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INAUGURAZIONE MOSTRA DI PITTURA “VARIAZIONI”

Scritto da redazione il 21/11/2012


INAUGURAZIONE MOSTRA DI PITTURA “VARIAZIONI”

San Severo 15 novembre 2012
Galleria “Spazio Ripoli” San Severo

Plutarco, nel suo scritto “Della gloria degli ateniesi” riporta quanto affermato dal poeta greco Simonide di Ceo. “La pittura è poesia silenziosa e la poesia è pittura che parla”. Nell’Associazione culturale “Lo Scrigno” convivono felicemente poesia e pittura e non solo. Lo Scrigno è un contenitore di cultura, non solo pittura e poesia ma, anche, musica, fotografia, prosa ed altro ancora.
Lo Scrigno è una piattaforma aperta a tutti quegli eventi che caratterizzano la produzione di arte e cultura contemporanea senza dimenticare l’eredità culturale di chi ci ha preceduto.
Questa sera, in questa splendida galleria d’arte, possiamo ammirare le opere di sei artisti del nostro territorio: Maria Anna Berardini, Rino Vittorio D’Amelio, Maria d’Errico Ramirez, Mirella Fantetti, Alessandro Sernia, Amalia Testa.
La mostra ha un titolo emblematico: “Variazioni”, un titolo scelto non a caso perché vuole evidenziare le diversità interpretative e i diversi percorsi dei nostri artisti.
Difatti, ogni artista presenta una propria idea creando una suggestione creativa unica che deriva dall’interiorizzazione del suo modo di vedere e intendere l’arte.
Ovviamente, come in tutte le mostre, il protagonista è il colore, quel colore che segna il percorso di ogni esistenza e che arricchisce ogni esperienza, quel colore che soltanto l’artista sa plasmare e proporre in evoluzioni cromatiche. 
Prima di parlarvi dei nostri artisti voglio congratularmi con la gallerista per la sapiente collocazione delle opere.


MARIA ANNA BERARDINI
Tra le opere della Berardini presenti in questa sala mi hanno colpito quelle che ci parlano di un mondo così vicino a noi geograficamente, ma    così lontano per tante altre cose, e non mi riferisco alla diversità religiosa, parlo dei paesi, che stanno vivendo la cosiddetta primavera araba, in continua conflittualità al loro interno, della tragedia della Siria, della Libia che non trova ancora una stabilità politica.
Il grido che emana dalle opere di Berardini è “Pace” per queste terre. La parola Pace in arabo è in un quadro, Allah in un altro, tre donne che entrano in una Moschea in un’ altra bellissima interpretazione.
Maria Berardini nella sua arte svolge con continuità la ricerca di nuove ispirazioni. Ed è proprio la possibilità di ritrovare l’uomo in una dimensione più umana che dà stimolo a questo suo indagare anche negli accadimenti che sovrastano la nostra vita. Il risultato è il messaggio sociale, naturalmente costruttivo,    che dà respiro a queste ultime sue opere.
Maria Berardini, che ho apprezzato come interprete del materico, ci offre anche quattro oli naturalistici che non cozzano affatto con quanto ho già detto. La natura è la culla dell’uomo, non importa l’età, l’importante è che l’uomo rispetti il proprio habitat e che ci sia “pace” anche verso madre natura che la pittrice caratterizza con la sua soggettività, attraendo in tal modo gli osservatori sia per l’uso della prospettiva che per l’originalità delle sue opere.
L’arte di Maria Bernardini non è statica, ma frutto dell’arricchimento continuo di tante esperienze che mantengono costanti la sua vena artistica e il suo indiscusso amore per il bello.








RINO VITTORIO D’AMELIO
Ho parlato prima di convivenza tra pittura e poesia, nel caso di Rino D’Amelio devo parlare addirittura di matrimonio.
Rino D’Amelio nelle sue tele è riuscito ad interpretare magistralmente alcune poesie di Giacomo Leopardi: L’infinito, Il sabato del villaggio, La ginestra.
Nell’Infinito, l’artista tenta di penetrare lo spirito di Leopardi partendo dalla percezione della realtà vissuta dal poeta. La poesia si fa forma e la forma diventa un ensemble di colori, sapientemente utilizzati come versi del poeta. La percezione dell’Infinito nell’omonimo quadro si fa realtà con la profondità e la prospettiva    che l’artista sa dare ad ogni sua opera.
Ne “Il sabato del villaggio” D’Amelio riesce a trasfondere il proprio sentire per un’attesa che metaforicamente non è la domenica ma il domani dell’uomo che vive sempre in attesa di qualcosa.
Nella “Ginestra” D’Amelio    sviluppa con i suoi segni il pensiero del Leopardi: la ginestra simbolo della condizione umana e del suo doloroso cammino fatto di cadute, risalite ed ancora cadute.
Altre quadri qui presenti costituiscono un insieme che il nostro D’Amelio chiama “Testimoni del passato”, sono paesaggi, angoli di masserie, zumate su aspetti di San Severo. E’ la memoria,    che trasportata sulle tele dà un velo di malinconia alle sue opere. Decisamente D’Amelio è un romantico. I suoi sono percorsi dell’anima, sono moti, sentimenti che con grande sensibilità riesce a trasportare nelle sue opere.


MARIA D’ERRICO RAMIREZ
Anche in Maria D’Errico Ramirez incontriamo un’opera ispirata da una poesia di Giacomo Leopardi: Il passero solitario.
Ramirez, con una pittura ridotta all’essenziale,    fa intendere scientemente quel che Leopardi metaforicamente esprime nella sua composizione: uno scontro tra la gioia di vivere e la propensione al pessimismo, un pessimismo che si avverte anche in quelle tele della pittrice nelle quali sono rappresentati con tecnica perfetta, che richiede una non comune abilità, rami, fiori scarniti, simboli della solitudine in cui, metaforicamente, vive l’uomo moderno. Il segno è molto importante per Maria D’Errico Ramirez: con pochi tratti sa raggiungere vette artistiche inusuali, la sua è una ricerca continua sul colore e sulle sue sfumature.
In taluni casi la pittura di Ramirez è fatta di sovrapposizioni con una visuale rapita da improvvise emozioni che non sempre emergono dalla non sempre facile rappresentazione del reale.
Anche nel materico Ramirez dà prova di un impegno profuso a piene mani: nei suoi lavori    materiali e cromatismi si confondono in una unità che pare naturale, ma offrendo un insieme di originale bellezza.
Nell’arte di Ramirez si nota una lotta tra il vecchio e il nuovo, tra la tradizione e la voglia di approdare ad un discorso innovativo.    Si guarda indietro e riscopre i macchiaioli e partendo da una macchia di colore fa emergere come per magia una donna.
Le opere di Ramirez sono frutto di un’indagine profonda condotta sui colori e sulle forme in cui vengono fissati i fattori psicologici ed emozionali che le permettono di esprimersi nel suo personale modo d’intendere l’arte.




MIRELLA FANTETTI
Una    inguaribile romantica è Mirella Fantetti, lo si legge nei suoi quadri che rappresentano donne, fiori, paesaggi. Una dimensione da sogno che emerge dai suoi colori. Figure e colori mantengono la loro definizione essenziale e raffinata. Le sue pitture sono simbolo di armonia e di perfezione grazie a una ricerca continua sulla forma.
Le sue immagini ci fanno sognare un mondo incontaminato, sempre più raro da incontrare, anche se la realtà ci parla di un mondo che in nome del progresso e di una “discussa civiltà” si sta avviando, forse, verso un baratro senza ritorno.
L’arte di Fantetti, ispirata ai grandi pittori del passato, è il risultato    di una ricerca continua sul colore e sulla forma. La notevole esperienza acquisita le permette di trasportare sulle tele la sua innata vena poetica e il suo indiscusso amore per il bello.
 Il linguaggio pittorico di Mirella Fantetti si impone per la forza espressiva che la pervade. L’artista    affronta attraverso i suoi dipinti, un racconto altamente poetico, la cui voce è accentuata dalle indovinate modulazioni cromatiche e dal senso di profondità spaziale.










ALESSANDRO SERNIA
Nell’universo di Alessandro Sernia un posto rilevante merita la figura femminile a cui l’artista cerca di dare    spessore psicologico ed emozionale nella ricerca continua di nuove dimensioni, in una genesi continua dell’ispirazione e della creatività. Le donne di Sernia esprimono una umanità sincera e tenera e fortemente sensuale. Particolarmente interessante è la figura della squaw, Pocahontas (soprannome che le fu dato da bambina e che voleva dire Piccola Svergognata). Sposerà un inglese e morirà    in Inghilterra ad appena 22 anni, forse per la nostalgia    per la propria terra, sentimento che Sernia ha saputo ben interpretare, soffermandosi soprattutto sull’espressione del volto della squaw dal quale traspare una profonda malinconia.
Nei suoi quadri, proposti con una loro sicura grazia e una carica di poesia che resta nella memoria, il vero soggetto è la luce che modella i colori attraverso morbide sfumature.
Il ritratto del fratello, la testa di un bambino sono espressione di una consumata esperienza ritrattista, ma il pregio di Sernia, che si rivela nei volti dei personaggi che ha fissato sulle tele, è la sua innegabile capacità di renderli reali. Mi vien da pensare a Michelangelo    e al suo Mosè: l’artista riesce a creare emozioni e sensazioni non solo a se stesso ma anche a chi ha la fortuna di guardare le sue opere.
Splendidi anche i paesaggi, perfetti nell’esecuzione, frutto di un percorso artistico che    si è sostanziato in una pittura vibrante e delicatissima, maturata con una perizia accumulata anno dopo anno, caratterizzata sempre più dalla ricerca di un continuo     perfezionismo che ha alla sua base una intensità di sentimenti ed emozioni, che noi osservatori leggiamo sui suoi quadri.




AMALIA TESTA
La magia artistica di Amalia Testa si esprime attraverso il vetro che utilizza per dipingere,     per creare sculture o oggetti meravigliosi.
Una persona straordinaria Amalia Testa per la sua capacità di esprimere con grazia ed eleganza emozioni e sentimenti che affida alle immagini che dipinge.
Il vetro non ha segreti per lei, lo piega al suo volere: con la sua pittura lo trasforma in un caleidoscopio di colori saggiamente mescolati, un cromatismo unico, una ricchezza di idee trasportate con    un pizzico di fantasia sul vetro.
La sua opera, che richiede sacrificio e lavoro, ispira ottimismo, sorride alla vita, è un messaggio universale di speranza: si può sorridere alla vita anche in periodi come quelli che attraversiamo, ogni opera di Amalia Testa è un sorriso che invita a non demordere.
Sotto un certo aspetto Amalia Testa ci ripropone un’arte antica anche se rivista con occhi contemporanei. Le sue opere impongono una sperimentazione e una ricerca sul vetro non indifferente.
E dal vetro nascono magicamente opere uniche che hanno come denominatore comune    la fantasia e la fantasia è figlia delle emozioni e della sensibilità.
Il prossimo mese è Natale, v’invito ad osservare la realizzazione della Natività su vetro che la nostra artista ha felicemente forgiato col vetro, un’opera ricca di profonda religiosità che ci riporta agli artisti di un passato lontano, ma che Amalia ha saputo realizzare con le sue doti artistiche e con l’occhio della fede.
Concludo con l’augurio ai nostri magnifici sei artisti di continuare sulla strada della nobile arte della pittura e sono certo che i risultati saranno sempre positivi. Un ringraziamento a Maria Teresa Savino, la presidente dello “Scrigno” per le serate culturali che sa regalarci, ancora un grazie alla nostra gallerista e soprattutto grazie a tutti voi presenti che avete seguito con attenzione l’inaugurazione di questa mostra di pittura.
GIUCAR MARCONE


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