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IL MUTEVOLE CORSO DEL DESTINO

Scritto da redazione il 5/10/2012


IL MUTEVOLE CORSO DEL DESTINO

Talvolta i risultati di un incontro casuale o voluto di due persone può mutare il destino di un individuo e non solo, come avvenuto in conseguenza del randez vous Garibaldi-Mazzini alla fine di luglio 1832. Di conseguenza la sorte ha riservato a Garibaldi un avvenire glorioso e all’Italia ha cambiato in positivo l’assetto politico e storico mutandola in unità nazionale, dopo aver spazzato stati e staterelli.

             I fatti. Nel 1833 il giovane marinaio di 3^ classe della Real Marina Sarda, Giuseppe Maria Garibaldi assolve gli obblighi di leva imbarcando su una nave sabauda. Iniziato da Giovambattista Cuneo alle dottrine della Giovine Italia fondata da Mazzini nel 1831 e avendo letto il libro Vite Parallele di Plutarco, che contribuisce ad avvampargli il già innato istinto della libertà, Garibaldi diviene vivente incarnazione dell’idea di indipendenza e di associazione dei popoli. All’atto dell’arruolamento, secondo le usanze del tempo per evitare i casi di omonimia, sceglie il nome di guerra Cleombroto, nome dell’antico eroe di Sparta, fratello di Leonida e padre di Pausania. In quegli anni di sorde agitazioni in Italia per la sete di libertà, brucia l’animo, specialmente dei giovani. Alla fine di luglio del ’32, Garibaldi finalmente vede e conosce Mazzini dal quale riceve un compito e una parola d’ordine per far scoppiare la rivoluzione in Liguria, alla quale egli dovrà partecipare col compito di fare proseliti nella Regia Marina. Se il movimento riuscirà, Garibaldi in unione con i suoi compagni dovrà far saltare in aria la nave sulla quale è imbarcato o impadronirsene e metterla a disposizione dei repubblicani. Si tratta della fregata Des Geneys. Occorre precisare che questa nave ha il nome del barone Giorgio Andrea Des Geneys, ammiraglio ancora in vita che nel giugno 1804 è stato fondatore della Real Marina Sarda nelle acque della Maddalena, giovanissima cittadina gallurese della quale è stato sincero e generoso amico, adoperandosi con ogni mezzo per il suo sviluppo sociale ed economico. Ma, a parte queste lodevoli qualità umane, tornato a Genova, Des Geneys, Comandante in Capo della Marina Piemontese, è un militare inflessibile, ha instaurato un regime di disciplina ferrea. In quegli anni ci sono processi feroci, condanne spietate e diverse fucilazioni, specie contro gli affiliati della Giovine Italia. Insomma, regna ovunque un’aria coercitiva, anche nella semplice manifestazione di un malessere.    Ma la programmata rivoluzione ideata dalla Giovine Italia fallisce sul nascere per cui il pericolo di finire davanti al plotone di esecuzione per alto tradimento è gravissimo. Altre fonti sostengono che il fallimento dell’azione rivoltosa nasce a bordo della Des Geneys, quando un sottufficiale membro della congiura si tira indietro da possibili guai riferendo al suo comando la trama che bolle in pentola, per cui a bordo, Garibaldi sente tremare il ponte sotto i piedi e fa di tutto per scendere a terra e fuggire. Chiede ed ottiene dal medico di bordo una licenza per curarsi un’infezione venerea. Non sappiamo se il medico si sia accertato della reale esistenza dell’infezione. Fatto sta che Cleombroto col biglietto di licenza in mano discende la passerella e riesce a prendere il largo per andarsi a rifugiare prima a Marsiglia e poi in Sud America. Il resto è storia risaputa. Ma ciò non è tutto: complementare al corso del destino di Garibaldi, il fato mutò in positivo anche la sorte dell’Italia che, in conseguenza della Spedizione dei Mille operata dall’Eroe quando farà ritorno in Italia, approderà alla sospirata unificazione nazionale. …grazie a quell’incontro del 1832!

                                                                                                                                                                                                                     Giovanni Presutti


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