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IL GADD SCRIVE AL PRESIDE DI AGRARIA

Scritto da redazione il 2/9/2011


IL GADD SCRIVE AL PRESIDE DI AGRARIA

Chiarissimo Preside della facoltà di Agraria,
a scriverLe è il “gruppo amici della domenica” (GADD).
Un gruppo nato per caso su facebook ad opera di alcuni cittadini che rivendicavano il semplice diritto di vivere in una città normale. Il gruppo da virtuale è diventato reale, grazie alle iniziative domenicali, da qui il nome, di andare ad incontrandosi per viversi insieme una tranquilla mattinata in un posto degradato della città, partendo dall’assunto, forse un po’ drastico, ma sicuramente efficace, che il degrado quando c’è dipende dal comportamento di ognuno di noi.

Ci siamo richiamati noi per primi all’etica della responsabilità, cominciando a non girare più la testa dall’altra parte, cercando di coltivare il senso civico all’interno del gruppo e accendendo i riflettori su cose che di volta in volta non ci piacevano e richiamando, con lettere aperte come questa, alla solidarietà , al rispetto delle regole e all’intervento di chi avesse competenze o responsabilità per risolvere i problemi che andavamo segnalando.

Il gruppo ora è diventato molto numeroso ed attivo e le amicizie virtuali si sono trasformate in reali e concrete. Un gruppo fatto di donne e di uomini spinti dalla convinzione che insieme S POT FA .
Siamo convinti che con l’aiuto di tutti la nostra comunità possa risalire dai posti più bassi che detiene oramai da troppo tempo nelle classifiche per vivibilità, e questo non per amore di guinness dei primati, ma perché non vogliamo più vedere i nostri figli fuggire da Foggia.

Ci siamo fatti portatori di speranza. La speranza che insieme si possa fare. Portatori di speranza che si possano creare reti a magli strette capaci di pescare e trattenere i nostri figli e permettere quindi loro di sviluppare i propri progetti di vita per direzioni volute e non obbligate.

In questa logica di portatori di speranza e di costruttori di reti ci troviamo a scrverLe oggi, in quanto preside di una facoltà della NOSTRA Università.
L’università di Foggia forma nostri figli e, come corpo integrato della nostra comunità, ha l’obbligo di creare tutte le condizioni perché ci possano rimanere per contribuire alla crescita ed allo sviluppo della comunità stessa.

Veniamo al dunque della nostra missiva per importunarLa il meno possibile.
Alcuni dei nostri amici del GADD hanno notato che molti alberi delle nostre vie cittadine e della villa presentano foglie avvizzite e trapuntate da buchi inquietanti, che danno una triste impressione di malattia.
Temiamo che questa situazione possa essere foriera di danni gravi, tali da farci ipotizzare addirittura il rischio di caduta degli alberi.
Siamo convinti, spinti quanto meno dal senso comune, che una città alberata renda migliore la qualità della vita di una comunità.

Siamo qui a chiderLe, quale preside della facoltà di agraria, l’aiuto del Suo istituto, per quella rete che ci stiamo sforzando di costruire e per rafforzare, insieme a Lei, l’idea collettiva che l’Università sia effettivamente un corpo incluso nella comunità foggiana e faccia sentire ogni membro della stessa orgoglioso di questa nostra istituzione.

Le chiediamo che la Sua facoltà possa interagire con un agronomo del nostro gruppo, il dott. Di Chio Ferdinando, che si è già attivato per cercare di fare una diagnosi della situazione, perché si possa approntare un piano d’intervento, preparando un percorso di azioni da fare, da presentare con il tramite del GADD , all’amministrazione comunale.

Ci corre l’obbligo, sicuramente superfluo, di fare un richiamo alla Sua sensibilità, ricordando le disastrate condizioni economiche della nostra città e anticipandole che per il risanamento degli alberi il GADD si attiverà per far adottare a singoli cittadini o ad enti i singoli alberi da trattare, accollandosene quindi i costi.

Siamo certi che questo nostro appello di cittadini normali ,che vogliono vivere in una città normale, non possa cadere nel vuoto, sicuri come siamo che un’Università normale non possa non volere che la gioventù che essa stessa ha contribuito a formare non fugga più, costretta dal bisogno di andare a vivere in un posto più degno di essere chiamato città.

GLI AMICI DELLA DOMENICA


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