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INTERVISTA A GIANFILIPPO MIGNOGNA

Scritto da edelpoggio il 3/11/2017


INTERVISTA A GIANFILIPPO MIGNOGNA

INTERVISTA A GIANFILIPPO MIGNOGNA
sindaco di Biccari
a cura di Giucar Marcone

E' considerato un uomo del fare: si prodiga in ogni modo per migliorare le condizioni di Biccari e del suo territorio, non si risparmia e il suo impegno è sotto gli occhi di tutti.
Gianfilippo Mignogna, nato nel 1978, è sindaco di Biccari sin dal 2009, riconfermato nell'importante carica nel 2014, ma il suo ingresso in consiglio comunale risale al 2004 (ad appena 26 anni). Laureatosi in Giurisprudenza presso l'Ateneo di Foggia, si è sempre distinto per la sua notevole preparazione culturale in attività di docenza e di ricerca, collaborando anche con prestigiose società che si occupano di energia da fonti rinnovabili.
Merito di MIgnogna e della sua amministrazione è il mantenimento della gestione comunale dell'acqua evitando il passaggio forzato all'Acquedotto Pugliese. Da evidenziare anche altre iniziative come la raccolta differenziata e la sistemazione delle strade del centro storico. Un dinamismo, quello di Mignogna, che non conosce sosta.
Ecco come ha risposto ad alcune nostre domande:
- Quali difficoltà incontra il sindaco di un comune come Biccari?
Le difficoltà sono tante e diverse, a cominciare da quelle tipiche dei piccoli comuni delle aree interne. Se dovessi indicare quelle principali direi la mancanza di risorse ed i tagli dei trasferimenti statali, l’eccessiva burocrazia ed il numero ridotto di assessori e consiglieri a disposizione della squadra amministrativa.
- Cosa sta cambiando nel fare il sindaco rispetto al secolo scorso?
Difficile rispondere, visto che il secolo scorso non ero sindaco! Scherzi a parte, come in ogni settore credo che il cambiamento maggiore sia stato determinato dalla diffusione di internet, dalla presenza dei social e delle nuove tecnologie applicate alla Pubblica Amministrazione, come l’albo pretorio online. Sono questioni con cui tutti noi siamo chiamati a fare i conti. E’ aumentata la velocità con cui bisogna dare risposte ai cittadini e la possibilità di interagire con loro senza filtri e senza mediazioni, perciò bisogna essere più smart e dinamici.

- Quanto importante è l'identità popolare per i cittadini di Biccari?
Avere un’identità forte è fondamentale. Significa avere radici profonde e senso di appartenenza nei confronti del proprio territorio.    In mezzo a tutte le difficoltà del nostro tempo, i nostri paesi hanno bisogno innanzitutto di essere amati dai propri cittadini, anche attraverso piccole attenzioni quotidiane. Soprattutto gli abitati dei piccoli comuni sono chiamati ad essere cittadini consapevoli, attenti, affezionati. La superficialità e l’opportunismo sono lussi che non possiamo più permetterci.    

- La cultura può essere il motore per tenere vivo l'orgoglio dei cittadini di questo bellissimo borgo?
La cultura è fondamentale in tutti i suoi aspetti. Per questo, per quanto possibile, cerco di favorire in ogni modo diversi appuntamenti culturali in collaborazione con le associazioni locali. Presentare libri, ascoltare poesie, ospitare mostre ed artisti, ascoltare concerti non sono un piacevole passatempo, ma il sintomo di una comunità viva, aperta e sicuramente migliore. Sono particolarmente orgoglioso della quantità e della qualità delle proposte che in questi anni siamo riusciti ad offrire alla cittadinanza e più in generale agli appassionati anche dei comuni vicini.
- Lei ha già fatto tanto per questo "borgo autentico" e il suo dinamismo è riconosciuto in tutta la Capitanata. E' possibile migliorare ancora i servizi per la cittadinanza?
Grazie! Certo che si può migliorare. Ma bisogna sapere che si può anche peggiorare. Purtroppo gli amministratori lavorano su un terreno minato e fortemente condizionato da variabili (come le risorse a disposizione, la normativa in continua evoluzione, la programmazione degli enti sovraordinati, ecc…) che non possono controllare adeguatamente, ma cercare di migliorarsi sempre è un obbligo ed io sono perfettamente consapevole che, nonostante l’impegno ed i risultati raggiunti, c’è ancora tanto da fare.    
- Il monte Cornacchia è il tetto della Puglia, sono previsti ulteriori interventi per valorizzarlo?
Si tutta l’area di Monte Cornacchia è al centro di un progetto di valorizzazione denominato “Comunità Ospitale” che grazie a Borghi Autentici punta a far diventare la nostra area una vera e propria destinazione. Sono previsti eventi, ulteriori interventi finalizzati alla fruizione turistica della montagna ed anche lavori pubblici per migliorare la viabilità ela zona di lago Pescara.
- In una società che sta invecchiando qual è il ruolo del volontariato? Esistono a Biccari spazi per gli anziani? Che attenzione ha la sua amministrazione verso questa categoria di residenti che, ormai, rappresentano la maggior parte degli abitanti?
Uno dei primi atti della mia amministrazione è stato quello di istituire un Circolo Anziani dotato di propri spazi, autonomia e budget per cercare di creare un punto di aggregazione e di progettazione sociale. A me piace pensare agli anziani come ad una risorsa della nostra Comunità perciò spero che questo spazio possa diventare sempre più ampio ed importante. Quanto al volontariato, penso sia il cemento che può tenere uniti tutti i singoli pezzi di una Comunità. Da questo punto di vista credo che Biccari possa rappresentare una vera e propria eccellenza. Basti pensare al numero di donatori di organi che in poco tempo abbiamo raggiunto grazie alla possibilità di esprimere questa volontà direttamente sulla Carta di Identità (siamo tra i pochi Comuni a sperimentare questa pratica) o alla presenza di importanti realtà come l’AVIS, l’ADMO, il Radio Club Biccari, Superamento Handicap ed Amici degli Animali, senza contare la Parrocchia ed i numerosi cittadini che nel silenzio fanno quotidianamente qualcosa per gli altri. Tutto questo è sintomo di un paese sensibile e culturalmente avanzato.
- Cosa pensa dell'immigrazione e della presenza di extracomunitari nel nostro territorio? E' un fenomeno da arrestare o da favorire e perché?
Ritorniamo all’identità. Una comunità con una forte identità e sicura di se stessa non può temere l’immigrazione, anzi può arricchirsi da essa. Da questo punto di vista credo che Biccari abbia dato un segnale importante anche in questo settore istituendo la figura del consigliere aggiunto all’integrazione scelto tra gli stranieri residenti in paese. Con questa iniziativa noi abbiamo riconosciuto l’importanza di una presenza straniera, ma nel rispetto delle regole, delle istituzioni e delle reciproche differenze, senza pretendere di modificare tradizioni e convinzioni.

- E' possibile una loro civile convivenza con i locali e conseguentemente uno scambio interculturale?
Certo che si, specialmente nei Piccoli Comuni l’ospitalità e l’integrazione possono essere raggiunte facilmente. Ma qui la responsabilità maggiore è dello Stato. E’ chiaro che se vengono privilegiati accessi indiscriminati e numeri sproporzionati tutto diventa oggettivamente più difficile.
- Ogni tanto si parla di fusione tra piccoli comuni. C'è chi sostiene che porterebbe ad una riduzione delle spese per la loro gestione. Non si rischierebbe invece di affossare tradizioni e cultura di piccole comunità, cancellandone la memoria storica e l'identità?
Le fusioni dei piccoli comuni possono essere ammesse solo con il consenso delle popolazioni interessate. E’ una decisione che deve spettare unicamente ai cittadini senza alcuna imposizione perché si tratta di una via senza ritorno. Io personalmente sono contrario per molteplici ragioni. Credo che ogni paese abbia diritto ad avere un comune, una chiesa ed una caserma. I piccoli comuni sono nel DNA dell’Italia e rappresentano un’opportunità per il paese, non un problema.    
- Qual è oggi la sua preoccupazione principale? Qual è il progetto a cui tiene maggiormente?
Credo nella politica generativa. Nella politica, cioè, capace di creare opportunità per la comunità di riferimento sul fronte occupazionale, ma anche culturale. Ho cercato di impostare tutta l’azione amministrativa in questa direzione cercando di valorizzare quello che abbiamo per farlo diventare occasione di lavoro e di sviluppo, senza inseguire miti industriali ormai irrealizzabili o sogni lontani. Basti pensare all’ex edificio scolastico divenuto Casa per la Vita con 16 ospiti, al bosco che è ritornato ad essere luogo di lavoro e di turismo, all’ex deposito di oasi murgiana che ha favorito la nascita di tre aziende locali, alla differenziata che grazie al negozio dei rifiuti permette la riscossione di ecobuoni e a tanti altri esempi che potrei citare, come i piccoli ma significativi indotti creati grazie agli eventi, alla valorizzazione dei prodotti tipici e più in generale all’immagine positiva del nostro paese. Il prossimo esempio del genere potrebbe essere il vivaio forestale che, grazie alla costituzione dell’innovativa cooperativa di comunità, vorremmo rimettere nella disponibilità dei biccari per farlo diventare produttivo e fonte di lavoro. Credo sia questa la strada da seguire.
- Come vede Biccari nel prossimo futuro?
Le fortune dei piccoli paesi, e quindi anche di Biccari, dipendono principalmente dai propri abitanti, dalla loro capacità di essere comunità, dalla loro voglia di sentirsi parte di una cosa più grande ed importante dei singoli, dalla loro capacità di scommettere sulle risorse endogene del territorio e dunque di essere autentici e veri. Ormai è impensabile che qualcun altro da fuori risolva i nostri problemi o immaginare politiche di sviluppo territoriali che arrivano dall’alto. Certo, bisogna continuare a lottare per il mantenimento dei servizi e per tenere alta l’attenzione sulle aree interne ed i piccoli comuni. Spero che da questo punto di vista Biccari possa rappresentare sempre un punto di riferimento.


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