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IL POETA MICHELE URRASIO UN NOME CHE CI RAPPRESENTA E CI ONORA

Scritto da edelpoggio il 20/11/2017


IL POETA MICHELE URRASIO UN NOME CHE CI RAPPRESENTA E CI ONORA

Nello scenario del Castello Miramare di Formia, che si affaccia sullo stupendo Golfo di Gaeta, il 16 ottobre 2017, si è svolta la cerimonia di premiazione dei vincitori del Premio Internazionale “Tul-liola-Renato Filippelli” 2017. Un Premio di poesia, narrativa e saggistica che punta, inoltre, a evi-denziare personalità che lottano quotidianamente contro le mafie, nell’intento di rendere la nostra società più libera e più giusta. Quest’anno per la “Sezione Premio per la legalità contro le mafie” è stato insignito della medaglia della Presidente della Camera Laura Boldrini il Procuratore della Re-pubblica a Reggio Calabria, Federico Cafiero De Raho.
Dell’onorevole Giuria, presieduta da Annella Prisco, ha fatto parte anche il direttore del “Forto-re” Michele Urrasio, il quale ha preso posto accanto al professore Emerico Giachery, premiato con un gioiello in bronzo bagnato in oro nella “Sezione opere dedicate alla poesia di Renato Filippelli”. Il grande italianista è l’autore della prefazione della silloge di Michele Urrasio, intitolata Il nodo cadu-to (Piero Manni Editore, 1999), in cui Emerico Giachery afferma: «Va subito detto che siamo in pre-senza di un libro notevolmente omogeneo per sicura e costante qualità di scrittura, unità di tono, coerenza di stile, per ben caratterizzata voce e musica riconoscibile in ogni pagina. Unica sinfonia in più movimenti, dunque. Compatto canzoniere nel senso petrarchesco, tessuto di variazioni, riprese, continui e sottili approfondimenti tematici.»
E, dopo un’attenta analisi degli elementi che animano i versi, della «serie significativa di nuclei semantici essenziali e ricorrenti, di parole-chiave che costituiscono i punti di forza dell’universo im-maginario e verbale che esprime la poesia di Urrasio», l’illustre prefatore conclude sottolineando che «il libro sembra aprirsi a un orizzonte rappresentato dalla continua novità della vita nella sacralità degli affetti.»
È senza dubbio «uno dei messaggi più intensi» che il professore Giachery ha puntualizzato e ri-badito, mediante un’analisi più approfondita e dettagliata, in occasione della presentazione del vo-lume Il nodo caduto, tenuta nell’Auditorium della Banca Nazionale del Lavoro di Roma, il 21 marzo 1999, alla presenza del Sindaco di Lucera, recatosi appositamente a Roma per onorare il poeta Urra-sio, di varie Autorità e di un folto pubblico altamente qualificato.



In quell’occasione Urrasio conobbe il nome del professore Renato Filippelli che lo avrebbe pre-miato nel 2003, quale presidente della Giuria del Premio Internazionale “Antonio Sebastiani” (Il Minturno), per la silloge Le pietre custodi. In seguito il nome di Urrasio e quello di Filippelli saranno accomunati per il rispettoso amore verso i padri, cui dedicheranno pagine di profonda intensità.
«Tra tanti libri sulle madri, non molti quelli dedicati ai padri. Il rapporto col padre – scrive Eme-rico Giachery al poeta Urrasio – è sempre più problematico, più dialettico: dall'inevitabile contrappo-sizione, più o meno esplicita, più o meno consapevole, al padre nell'adolescenza e prima giovinezza, si giunge poi a un pieno recupero, che è in parte identificazione, e che è segno di raggiunta maturità. Il suo libro resterà tra i più belli di quelli dedicati al padre, accanto a "Pianissimo" di Camillo Sbarba-ro. Tanti anni fa mi capitò un bel libro di poesia sul padre di un caro e generoso amico, da non molto scomparso, che figura anche tra i Suoi estimatori: Renato Filippelli.»
Sappiamo da tempo che Michele Urrasio ha superato i confini della propria regione per imporsi a livello nazionale e oltre, ma ci riempie di orgoglio vedere il suo nome in commissioni di alto presti-gio. Il 2 settembre scorso è stato membro-relatore per la sezione poesia alla XLI edizione del “Pre-mio Minturnae-Ornella Valerio” di Scauri (Latina) e adesso, a distanza di pochi giorni, componente della Commissione Giudicatrice del Premio “Tullìola-Renato Filippelli”, che sotto la nostra presiden-za, è giunto alla XXIV edizione.
Traguardi prestigiosi che il prof. Urrasio ha raggiunto, grazie alla fedeltà di oltre mezzo secolo alla poesia, alla costante attività di critico letterario e d’Arte, e alla passione per un giornalismo serio e controllato, che ha permesso in particolare alla rivista di Cultura-Esperienze-Informazione, “Forto-re”, di raggiungere e oltrepassare un quarto di secolo con equilibrio e qualità.
Carmen Moscariello


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