GazzettaWeb.info
COLLABORA
corsi
ParlarePubblico
Sei qui: GazzettaWeb
Invia questa pagina ad un amico Versione stampabile

INTERNET, CROCE E DELIZIA

Scritto da redazione il 12/12/2013


INTERNET, CROCE E DELIZIA

Una realtà dominante del nostro tempo

INTERNET, CROCE E DELIZIA
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                        Terza parte
La Net-dipendenza
Il primo libro (1996) dedicato alla net-dipendenza (Internet Addiction Disorder) è di Kimberly Young, psicologa dell’Università di Pittsburg. Quattro anni fa è stato aperto al Gemelli di Roma un apposito ambulatorio, diretto del dr. Federico Tonioni, seguito a ruota dalle Molinette di Torino. I disturbi sono vari: reazioni compulsive, gioco d’azzardo patologico, stato confusionale, distrazione perpetua, depressione, crisi dei rapporti interpersonali, sdoppiamento della personalità.
Su quest’ultimo aspetto si è soffermata, sempre nel 1996, Sherry Turkle (Vita sullo schermo), sociologa del MIT di Boston, che ha indagato sul passaggio dal tempo in cui si impartivano ordini alla macchina, a quello attuale, in cui è sopraggiunto il dialogo, con navigazione in mondi simulati e creazione di realtà virtuali. Non è la sindrome del Dr. Jekyll e Mr. Hide, espressione di due mondi impenetrabili; qui c’è consapevolezza della propria doppiezza, perché spesso si costruisce on line una personalità diversa, che convive con quella reale, col risultato che si rischia di preferire la vita on-line, virtuale, rispetto a quella fisica, off-line.
Possono essere gravi le ripercussioni nella vita sociale, perché si declassa l’impegno civile e politico e si trascura l’ambiente fisico della propria città, perché di là, nel web, sta nascendo una città altra.
Paradossalmente, però, questa città, pur attraversata da un reticolo inestricabile di connessioni, è abitata da persone sole. Se ne occupa ancora la Turkle nel suo ultimo libro, Alone together, pubblicato in Italia da Codice, col titolo “Insieme ma soli”.        
Ma a questo risultato era giunta già 15 anni fa una ricerca commissionata alla Carnegie Mellon University dai giganti delle telecomunicazioni (Intel Corporation, AT & T e Hewlett Packard), per magnificare le virtù di internet. Gli studiosi – ironia della sorte – hanno invece accertato che depressione e solitudine aumentano proporzionalmente al tempo dedicato alla connessione alla rete, perché i rapporti on line sono troppo spesso fittizi e superficiali e nulla può sostituire i rapporti interpersonali.
A proposito del libro della Turkle, proponiamo un’immagine che è la rappresentazione, fantasiosa ma non troppo, della famiglia contemporanea supertecnologica. I vari componenti sono su un grande letto matrimoniale, che dovrebbe essere in qualche modo il simbolo della condivisione. Sono insieme fisicamente, ma in realtà sono soli, perché ognuno di essi, alle prese con computer o tablet, insegue il proprio mondo, comunica e condivide con i propri corrispondenti universali, ma non con gli sta accanto.
È la solitudine tecnologica del postmoderno, bellezza!

Sistema infallibile?
C’è qualche altro aspetto da ricordare. Uno riguarda una presunta infallibilità di quanto appare sul web. Howard Rheingold, grande esperto della materia, nel suo libro Perché la rete ci rende intelligenti (Cortina editore) invita il lettore ad essere net smart, intelligente a misura di rete. Si tratta cioè di prendere atto dei vantaggi della rivoluzione tecnologica e operare affinché la propria intelligenza si espanda con la rete.
Non è detto, però, che tutto quello che vi circola sia commendevole e di buona qualità. L’autore replica che questi difetti si possono eliminare identificando gli autori, indagando sui curricula, eccetera. Come ignorare che questi controlli sono praticamente impossibili, considerata l’assoluta libertà che caratterizza la rete e che si nasconde anche dietro l’anonimato? Come ignorare la difficoltà di controllare l’autenticità delle fonti?
L’apertura alla rete è da perseguire, ma quella dei controlli è una questione aperta.
Tema delicato è anche quello della sindrome di onnipotenza che affascina soprattutto i giovani, ai quali non par vero di compiere operazioni mirabolanti con un semplice click e sfiorando appena lo schermo. L’impatto successivo con la realtà può essere frustrante, ma questo non vuol dire che bisogna rinunciare a migliorare la rete.
Connessa con la citata sindrome è la fiducia incondizionata nella tecnologia. I progressi verso l’intelligenza artificiale sono significativi, ma è lo stesso aggettivo che deve metterci in guardia. Oggi siamo soliti guardare con sufficienza, se non con commiserazione, ai nostri avi che hanno creato gli idoli per sopperire alle manchevolezze della condizione umana.
Nella filosofia moderna Francesco Bacone si è occupato specificamente degli idoli (Novum organum), giungendo alla conclusione di come essi siano di evidente ostacolo al procedere della conoscenza. Oggi rischiamo di cadere nella trappola dell’idolatria, quando ci appoggiamo fideisticamente alla scienza e alla tecnologia a cui deleghiamo la soluzione di ogni problema.
La realtà umana non può essere affidata ad un asettico determinismo, ad un algoritmo che presenta uno schema uniforme per la soluzione dei nostri problemi. Possiamo restare estasiati di fronte alle prestazioni della macchina, ma non dobbiamo mai dimenticare che dietro la macchina c’è l’uomo, con la sua intelligenza pura, la sue imperfezioni, la sua imprevedibilità e che non può deporre in soffitta l’amigdala, la parte del cervello che presiede alle emozioni.
Evgeny Morozov, esperto russo, paventa anche un altro rischio: dietro la volontà di perfezione si può celare anche un progetto infausto di controllo capillare che stroncherebbe ogni possibilità di dissenso.
Vito Procaccini
La prima e la seconda parte sono state pubblicate il 24 e il 29 novembre


Gazzetta Web