GazzettaWeb.info
COLLABORA
corsi
ParlarePubblico
Sei qui: GazzettaWeb
Invia questa pagina ad un amico Versione stampabile

IL FENOMENO RELIGIOSO NELL’ERA HI-TECH

Scritto da redazione il 25/2/2015


IL FENOMENO RELIGIOSO NELL’ERA HI-TECH

IL FENOMENO RELIGIOSO NELL’ERA HI-TECH
di    Nicla Simeone (Centro Studi Territoriale di Poggio Imperiale)

Oggi, più che mai, ci chiediamo se sia possibile o meno parlare di religione o religioni: l’uomo ha un rapporto con il divino oggi?
É difficile definire “che cosa sia la religione”, data la trasversalità del fenomeno, che attraversa ogni ambito, ogni contesto umano e sociale.
Il teologo Friedrich Schleirmacher, ha definito la religione come “intuizione e sentimento dell’universo”, il sociologo    Émile Durkheim, invece come un “sistema di forze sociali obbligante e vincolante” o ancora, come “calore, vita, entusiasmo, esaltazione di tutta la vita mentale”.
Ciò che si vuole denominare “religione” costituisce dunque l’aspetto essenziale per la comprensione dell’uomo e dei rapporti culturali e sociali che legano gli individui tra loro.
La religione getta le sue radici in qualcosa (il sacro) o in qualcuno (esseri sovrumani, dei, Dio) che trascende la dimensione umana e si pone in funzione di una realtà ontologica.

Allegato:

Etimologicamente il termine religione deriva dal latino “religio”, che a sua volta è collegato a due verbi “religare” e “religere” “relegere”.
Cicerone nel De invenzione definisce la “religio” come la cura e il timore o venerazione di una qualche natura superiore, divina.
Gli antichi sottolinearono o l’aspetto oggettivo (i rapporti stabiliti mediante il culto con gli dei), o l’aspetto soggettivo (l’osservazione scrupolosa di quelle pratiche) della religione.
L’uomo è un homo religiosus sin dalle religioni tribali, totemiche, romane, sino ad arrivare alla religione cristiana, ebraica e islamica.
La religiosità è una dimensione antropologica costitutiva dell’uomo che ha sempre cercato un’entità sovrumana o divina a cui aggrapparsi. Da ciò derivano i numerosi luoghi sacri, feste, comunità religiose dove l’uomo incontra il divino (chiese, monasteri, totem, sinagoghe, templi ).

Nella post-modernità tv, cellulari, smartphone, iphone, tablet, notebook, e-mail, social network    influenzano sempre più il modo di pensare, di comunicare e persino di vivere dell’uomo. Sembra quasi che il fenomeno religioso ormai appartenga al passato ma, come rivelato dal sociologo britannico Roland Robertson, la religione viene concepita come espressione di una cultura che diventa globale. Pertanto in questa era    appunto hi-tech la religione non viene più considerata per i suoi contenuti, quanto per le relazioni che la collegano alle altre religioni e culture esistenti nel pianeta: ecco perché si parla di religione globalizzante, il cui esempio è la religione giapponese impregnata di sincretismo, pluralismo e relativismo culturale.
Certo l’enorme processo della globalizzazione ha messo in crisi non solo le identità culturali, ma anche quelle religiose. Dal religioso per tradizione radicato nel tempo e nello spazio, infatti, si è passati al religioso per scelta, la cui spazialità muta nel tempo. È il caso del sociologo Peter Ludwing Berger che sottolineò l’aspetto pluralista della religione oggi, in memoria della tarda antichità in cui pagani, cristiani ed ebrei convissero a lungo in città come Roma, Alessandria ed Antiochia.
Il problema oggi sta nella costruzione di una propria identità religiosa e nella sua conservazione, in quanto la religione è un fenomeno in continua ridefinizione.
Ecco allora che    vivendo nel nichilismo, nell’eclissi del sacro, o del semplice sacro fatto in casa, si rischia quasi di far passare la fede da un punto di riferimento della comunità ad un opzione tra le tante cose.
Internet oggi è la nuova agorà dove ci si scambia idee, pensieri, permettendo un superamento della fede per dare spazio a sette, culti misterici, organizzazioni esoteriche.
Tale spazio virtuale azzera le memorie collettive religiose per dare spazio a nuovi movimenti religiosi (new age, scientology, pentecostalismo ). Ciò permette di perdere di vista dei veri punti di riferimento per dare spazio al narcisismo, all’individualismo contemporaneo, all’anarchia.
Allegato:

La fede ha sempre aiutato l’uomo nella sua crescita umana e spirituale, accompagnandolo nel corso della vita anche nei momenti più bui, per ricondurlo sulla retta via. Ecco allora che l’uomo oggi è chiamato all’ana-theos (etimologicamente tornare a Dio dopo Dio) per combattere le sfide dell’indifferentismo e dell’egoismo umano, senza dimenticare che la fede (la religione) e la ragione    (la scienza) “sono le due ali che conducono alla verità”, come disse il beato Giovanni Paolo II nella sua enciclica Fides et Ratio.
    


Gazzetta Web