magazine «la donna più potente al mondo.» È il capo di Stato più importante d’Europa.

Altro personaggio femminile molto singolare e professionale è Hillary Clinton da tanto tempo in vetta alle cronache e conosciutissima donna della vita pubblica americana.

Allegato:


È il volto femminile più popolare del panorama politico statunitense, di cui è protagonista dal 2001, prima come senatrice fino al 2009, poi come Segretario di Stato (terza donna a ricoprire tale carica) nella prima amministrazione Obama fino al gennaio 2013.
Molti analisti e osservatori della politica americana danno per certa la sua candidatura alle primarie democratiche per le elezioni presidenziali del 2016.

Aggiungiamo ancora Christine Lagarde, direttore del Fondo monetario internazionale, inclusa più volte nella lista delle 100 donne più potenti del mondo secondo la rivista Forbes.

Allegato:


Nel 2009, inoltre il Financial Times l'ha eletta "miglior ministro delle finanze dell'eurozona".
Se Hillary Clinton divenisse Presidente degli Stati Uniti d’America il prossimo anno il mondo potrebbe contare su tre leader, tre donne forti, determinate, paladine delle pari opportunità.
Tre donne che puntano al sodo, malgrado le diverse militanze politiche, Hillary di centro sinistra, Angela e Christine di centro-destra, ma tutte e tre sostanzialmente “femministe”, nel senso più giusto del termine, quello cioè che si riferisce alla parità e che lotta la discriminazione.
Angela Merkel ha scioccato il suo partito conservatore introducendo nuove regole riferite ai congedi per maternità. La crescita dei figli può essere condivisa con i papà, un grande beneficio per le donne, penalizzate nella carriera, quando decidono di occuparsi solo della famiglia.
La cancelliera ha specificato che non possiamo permetterci di fare a meno delle capacità delle donne e, quindi per legge, dal prossimo anno le donne occuperanno almeno il 30% dei posti nei Consigli d’amministrazione delle maggiori imprese tedesche.

Nella notte degli Oscar in America, l’attrice Patricia Arquette, nel suo discorso, ha parlato di disparità retributiva tra uomini e donne ed ha affermato, tra il plauso generale delle famose attrici presenti, di dedicare la statuetta vinta come migliore attrice non protagonista: “ … a ogni donna che ha partorito un figlio, a ogni mamma-contribuente, e cittadina: abbiamo lottato per la parità di diritti di tutti gli altri. Ora tocca a noi. È ora di ottenere la parità dei salari una volta per tutte, per le donne americane.”. Una chiamata alle armi pensando a chi è più debole.
Hillary Clinton, che non perde occasione per ricordare che è madre e nonna, vuole fare delle pari opportunità, una delle basi di partenza nel suo programma per la conquista della Casa Bianca.

Christine Lagarde, alla guida del Fondo monetario internazionale, nel suo blog ha denunciato che “… in troppi Paesi le restrizioni legali cospirano contro le donne per impedirci di essere economicamente attive, in un mondo che ha tanto bisogno di crescita, le donne possono dare un contributo solo se hanno di fronte a sé delle pari opportunità”.


Se le donne al centro del mondo politico, economico e culturale, che appartengono a mondi diversi, parlino all’unisono e puntino l’interesse sulla discriminazione e la disparità, non solo di trattamento economico, ma anche del loro ruolo nella nostra società, forse è giunta l’ora di fare un’inversione di rotta e cambiare mentalità.
È arrivato il momento di garantire alle donne un trattamento uguale a quello degli uomini, cominciando dalla retribuzione economica.
Tutte le statistiche dimostrano che, a pari mansione, una donna guadagna circa il 77% della retribuzione maschile. Siamo rimasti fermi al 1955.
Bisogna cambiare!!!
Queste donne potenti con la loro denuncia potrebbero dare un colpo all’imperante maschilismo e far trattare le donne come persone con uguali diritti.
    


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