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IL “LIBRO” E LA SUA SOPRAVIVENZA

Scritto da redazione il 5/11/2014


IL “LIBRO” E LA SUA SOPRAVIVENZA

IL “LIBRO” E LA SUA SOPRAVIVENZA
di Antonietta Zangardi

Allegato:

Viviamo nell’era digitale e sembra che la sopravvivenza del Libro sia ormai molto precaria.
Lo scontro senza tregua tra la carta e il digitale ha indotto l’Accademia della Crusca e il Ministero degli Affari esteri a dedicare al “Libro” la XIV Settimana della Lingua italiana nel mondo, spingendo tutti a una riflessione.
Questa manifestazione avviene annualmente nelle principali città di molti Paesi del mondo e quest’anno si è svolta dal 20 al 25 ottobre 2014.
L’inserto della “Crusca per voi” n. 48 edito dall’Accademia della Crusca è intitolato “Il Libro”, di Ethel Serravalle Porzio. In esso si analizza la sorte del Libro, nella fase in cui la sua sopravvivenza sembra essere messa a rischio.
Andiamo per gradi
La Serravalle Porzio possiede una vasta esperienza di insegnante, è curatrice delle sorti del libro ed esponente di primo piano nel dibattito politico per il rinnovamento dell’educazione e della Scuola in Italia.
Nell’opuscolo dal titolo “Il Libro”, esalta la potenza dello “scritto”, anche se i nativi digitali hanno una marcia in più.
Esordisce affermando che “…lo straordinario contributo dato dagli autori che si sono cimentati nella ricerca, anche linguistica, delle espressioni più efficaci e idonee a esprimere la varietà dei contenuti, ha consentito, oltre al costante arricchimento e affinamento delle lingue, l’accumulazione di contenuti scritti di varia natura che costituiscono ormai un patrimonio irrinunciabile dell’umanità...”.
I libri sono un capitale destinato a crescere anche nel futuro e a produrre degli utili, perché la cultura genera cultura, come è sempre avvenuto, anche nei periodi più bui.
Le nuove tecnologie potranno essere un “formidabile moltiplicatore se usate con intelligenza e competenza”    ma è sempre l’uomo che gestisce e governa i processi e la cultura si diffonde grazie al binomio Autore – Editore.
L’efficacia della parola scritta è infinita anche perché la carta conserva ancora tutto il suo fascino sia per la sua versatilità sia per l’immediatezza creativa.
“Il calore della carta e l’autenticità di uno scritto fatto col cuore” sono dei beni irrinunciabili per tutti.
Il libro è un amico discretissimo, non è petulante, si offre a noi solo se richiesto, non protesta se lo lasciamo per una sosta. Pur essendo ricco di parole, tace e aspetta.
La lettura è una delle attività più sovversive ecco perché è una delle prime che i dittatori limitano.
I politicanti in genere temono le menti creative e tutti quelli che detengono il potere della “parola”.
Per diventare forti lettori occorre esercitarsi anche a scrivere e provare piacere nel farlo.
Dobbiamo mantenere un legame preferenziale con la carta, attraverso la quale generazioni di alunni hanno costruito la loro identità culturale.
Spetta alla Scuola stabilire un connubio tra il linguaggio verbale e le tecnologie della comunicazione, poiché i testi scritti a mano oppure digitati sul computer possono benissimo convivere nel futuro.
Si può leggere un libro da soli e poi anche tuitterare con gli amici sul libro letto.
La Serravalle Porzio finisce affermando che fino a quando la carta stampata sarà capace di proporre ai lettori, che ne sono i naturali destinatari, qualcosa di appassionante e coinvolgente, il “Libro” continuerà ad esistere e a deliziarci con i suoi contenuti.


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